Nelle dolci colline di Zola Predosa, dove la tradizione vinicola si intreccia con l’arte contemporanea, la cantina Lodi Corazza ha ospitato un evento che ha ridefinito il concetto di esperienza multisensoriale.
Zola Jazz & Wine 2025 ha rappresentato un momento di perfetta sintesi tra la passione per il vino e quella per la musica jazz, creando un’atmosfera unica che ha coinvolto tutti i sensi.

La cantina Lodi Corazza: tradizione e innovazione
Gestita con dedizione da Silvia e Cesare Corazza, la cantina vanta una storia centenaria che affonda le radici nella tradizione contadina bolognese. Attiva dal 1993, l’azienda si è affermata nel panorama vinicolo regionale per la sua produzione di vini di alta qualità, mantenendo sempre un forte legame con il territorio e le sue peculiarità.
La location stessa, immersa nel verde delle colline bolognesi, ha fornito il palcoscenico perfetto per un evento che ha trasformato l’enogastronomia in arte vivente. L’accoglienza calorosa dei proprietari ha contribuito a creare quell’atmosfera di convivialità che ha reso la serata indimenticabile per tutti i partecipanti.

Un duo inusuale ma armonioso
Il cuore pulsante dell’evento è stato senza dubbio la performance di Chiara Pancaldi e Darryl Hall, un duo che rappresenta un esempio straordinario di sinergia artistica. La loro collaborazione, nata dall’incontro tra la cantante bolognese e il bassista americano attraverso le connessioni musicali di Bologna, ha dato vita a quello che lo stesso Hall definisce uno “stranno duo” ma allo stesso tempo una partnership “così comoda” e “abbastanza insolita”.
La scelta di una formazione basso e voce rappresenta una sfida musicale affascinante. Come sottolinea Darryl Hall, si tratta di “due strumenti che non sono portali”, il che richiede una selezione attenta del materiale musicale e un approccio che mantenga sempre in mente “melodia e basso” come “la base di una musica davvero buona”.
Chiara Pancaldi: voce leggera e anima jazz
Nata e cresciuta a Bologna, Chiara Pancaldi rappresenta l’eccellenza del jazz italiano contemporaneo. La sua formazione al Conservatorio con un master in Jazz, arricchita da studi di antropologia con una tesi sulla musica classica indiana, ha forgiato un’artista dalla cultura musicale vastissima e dall’approccio interpretativo unico.
La sua voce viene descritta come “light as air sound and beautiful phrasing” che “never fails to excite or impress”. Ha collaborato con musicisti di calibro internazionale come Cyrus Chestnut, John Webber, Joe Farnsworth, Kirk Lightsey e naturalmente Darryl Hall. I suoi ultimi lavori, tra cui l’album “What Is There to Say” e il progetto “Precious”, riflettono perfettamente il dialogo tra jazz contemporaneo e influenze brasiliane che caratterizza il suo stile.
Sul palco della cantina Corazza, la sua interpretazione intensa e vibrante ha fatto risuonare ogni nota con una profondità emozionale che ha toccato il cuore di ogni ascoltatore, conferendo alla performance del duo una dimensione che va oltre la pura esecuzione musicale.

Darryl Hall: il basso che racconta storie
Darryl Hall, nato a Philadelphia il 10 novembre 1963, è un bassista jazz di fama internazionale. Vincitore del prestigioso Thelonious Monk Institute of Jazz International Bass Competition nel 1995, ha costruito la sua carriera collaborando con artisti del calibro di Ravi Coltrane e Carmen Lundy, partecipando a progetti discografici significativi come “Mad 6” e “Soul to Soul”.
La sua esperienza newyorchese di oltre dieci anni si è arricchita di una prospettiva europea quando, dodici anni fa, ha scelto di trasferirsi in Francia con la moglie francese per “allontanarsi dalla corsa al successo di New York”. Questa scelta gli ha permesso di sviluppare un approccio musicale più intimo e riflessivo, che si sposa perfettamente con la sensibilità artistica di Chiara Pancaldi.
Per Hall, lavorare con Chiara rappresenta “una grande sfida musicale ma qualcosa di molto musicale per entrambi”. La loro interazione è descritta come “musica pura” e “molto bella e molto semplice”, una semplicità che permette alla musica di espandersi da un punto di partenza “molto semplicistico” a “cose più complesse”.
Un repertorio che attraversa culture e continenti
Il duo si distingue per un repertorio straordinariamente variegato che spazia tra generi e culture, riflettendo le ampie esperienze artistiche di entrambi i musicisti. La loro proposta musicale abbraccia principalmente jazz, bossa nova e musica brasiliana, con influenze che vanno da Mos Def e Rosanna Queenie a giganti della musica brasiliana come Chico Buarque, Caetano Veloso e Milton Nascimento.
Durante la serata alla cantina Lodi Corazza, il pubblico ha potuto immergersi in un viaggio musicale che ha toccato diverse latitudini sonore, sempre mantenendo quella coerenza stilistica che rende riconoscibile il loro sound. Attualmente il duo non esegue materiale originale, ma Darryl Hall anticipa che, quando lo svilupperanno, terranno sempre a mente l’importanza della melodia e del basso come fondamento della loro musica.

I vini protagonisti della serata
L’esperienza enogastronomica ha raggiunto il suo culmine con la degustazione di tre vini eccellenti che hanno accompagnato la performance musicale, creando un dialogo perfetto tra i sapori del territorio e le note jazz.
Il Colli Bolognesi Pignoletto DOCG Frizzante Vènti 2021 ha aperto la serata con la sua bolla sottile e piacevole, un vino che con la sua freschezza ha preparato il palato agli ascolti successivi. Il Colli Bolognesi Pignoletto DOCG Superiore Classico Zigant 2022, vino iconico dell’azienda, ha rappresentato il cuore dell’esperienza degustativa, esprimendo al meglio la tipicità del territorio bolognese.
A concludere la degustazione, il Castel Zola Barbera 2020 ha conquistato i partecipanti con la sua eleganza, un vino che ha saputo dialogare perfettamente con le sonorità più intense della performance, creando un accordo perfetto tra gusto e musica.
L’arte come strumento di connessione
Oltre alla pura esecuzione musicale, Chiara Pancaldi e Darryl Hall condividono una visione profonda dell’arte e del suo ruolo nella società. La cantante bolognese considera “l’arte uno strumento importante di resistenza” e di “risveglio dell’empatia e della solidarietà”. Questa filosofia artistica si riflette nelle loro performance, che mirano a creare non solo un momento di intrattenimento, ma un’esperienza di connessione umana autentica.
La loro musica esplora stati d’animo complessi, dalla malinconia alla speranza, sempre con l’obiettivo di toccare le corde più profonde dell’animo umano. Il desiderio di un mondo migliore, dove le persone possano cantare liberamente e ci sia luce e fratellanza, emerge come tema ricorrente nelle loro esibizioni.

Un’esperienza multisensoriale indimenticabile
Zola Jazz & Wine 2025 ha dimostrato come l’incontro tra diverse forme d’arte possa dare vita a esperienze che vanno ben oltre la somma delle loro parti. La cantina Lodi Corazza ha saputo trasformare le colline bolognesi in un palcoscenico di bellezza, gusto e armonia, dove ogni elemento ha contribuito a creare un’atmosfera magica.
La calda accoglienza di Silvia e Cesare Corazza, la qualità eccellente dei vini proposti e l’intensità emotiva della performance di Chiara Pancaldi e Darryl Hall hanno reso questa serata un esempio perfetto di come la cultura possa diventare esperienza totale, coinvolgendo tutti i sensi e creando ricordi indelebili.
L’evento ha confermato ancora una volta quanto l’unione tra musica e enogastronomia possa regalare emozioni autentiche, trasformando una semplice degustazione in un viaggio attraverso suoni, sapori e sensazioni che restano nel cuore. Un’esperienza da vivere e rivivere, che ha elevato l’incontro tra arte e tradizione a nuovi livelli di eccellenza.
In un mondo sempre più veloce e digitalizzato, eventi come Zola Jazz & Wine rappresentano oasi di autenticità dove è ancora possibile fermarsi, ascoltare e gustare la bellezza in tutte le sue forme. La magia di quella serata continua a risuonare nelle colline di Zola Predosa, promettendo nuovi incontri tra arte, tradizione e passione.