Il 22 giugno torna al Boccone del Prete il Go Wine Festival: oltre 50 cantine da tutta Italia, Champagne e la sera del solstizio d’estate vista da Bologna.
Cinque edizioni, una location inamovibile e un appuntamento che ormai fa parte del calendario fisso dell’estate bolognese. Il Go Wine Festival torna lunedì 22 giugno, dalle 18 alle 22:30, negli spazi del ristorante Il Boccone del Prete al Golf Club Siepelunga, sulla prima collina con vista panoramica sulla città. Quest’anno il parterre supera le 50 cantine, con una geografia del vino che copre quasi tutta la penisola e alcune tra le etichette più riconoscibili della produzione italiana. Una serata costruita negli anni con una sua identità precisa, fatta di territorio, convivialità e selezione ragionata.

Il solstizio come sfondo
Scegliere il solstizio d’estate non è un caso. La luce naturale che dura fino a tardi, l’aria che ancora non pesa, la collina che guarda giù sulla città: tutto concorre a rendere questa serata qualcosa di più di un semplice banco d’assaggio. Il Boccone del Prete, curato ristorante bolognese incastonato nel verde del Golf Club Siepelunga, offre quella qualità rara di ambienti che funzionano sia al chiuso che all’aperto.
L’idea del Festival nacque nel 2022 da Francesco Carboni, fondatore del Club Go Wine di Bologna, per celebrare i vent’anni di presenza dell’associazione in città. Il presidente di Go Wine Massimo Corrado ha confermato il format anche per questa quinta edizione, inserendolo stabilmente nel calendario annuale degli eventi enologici bolognesi.
Un banco d’assaggio che racconta l’Italia
Oltre 50 cantine e distribuzioni, con una mappa che tocca quasi tutte le regioni. Alcune presenze meritano attenzione.
Dal Friuli arriva Venica & Venica, cantina di Dolegna del Collio attiva dal 1930, con Gianni e Giorgio Venica oggi alla guida di una realtà che ha fatto dei bianchi del Collio, in particolare il Sauvignon Ronco delle Mele e il Friulano Ronco delle Cime, etichette di riferimento a livello nazionale. Il sottosuolo di marne arenarie di origine eocenica, che in zona chiamano ponca, è quello che dà ai vini quella vena minerale e salina inconfondibile.
Dalla Basilicata viene Cantine del Notaio di Rionero in Vulture, nata nel 1998 quando Gerardo Giuratrabocchetti, agronomo con sette generazioni di famiglia viticola alle spalle, decise di raccogliere l’eredità del nonno e valorizzare l’Aglianico del Vulture coltivato nelle antiche grotte scavate nel tufo vulcanico. Le etichette prendono tutte nomi dal linguaggio notarile, come il padre di Gerardo: La Firma, Il Sigillo, Il Repertorio. Diverse bottiglie hanno ottenuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso.
A pochi chilometri da Bologna, a Valsamoggia, Gradizzolo porta avanti invece un progetto di viticoltura naturale e familiare che affonda le radici nei primi anni del Novecento. Antonio Ognibene ha recuperato vitigni autoctoni quasi dimenticati come il Negrettino e l’Alionza, e vinifica da anni in anfore di terracotta rivestite di cera d’api, una scelta fatta prima che diventasse una moda. Con lui, al festival, arriva anche Le Anfore 2024, il bianco che è diventato il suo emblema.
Berlucchi Franciacorta porta la storica etichetta della Franciacorta bresciana, attiva dal 1961 e fra i simboli del metodo classico italiano. Il Collio, il Vulture, i colli bolognesi, la Franciacorta: è questa varietà di storie e terroir che fa del Festival qualcosa di più di un appuntamento promozionale.
Lo Champagne, e non solo
La dimensione internazionale è garantita da una selezione di Champagne curata da diverse distribuzioni: Philarmonica porta Collard Picard e Gustave Lorentz (il secondo con il suo Crémant d’Alsace), Partesa presenta Diebolt Vallois e Domaine Henri de Villamonte dalla Borgogna, mentre Les Grands Crus, Cavalli ed Exquisito completano il fronte francese con etichette come Etienne Chéré-Vignon Père et Fils. Dalla Calabria, fuori dal perimetro enologico più prevedibile, fa capolino l’Amaro Rupes.

Cibo: parte integrante, non contorno
Francesco Carboni firmerà un piatto per tutti i partecipanti, incluso nel biglietto. Il Ristorante Acqua Pazza propone un maccherone con panna, prosciutto e piselli; Acquolina, in collaborazione con l’Enoteca dagli Ostinati, porta pizza alla pala con mortadella; Felsineo cura la selezione di salumi. Per chi vuole prolungare la serata, Il Boccone del Prete offre parmigiana di melanzane a 8 euro, mentre Tannino copre il fronte delle bruschette con tre varianti (ragù bolognese, stracciatella pugliese con acciughe e peperone, salame rosa con mozzarella di bufala affumicata) a 5 euro l’una.
Come partecipare
Il biglietto d’ingresso è di 38 euro per il pubblico e 33 euro per i soci Go Wine. Acquistando online in prevendita si scende rispettivamente a 33 e 28 euro. Inclusi nel prezzo: degustazioni libere e illimitate, il piatto di Carboni e i prodotti tipici selezionati. Le prenotazioni si chiudono alle 12 del 22 giugno, salvo esaurimento posti.
Una quinta edizione che non stravolge niente. E probabilmente non ne aveva bisogno. Il Go Wine Festival ha trovato la sua forma abbastanza in fretta: una location che funziona, un format che non si appesantisce, una comunità di riferimento affezionata. Cambia la lista delle cantine, si affina il menu, ma l’ossatura resta quella di una serata pensata per chi il vino lo frequenta con curiosità e senza cerimonie, guardando Bologna dall’alto, con un bicchiere in mano.
I protagonisti della degustazione
Cantine Clandestine Distribuzione con i vini delle cantine
- Strada del Casalino – Canossa (Re)
- Valle delle Lepri – Coriano (Rn)
Cavalli Distribuzioni con Champagne e vini
Exquisito Good Food con Champagne
- Etienne Chéré-Vignon Père et Fils
- Guerlet Deguerne
Les Grands Crus con una selezione di Champagne e vini francesi
Partesa Distribuzioni con Champagne
- Diebolt Vallois
- Domaine Henri de Villamonte
e i vini delle cantine
- Cantine Luretta – Gazzola (Pc)
- Cà Rugate – Montecchia di Crosara (Vr)
- Francesco Bellei – Bomporto (Mo)
- Drei Donà – Massa di Vecchiazzano (Fc)
- Principi di Spadafora – Monreale (Pa)
- Roeno – Brentino Belluno (Vr)
- San Salvatore 1988 – Giungano (Sa)
Philarmonica Distribuzioni con Champagne e Cremant
- Collard Picard
- Gustave Lorentz
e i vini delle cantine
- Antonella Corda – Serdiana (Ca)
- San Michael – San Michele all’Adige (Tn)
- Baron Longo – Egna (Bz)
- Berlucchi Franciacorta – Corte Franca (Bs)
- Cantina del Frignano – Serramazzoni (Mo)
- Cantina Rota – Reggio Emilia
- Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (Pz)
- Don Lorenzo della Grillaia – Sirmione (Bs)
- Gradizzolo – Monteveglio (Bo)
- La Genisia – Codevilla (Pv)
- Manaresi – Zola Predosa (Bo)
- Mancinelli Stefano – Morro d’Alba (An)
- Montelvini – Volpago del Montello (Tv)
- Montina – Monticelli Brusati (Bs)
- Nero del Bufalo – Sant’Agata S.S. (Ra)
- Perla del Garda – Lonato del Garda (Bs)
- Podere Riosto – Pianoro (Bo)
- Rossi di Medelana – Frascati (Rm)
- Scandelara – Pianoro (Bo)
- Tenuta Cervelli – Broccostella (Fr)
- Tenuta Gabe – Valdobbiadene (Tv)
- Tenute Bacana – Villa Vezzano (Ra)
- Venica & Venica – Dolegna del Collio (Go)
- Vigneto Terre Rosse – Zola Predosa (Bo)
Amaro Rupes, dalla Calabria
