1.400 vini e grappe giudicati, 62 Gran Medaglie d’Oro assegnate: il Concorso Internazionale Città del Vino 2026 ha i suoi vincitori. La premiazione l’11 luglio in Campidoglio
A Pramaggiore, nel Veneto orientale dove la pianura incontra la tradizione vitivinicola della Mostra Nazionale dei Vini, si è chiusa la ventiquattresima edizione di uno dei concorsi enologici italiani più radicati nel rapporto tra vino e comunità. Non una semplice degustazione a punti, ma un esercizio di mappatura del paesaggio vinicolo contemporaneo, con giurie internazionali, un protocollo OIV e una logica che premia insieme le cantine e i sindaci dei territori di produzione.
I risultati sono stati ufficializzati nei giorni scorsi. La cerimonia di premiazione si terrà l’11 luglio a Roma, in Campidoglio.
Dal 29 al 31 maggio, tredici commissioni di degustazione hanno valutato campioni provenienti da tutto il mondo. Tra i giurati, esperti italiani e internazionali con provenienza da Corea del Sud, Brasile, Croazia, Cile, Cuba, Portogallo, Francia, Polonia, Libano e Grecia, oltre a due commissioni dedicate esclusivamente al Grappa Award.
Il volume complessivo, 1.400 prodotti tra vini e grappe, rappresenta uno dei numeri più alti nella storia della manifestazione. Un dato che riflette la crescente fiducia dei produttori verso un concorso che mantiene una specificità precisa: premiare non solo la bottiglia, ma anche il territorio che la esprime.
Il vincolo del 30 per cento
Il concorso si svolge nel rispetto del regolamento OIV, che fissa una soglia chiara: le medaglie riconosciute nella classifica ufficiale non possono superare il 30% del totale dei campioni presentati. Una regola che rende ogni riconoscimento selettivo, a differenza di molte rassegne dove le medaglie si moltiplicano senza freni.
Nel 2026 il risultato finale conta 62 Gran Medaglie d’Oro e 313 Medaglie d’Oro assegnate nella classifica ufficiale. Diverso il meccanismo dei Premi Speciali, che seguono logiche autonome e premiano categorie specifiche — spumanti, biologici, vitigni resistenti PIWI, vini vulcanici — senza essere vincolati alla soglia OIV.
I migliori vini: il palmarès
Il vino che ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto è il Quinta da Gaivosa Porto LBV Douro DOC 2021 dell’azienda Domingos Alves De Sousa di Santa Marta de Penaguião, in Portogallo: 95 punti, Gran Medaglia d’Oro come miglior vino liquoroso. Un risultato che conferma la presenza internazionale del concorso e la competitività dei produttori portoghesi, già protagonisti nella categoria dei bianchi con il Bocage White Blend 2025 di Casa Ermelinda Freitas da Palmela (93,4 punti).
Sul fronte italiano, spiccano tre etichette in particolare. Il Vin Santo del Chianti Riserva DOC 2018 della Fattoria La Vialla di Arezzo conquista sia il titolo di miglior vino passito che quello di miglior vino biologico con 94,6 punti, una doppietta che dice molto sulla qualità di questa cantina toscana a conduzione familiare. L’Harimann Montepulciano d’Abruzzo Riserva DOP 2019 di Pasetti Vini di Pescosansonesco si aggiudica il titolo di miglior vino rosso con 94,4 punti, confermando la solidità di un vitigno che negli ultimi anni ha guadagnato crescente attenzione critica.
Tra le note più interessanti, il DOC Colli Piacentini Vin Santo Doppio Passo 2017 della Soc. Agr. Loschi Enrico di Castell’Arquato (PC): 93 punti, miglior vino dolce, un riconoscimento che porta l’Emilia-Romagna sul podio in una categoria tradizionalmente dominata dalla Toscana e dal Trentino.
| Categoria | Vino | Azienda e territorio | Riconoscimento |
|---|---|---|---|
| Miglior vino liquoroso | Quinta da Gaivosa Porto LBV Douro DOC 2021 | Domingos Alves De Sousa — Portogallo | 95 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior vino passito / biologico | Vin Santo del Chianti Riserva DOC 2018 | Fattoria La Vialla, Arezzo — Toscana | 94,6 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior vino rosso | Harimann Montepulciano d’Abruzzo Riserva DOP 2019 | Pasetti Vini, Pescosansonesco (PE) — Abruzzo | 94,4 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior vino bianco | Bocage White Blend 2025 | Casa Ermelinda Freitas, Palmela — Portogallo | 93,4 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior spumante metodo classico | Rabbiosa Metodo Classico Dosaggio Zero | Pat Del Colmèl Vini, Castelcucco (TV) — Veneto | 93,2 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior vino dolce | Colli Piacentini Vin Santo Doppio Passo 2017 | Soc. Agr. Loschi Enrico, Castell’Arquato (PC) — Emilia-Romagna | 93 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior Merlot | Savalan Special Edition | Savalan – ASPI Winery — Azerbaijan | 93,4 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior Nebbiolo | Fuschia | Az. Agr. Cordero Gabriele, Priocca (CN) — Piemonte | 93 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior vino vulcanico | Neropiana Benevento Barbera IGP 2024 | Cantina Morone, Telese (BN) — Campania | 93,2 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior spumante Martinotti | Muller Thurgau Spumante | Cantina Valdadige Coop. Agr., Brentino Belluno (VR) — Veneto | 91,8 — Medaglia d’Oro |
| Miglior vino frizzante | Moscato d’Asti Bric dl’Arsüra 2025 | Cascina Delle Rocche, Santo Stefano Belbo (CN) — Piemonte | 91,4 — Medaglia d’Oro |
| Miglior vino rosato | Irpinia Rosato Carazi DOC 2025 | Az. Agr. Antonio Covuccia, Taurasi (AV) — Campania | 88,6 — Medaglia d’Oro |
| Miglior spumante dolce | Colli Euganei Fior d’Arancio | Az. Parco del Venda, Vo’ (PD) — Veneto | 87,8 — Medaglia d’Oro |
| Miglior vino PIWI | Cigno Reale | Az. Parco del Venda, Vo’ (PD) — Veneto | 89,8 — Medaglia d’Oro |
Consulta la classifica completa su concorsoenologicocittadelvino.it
Il Grappa Award: un palmarès di qualità
Giunto alla settima edizione, il Grappa Award consolida il proprio profilo con 8 Gran Medaglie d’Oro, 44 Medaglie d’Oro e 28 Medaglie d’Argento. Il riconoscimento assoluto va alla Grappa di Ruché – Selezione Walter Morando di Montalbera, a Castagnole Monferrato (AT): 93,8 punti, il punteggio più alto tra tutti i distillati in gara. Una grappa da vitigno aromatico piemontese, categoria che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio preciso anche tra i consumatori più esigenti.
Spiccano due distillerie trentine che raccolgono più premi: la Distilleria Pilzer di Altavalle porta a casa sia il titolo di miglior grappa giovane (Grappa di Pinot Nero, 92,2 punti) che quello di miglior brandy, con l’Historiae Brandy 16 anni (92,2 punti). La Distilleria Pezzi Mastri Distillatori di Campodenno si aggiudica invece il riconoscimento per la miglior grappa stravecchia o riserva con la Grappa Passito Riserva (93,6 punti).
Tra le note più curiose, il Vermut Bianco Mammoliti di Ceriana (IM), elaborato con Moscatello di Taggia Riviera Ligure di Ponente DOC, ottiene 92,4 punti come miglior vermouth bianco: un prodotto di nicchia che porta in gara l’identità di un entroterra ligure poco noto al grande pubblico.
| Categoria | Prodotto | Azienda e territorio | Riconoscimento |
|---|---|---|---|
| Miglior grappa assoluta (invecchiata in legno) | Grappa di Ruché – Selezione Walter Morando | Montalbera, Castagnole Monferrato (AT) — Piemonte | 93,8 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior grappa stravecchia / riserva | Grappa Passito Riserva | Distilleria Pezzi Mastri Distillatori, Campodenno (TN) — Trentino | 93,6 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior vermouth bianco | Vermut Bianco Mammoliti | Az. Agr. Mammoliti, Ceriana (IM) — Liguria | 92,4 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior brandy | Historiae Brandy 16 anni | Distilleria Pilzer, Altavalle (TN) — Trentino | 92,2 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior grappa giovane | Grappa di Pinot Nero | Distilleria Pilzer, Altavalle (TN) — Trentino | 92,2 — Gran Medaglia d’Oro |
| Miglior vermouth rosso | Vermouth di Torino Mazzetti | Mazzetti d’Altavilla, Altavilla Monferrato (AL) — Piemonte | 90,2 — Medaglia d’Oro |
| Miglior grappa giovane aromatica | La Delicata | Roner Spa Distillerie, Termeno (BZ) — Alto Adige | 89,2 — Medaglia d’Oro |
Comuni e produttori, insieme sul podio
La filosofia del concorso si distingue da altri appuntamenti internazionali per un elemento che non è solo retorico: ai sindaci e alle amministrazioni dei territori vincitori vengono consegnati diplomi al pari delle cantine. Un gesto simbolico, certo, ma che riflette una visione precisa del vino come fatto collettivo, legato al suolo, alle scelte di governo del territorio, alla cura del paesaggio.
«Ogni anno questa manifestazione si amplia e si rinnova, e aumenta la propria vocazione internazionale», ha dichiarato Angelo Radica, presidente di Città del Vino. «La sua specificità è quella di sottolineare il legame tra vini e territori, tanto da premiare oltre alle aziende i sindaci e le amministrazioni dei territori di riferimento.»
Il palmarès del 2026 non racconta solo una graduatoria: segnala tendenze. Il Portogallo vince due categorie importanti, l’Azerbaijan entra con un Merlot ai vertici, e l’Emilia-Romagna porta un Vin Santo piacentino sul podio dei vini dolci. Nel frattempo, distillerie trentine e piemontesi si confermano punti di riferimento per la grappa di qualità. La premiazione in Campidoglio l’11 luglio chiuderà ufficialmente il cerchio, ma la mappa del vino che questo concorso ha disegnato è già leggibile.
Per consultare la classifica completa, tutti i riconoscimenti e i Premi Speciali: concorsoenologicocittadelvino.it
