Alla Rocca Rangoni di Spilamberto, dal 9 all’11 maggio 2026, la decima edizione celebra 70 produttori e 400 etichette che raccontano l’Italia del vino senza compromessi.
Ci sono anniversari che si festeggiano con i fuochi d’artificio, e altri che si celebrano restando fedeli a ciò che si è sempre stati. Vignaioli Contrari sceglie la seconda strada: per il suo decimo anno torna a Spilamberto, in provincia di Modena, con un’edizione più ampia, tre giornate di programma e un messaggio immutato. Il vino, per chi lo fa davvero, non si omologa. Si racconta.
Dieci anni contro la standardizzazione
Nel 2016, quando Vignaioli Contrari muoveva i primi passi alla Rocca Rangoni, il panorama enoico italiano stava attraversando una fase di profonda riflessione. Da un lato, la pressione commerciale verso vini costruiti per piacere a tutti e a nessuno. Dall’altro, un movimento sotterraneo di piccoli produttori che resistevano, aggrappati ai vitigni autoctoni, alle pratiche artigianali, all’idea che il vino debba raccontare il luogo da cui nasce e non nasconderlo.
Vignaioli Contrari nasce proprio da questa tensione, come spazio di resistenza culturale prima ancora che enologica. In dieci anni è diventato un punto di riferimento nazionale, capace di attrarre produttori da tutta Italia e dall’Europa, senza perdere il carattere di manifestazione di territorio, radicata nel modenese e nel rapporto autentico con la comunità locale.
Spilamberto, una cornice che parla da sola
La scelta della Rocca Rangoni non è mai stata casuale. Il castello medievale che domina Spilamberto offre uno scenario che riflette l’identità della manifestazione: storia, materia, senso del luogo. La cittadina, celebre per il suo aceto balsamico tradizionale e per una cultura gastronomica profondamente legata al territorio, rappresenta il contesto ideale per una fiera che rifiuta il modello del grande evento anonimo.
Il 9, 10 e 11 maggio 2026, la Rocca e il centro storico si trasformeranno in un percorso diffuso: i banchi d’assaggio all’interno del castello, lo Slow Food Park che occuperà Piazzale Rangoni estendendosi lungo le vie del borgo, le masterclass nella suggestiva cornice dell’ex chiesa di Santa Maria degli Angeli, a pochi passi dall’ingresso principale.

70 produttori, 400 etichette: un’Italia del vino che non si arrende
La decima edizione porta in scena 70 vignaioli selezionati tra quelli che incarnano con più coerenza la filosofia della manifestazione: lavoro in vigna rispettoso del suolo, vinificazioni con metodi artigianali, attenzione ai vitigni autoctoni e alle varietà a rischio di estinzione.
Le oltre 400 etichette in degustazione non sono semplicemente bottiglie: sono narrazioni. Ogni vino presente racconta una scelta precisa, spesso controcorrente, sempre consapevole. Produttori di Barolo che rifiutano la barrique per il grande legno, vignaioli del Sud che recuperano vitigni dimenticati, piccole cantine del Centro Italia che lavorano senza filtri né correzioni enologiche.
La presenza di realtà europee allarga la prospettiva, inserendo la produzione italiana in un dialogo internazionale che non significa omologazione, ma confronto tra identità.
La novità del 2026: tre giorni, un nuovo pubblico
La principale novità dell’edizione del decennale è strutturale. Per la prima volta, Vignaioli Contrari si estende a tre giornate. Sabato 9 e domenica 10 maggio restano aperti al pubblico generale; lunedì 11 maggio è dedicato esclusivamente agli operatori del settore Ho.Re.Ca., con ingresso riservato a ristoratori, sommelier, enoteche e professionisti della ristorazione.
È una scelta che va letta con attenzione. Non si tratta soltanto di ampliare la platea: significa costruire un ponte più solido tra chi produce vino artigianale e chi ha la responsabilità di portarlo in tavola, spiegarlo, valorizzarlo. Un artigiano del vino, per quanto bravo, ha bisogno di interlocutori capaci di raccontarlo. E il settore Ho.Re.Ca. rimane il canale principale attraverso cui un vino di nicchia raggiunge chi non l’avrebbe cercato da solo.

Le masterclass: quando il vino incontra la scienza e il territorio
Il programma culturale della decima edizione è il più articolato di sempre. Tre appuntamenti di approfondimento si svolgeranno nell’ex chiesa di Santa Maria degli Angeli, spazio che restituisce alla degustazione una dimensione quasi raccolta, meditativa.
Il laboratorio “A tavola col produttore”, in programma sabato 9 maggio, è un viaggio attraverso quattro terroir dell’Albana di Romagna, vitigno autoctono tra i più affascinanti e discussi d’Italia. Quattro vignaioli, quattro espressioni, otto interpretazioni in degustazione: Paolo Francesconi, Stefano Bariani, Elisa Mazzavillani e Claudio Ancarani guideranno i partecipanti attraverso le differenze che il suolo e il microclima imprimono sullo stesso vitigno. Solo 24 posti disponibili.
Domenica 10 maggio, il laboratorio sensoriale “Ma che razza di Parmigiano Reggiano?” porta in scena un abbinamento insolito quanto illuminante: quattro tipologie di Parmigiano Reggiano prodotte da razze bovine storiche diverse (Vacca Rossa, Bruna Alpina, Vacca Bianca Modenese, Frisona), in abbinamento con bollicine da vitigni autoctoni emiliani. Un’esplorazione che dimostra come la biodiversità non sia un concetto astratto, ma qualcosa che si percepisce nel palato.
La masterclass del pomeriggio domenicale affronta un tema di stringente attualità: “Tecniche naturali in risposta al cambiamento climatico. Uvaggio o Blend?” Con il vignaiolo e docente Domenico Tappero Merlo, il professor Giancarlo Moschetti dell’Università di Palermo e Massimo Palmieri, la discussione entra nel cuore delle strategie che la viticoltura artigianale può mettere in campo di fronte alle sfide climatiche, senza tradire la propria identità. Sei vini in degustazione accompagnano il dibattito.
Lo Slow Food Park: il borgo come luogo di comunità
Fuori dalla Rocca, Piazzale Rangoni si anima con lo Slow Food Park, un mercato diffuso che quest’anno si estende anche alle vie del centro storico. Oltre venti produttori artigianali porteranno formaggi d’alpeggio, salumi naturali, lievitati da grani antichi, birre indipendenti e conserve, con la presenza dei Presìdi Slow Food dell’Emilia-Romagna e di condotte da altre regioni italiane.
L’accesso è gratuito e gli stand restano aperti fino alle 21:00. Non è un dettaglio marginale: significa che Spilamberto, nelle tre giornate della manifestazione, diventa un posto in cui vale la pena passeggiare, anche senza un biglietto in tasca. Il vino artigianale come cultura accessibile, non come esperienza riservata a pochi.

Informazioni pratiche
La manifestazione si svolge alla Rocca Rangoni, piazza Rangoni 6, Spilamberto (MO). L’ingresso giornaliero costa 25 euro (intero) o 20 euro (ridotto per soci Slow Food, AIS, FISAR, ONAV e altre associazioni di settore), e include calice inciso con logo, tasca porta-bicchiere e catalogo. L’abbonamento per due giorni è disponibile agli stessi prezzi. Gli operatori Ho.Re.Ca. accedono lunedì 11 maggio con un ingresso speciale da 10 euro.
I laboratori e le masterclass prevedono biglietti separati, acquistabili anche in combinazione con l’ingresso alla manifestazione. I posti sono limitati: prenotazione sul sito www.vignaiolicontrari.it.
Un decennio non è un punto di arrivo
Dieci edizioni, in un panorama come quello delle fiere del vino, dove molte iniziative nascono e scompaiono nel giro di qualche anno, non sono poca cosa. Vignaioli Contrari è arrivato a questo traguardo senza cambiare la propria natura: piccolo abbastanza da mantenere un’identità riconoscibile, cresciuto abbastanza da diventare un riferimento.
Quello che resta, dopo dieci anni, è l’idea che stava all’inizio: il vino artigianale non è una tendenza. È una posizione. E Spilamberto, ogni maggio, è il posto dove quella posizione si può degustare.

Il programma delle tre giornate
Sabato 9 maggio 2026
- Ore 11.40 – Inaugurazione ufficiale
- Ore 12.00 – Apertura banchi d’assaggio e Slow Food Park
- Ore 15.00 – Laboratorio “A tavola col produttore: L’alba dell’Albana di Romagna” – 4 vignaioli, 4 terroir, 8 interpretazioni. 24 posti disponibili. Ex chiesa Santa Maria degli Angeli.
- Ore 20.00 – Chiusura banchi d’assaggio
- Ore 21.00 – Chiusura Slow Food Park
Domenica 10 maggio 2026
- Ore 11.00 – Apertura banchi d’assaggio e Slow Food Park
- Ore 11.00 – Laboratorio sensoriale “Ma che razza di Parmigiano Reggiano?” – razze bovine storiche e abbinamento con bollicine autoctone emiliane. 36 posti disponibili. Ex chiesa Santa Maria degli Angeli.
- Ore 14.00 – Masterclass esclusiva “Tecniche naturali in risposta al cambiamento climatico: Uvaggio o Blend?” – con Domenico Tappero Merlo, prof. Giancarlo Moschetti e Massimo Palmieri. 36 posti disponibili. Ex chiesa Santa Maria degli Angeli.
- Ore 19.00 – Chiusura banchi d’assaggio
- Ore 21.00 – Chiusura Slow Food Park
Lunedì 11 maggio 2026 (giornata riservata agli operatori Ho.Re.Ca.)
- Ore 10.00 – Apertura tavoli d’assaggio
- Ore 17.00 – Chiusura manifestazione
Sede principale: Rocca Rangoni, piazza Rangoni 6, Spilamberto (MO). Laboratori e masterclass: ex chiesa Santa Maria degli Angeli, a 150 metri dalla Rocca. Info e biglietti: www.vignaiolicontrari.it

