Sessantasei giocatori di Serie A ai Mondiali 2026 in Nord America: chi seguire, squadra per squadra, quando l’azzurro non c’è ma il calcio italiano sì
Per la terza volta consecutiva la Nazionale italiana non parteciperà a una Coppa del Mondo. È una ferita che non smette di bruciare, eppure il calcio italiano non è assente da United 2026: nei gironi che si aprono oggi tra Messico, Stati Uniti e Canada, scendono in campo sessantasei giocatori che nella prossima stagione vestiranno le maglie della Serie A. Un numero che racconta, meglio di qualsiasi classifica, quanto il campionato italiano continui ad attrarre talento internazionale. Seguire il Mondiale con questo filtro è un modo diverso di vivere la competizione: non tifare per una bandiera, ma riconoscere una maglia, un volto, un campione visto all’opera ogni domenica.

Il Milan manda dieci giocatori, più di qualsiasi altro club
Il Milan è il club italiano con il maggior numero di convocati: dieci giocatori rossoneri saranno ai Mondiali, unico club a raggiungere la doppia cifra. Seguono Inter e Atalanta con sette convocati ciascuna, mentre Juventus e Roma si fermano a sei.
Dalla rosa del Milan partiranno Christian Pulisic (USA), Pervis Estupiñán (Ecuador), Koni De Winter e Alexis Saelemaekers (entrambi Belgio), Mike Maignan e Adrien Rabiot (Francia), Rafael Leão (Portogallo), Luka Modrić (Croazia), Ardon Jashari (Svizzera) e Santiago Giménez (Messico). È un catalogo di nazionalità che abbraccia quattro continenti: tra questi, il caso più emblematico è forse quello di Modrić, quarant’anni compiuti ad ottobre, che a San Siro ha trovato un’ultima stagione da protagonista e ora porta la Croazia per quello che probabilmente è il suo ultimo Mondiale.

Inter, Atalanta e la Croazia come filo conduttore
Per l’Inter saranno ai Mondiali Manuel Akanji (Svizzera), Hakan Çalhanoğlu (Turchia), Ange-Yoan Bonny (Costa d’Avorio), Denzel Dumfries (Olanda), Marcus Thuram (Francia), Lautaro Martínez (Argentina) e Petar Sucic (Croazia). Lautaro è il nome più atteso: è il capitano dell’Argentina campione in carica, chiamata a difendere il titolo con Messi che, a trentotto anni, ha confermato la propria presenza nella lista di Scaloni.
Dall’Atalanta partono Sead Kolasinac (Bosnia), Odilon Kossounou (Costa d’Avorio), Isak Hien (Svezia), Mario Pašalić (Croazia), Charles De Ketelaere (Belgio), Kamaldeen Sulemana (Ghana) e Marten De Roon (Olanda). Pašalić e Sucic dell’Inter rendono la Croazia la nazionale con più rappresentanti in Serie A: ben sette giocatori della Croazia militano nel campionato italiano, sparsi tra Milan, Inter, Atalanta, Fiorentina, Bologna, Torino e Como.

Juventus, Roma e gli altri club
La Juventus porta ai Mondiali Kenan Yildiz (Turchia), Jonathan David (Canada), Gleison Bremer (Brasile), Francisco Conceição (Portogallo), Weston McKennie (USA) e Teun Koopmeiners (Olanda). David è uno dei nomi più caldi: attaccante capace, in stagione, di numeri importanti, rappresenta il Canada in casa propria, davanti al pubblico nordamericano. Una pressione e un’opportunità allo stesso tempo.
Dalla Roma saranno al Mondiale Manu Koné (Francia), Donyell Malen (Olanda), Eldor Shomurodov (Uzbekistan), Sofyan Amrabat e Ibrahim El-Aynaoui (Marocco). Shomurodov è il più celebre dei giocatori uzbeki nel nostro campionato e guiderà la nazionale centroasiatica alla sua prima partecipazione storica a una Coppa del Mondo, allenata da Fabio Cannavaro.
Dal Bologna parteciperanno Nikola Moro (Croazia), Lewis Ferguson (Scozia), Remo Freuler (Svizzera), Victor Heggem (Norvegia) e Jhon Lucumí (Colombia). Un club che negli ultimi anni ha costruito una rosa internazionale di livello e che ai Mondiali porta cinque nazionalità diverse.
Dal Napoli arrivano invece due nomi di peso assoluto: Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku per il Belgio, insieme a Scott McTominay per la Scozia. De Bruyne, in particolare, è uno dei centrocampisti più attesi del torneo: a trentacinque anni, con alle spalle una stagione importante in azzurro, arriva al Mondiale con la consapevolezza di chi sa che le grandi occasioni si contano.

I tecnici italiani in panchina
Tre sono gli allenatori italiani presenti al Mondiale: Carlo Ancelotti alla guida del Brasile, Vincenzo Montella alla Turchia e Fabio Cannavaro all’Uzbekistan. Ancelotti, in particolare, vive un momento storico: per la prima volta siede su una panchina nella fase finale di una Coppa del Mondo come commissario tecnico, con una squadra che ha le ambizioni e la qualità per arrivare in fondo.
Assenti eccellenti e un dato che fa riflettere
Tre club di Serie A non hanno nessun convocato: Lazio, Lecce e Monza. Un’assenza che fotografa, per ragioni diverse, la composizione delle loro rose. Ma il dato che colpisce di più è quello di fondo: il club più rappresentato al mondo in assoluto è il Manchester City con diciannove atleti convocati, e la Serie A, pur con i suoi sessantasei giocatori sparsi tra ventotto nazionali, continua a giocare un ruolo rilevante nella geografia del calcio internazionale. Curiosamente, tra tutti i giocatori di Serie A convocati non ce n’è nemmeno uno che giochi per la Spagna, la grande favorita del torneo insieme alla Francia.
Sessantasei giocatori. Ventotto nazionali. Un Mondiale senza Italia che, in qualche modo, è anche un po’ italiano. Seguire United 2026 attraverso la lente della Serie A è un esercizio che restituisce senso a un torneo che rischiava di sentirsi lontano: ogni gol di Lautaro, ogni parata di Maignan, ogni assist di De Bruyne porta con sé un pezzo di campionato che si è appena concluso. Il calcio si muove su confini che non sempre coincidono con quelli delle nazioni.
Le nazionali ai Mondiali 2026 con i loro “italiani”
| Nazionale | Calciatori (squadra Serie A) |
|---|---|
| Argentina | Lautaro Martínez (Inter) |
| Belgio | Kevin De Bruyne (Napoli), Romelu Lukaku (Napoli), Charles De Ketelaere (Atalanta), Koni De Winter (Milan), Alexis Saelemaekers (Milan) |
| Bosnia | Sead Kolasinac (Atalanta) |
| Brasile | Gleison Bremer (Juventus) |
| Canada | Jonathan David (Juventus) |
| Colombia | Jhon Lucumí (Bologna) |
| Costa d’Avorio | Odilon Kossounou (Atalanta), Ange-Yoan Bonny (Inter) |
| Croazia | Luka Modrić (Milan), Mario Pašalić (Atalanta), Petar Sucic (Inter), Nikola Moro (Bologna), Marin Pongracic (Fiorentina), Nikola Vlasic (Torino), Martin Baturina (Como) |
| Ecuador | Pervis Estupiñán (Milan) |
| Francia | Mike Maignan (Milan), Adrien Rabiot (Milan), Marcus Thuram (Inter), Manu Koné (Roma) |
| Ghana | Kamaldeen Sulemana (Atalanta) |
| Marocco | Sofyan Amrabat (Roma), Ibrahim El-Aynaoui (Roma) |
| Messico | Santiago Giménez (Milan) |
| Norvegia | Victor Heggem (Bologna) |
| Olanda | Denzel Dumfries (Inter), Marten De Roon (Atalanta), Teun Koopmeiners (Juventus), Donyell Malen (Roma) |
| Portogallo | Rafael Leão (Milan), Francisco Conceição (Juventus) |
| Scozia | Scott McTominay (Napoli), Lewis Ferguson (Bologna) |
| Svezia | Isak Hien (Atalanta) |
| Svizzera | Ardon Jashari (Milan), Manuel Akanji (Inter), Remo Freuler (Bologna) |
| Turchia | Hakan Çalhanoğlu (Inter), Kenan Yildiz (Juventus) |
| Uruguay | Mathías Olivera (Napoli) |
| USA | Christian Pulisic (Milan), Weston McKennie (Juventus) |
| Uzbekistan | Eldor Shomurodov (Roma) |
