Un concorso letterario nazionale aperto a tutti – dai giovani under 25 agli enologi – celebra 25 anni di cultura del vino con scadenza 30 giugno 2026, tra racconto, ricerca e sostenibilità.
Esiste un filo sottile che lega un vigneto alla letteratura, il profumo della terra alla forza di una storia ben scritta. Da venticinque anni, il concorso letterario nazionale Bere il Territorio prova a dipanare quel filo, trasformando il vino in pretesto narrativo e i territori viticoli italiani in paesaggi dell’anima. Un progetto culturale che non si esaurisce nella competizione, ma che costruisce, anno dopo anno, un archivio vivo di voci, sensibilità e sguardi sul mondo rurale italiano.
Un anniversario che vale doppio
La venticinquesima edizione di Bere il Territorio è partita con il piede giusto e con una scelta simbolicamente potente. Il bando è stato presentato il 21 febbraio 2026 a L’Aquila, città designata Capitale italiana della Cultura per l’anno in corso, e la data non era casuale: coincideva esattamente con il venticinquesimo anniversario della fondazione dell’Associazione Go Wine, promotrice del concorso fin dalla sua nascita. Un compleanno celebrato in una città che, con la propria storia di ricostruzione materiale e identitaria, rappresenta forse meglio di ogni altra il valore della memoria culturale come strumento di rinascita.
Di cosa parlare: vite, vino, paesaggio
Il tema del concorso è tanto ampio quanto preciso. I partecipanti sono chiamati a redigere un racconto in forma libera, minimo due cartelle (3.600 battute) e massimo cinque (9.000), nel quale emerga il significato culturale della vite e del vino: il loro peso sociale, il ruolo della viticoltura nella conservazione dell’ambiente, del paesaggio rurale, delle tradizioni locali. Non una semplice celebrazione del calice, dunque, ma una riflessione più profonda su come la vite abbia plasmato e continui a plasmare il volto dell’Italia.
Le categorie in gara sono due: la prima riservata ai giovani dai 16 ai 24 anni, la seconda aperta a tutti i concorrenti oltre quella soglia. Una distinzione che tiene conto della diversità di sguardo e di esperienza, senza escludere nessuno.
La sezione speciale per chi studia il vino
Accanto alla gara generale, esiste una sezione speciale riservata agli studenti universitari iscritti ai corsi di Laurea in Enologia e Viticoltura. Qui il registro cambia: non si cerca solo la qualità narrativa, ma la profondità della ricerca. Gli elaborati, singoli o prodotti da piccoli gruppi fino a cinque persone, devono approfondire temi legati ai vitigni autoctoni, quel patrimonio genetico e culturale che rappresenta una delle ricchezze meno celebrate e più minacciate del mondo agricolo italiano.
È una scelta significativa: includere la ricerca accademica in un concorso letterario significa riconoscere che anche il linguaggio scientifico, quando è orientato alla valorizzazione del territorio, può diventare narrazione.

Sostenibilità: non solo una parola di moda
Uno degli elementi più interessanti di questa edizione è la centralità del tema ambientale. Il concorso istituisce un premio speciale dedicato a realtà del comparto vitivinicolo che si siano distinte nella salvaguardia del patrimonio territoriale: paesaggio, fruizione dell’ambiente naturale, sviluppo sostenibile. Un riconoscimento che va oltre la scrittura e guarda alle pratiche concrete, premiando chi ha saputo coniugare produzione e responsabilità.
In un momento in cui la parola sostenibilità rischia di diventare un rivestimento comunicativo privo di sostanza, la scelta di ancorarla a criteri verificabili restituisce al termine un po’ della credibilità che merita.
Un premio per i libri, uno per i vincitori
Il concorso include anche un premio speciale per un libro edito nel biennio 2025-2026 che abbia il vino come tema centrale o come presenza significativa. L’autore riceverà un premio in denaro di 500 euro, la stessa cifra prevista per ciascun vincitore delle categorie principali e della sezione speciale universitaria.
La giuria è composta da nomi di rilievo: Gianluigi Beccaria e Valter Boggione dell’Università di Torino, la scrittrice Margherita Oggero, il giornalista Bruno Quaranta di La Repubblica e Massimo Corrado per l’Associazione Go Wine. Una commissione che garantisce uno sguardo insieme accademico, letterario e giornalistico.
Come partecipare e le scadenze
Gli elaborati devono essere inviati entro il 30 giugno 2026 in formato PDF all’indirizzo di posta elettronica certificata gowine@legalmail.it, oppure in tre copie cartacee via posta ordinaria a Go Wine, Via Vida 6, Alba (CN). Ogni testo deve riportare in calce i dati personali del concorrente, e per la sezione universitaria anche il riferimento all’ateneo di appartenenza.
La cerimonia di premiazione è in programma per sabato 26 settembre 2026 al Castello di Grinzane Cavour, cornice storica e simbolica di rara efficacia: fu proprio qui che Camillo Cavour sviluppò la sua passione per la viticoltura piemontese, contribuendo alla nascita di quello che sarebbe diventato uno dei territori del vino più celebri al mondo.
Bere il Territorio non è un concorso letterario sul vino nel senso stretto e conviviale del termine. È un progetto che usa il vino come chiave di lettura del paese reale: i suoi paesaggi, le sue contraddizioni, le sue memorie e le sue possibilità. A venticinque anni dalla fondazione, Go Wine conferma che la cultura enogastronomica può e deve dialogare con la letteratura, la ricerca e la riflessione ambientale. La scadenza del 30 giugno è vicina: c’è ancora tempo per trovare le parole giuste.

In sintesi: tutto quello che devi sapere
Il concorso letterario nazionale Bere il Territorio, giunto alla sua venticinquesima edizione, è promosso dall’Associazione Go Wine e si rivolge a chiunque voglia raccontare il mondo del vino attraverso la scrittura. La sezione generale prevede due categorie distinte per fascia d’età (16-24 anni e oltre i 24 anni), mentre la sezione speciale è riservata agli studenti universitari di Enologia e Viticoltura, con focus sui vitigni autoctoni. Sono previsti inoltre un premio speciale per le aziende vitivinicole impegnate nella sostenibilità territoriale e un premio per un libro edito nel 2025-2026 a tema vino. I testi, in italiano e della lunghezza compresa tra 3.600 e 9.000 battute, devono essere inviati entro il 30 giugno 2026 a gowine@legalmail.it oppure per posta ad Alba (CN). Ogni vincitore riceverà un premio di 500 euro. La premiazione si terrà il 26 settembre 2026 al Castello di Grinzane Cavour.
