Il 26 e 27 settembre 2026, Villa Farsetti ospita la 19ª edizione della Grande Festa del Vino: oltre 400 etichette da 27 Paesi e degustazioni di vini iconici irripetibili.
Una villa veneta del Settecento, quattrocento vini da cinque continenti e una sala riservata dove si stapperanno bottiglie che normalmente si incontrano solo nelle aste più esclusive. La Grande Festa del Vino torna a Santa Maria di Sala con un’edizione che segna anche un anniversario personale importante per chi l’ha costruita. Vale la pena capire perché questo evento, lontano dai circuiti delle grandi fiere del settore, è diventato un punto di riferimento per chi vuole incontrare il vino senza filtri commerciali.

Una villa, un’idea, vent’anni di storia
Ideata da Vanni Berna, fondatore dell’Enoteca Le Cantine dei Dogi, la manifestazione ha scelto fin dall’inizio un formato preciso: selezione, qualità, contesto. Non una fiera, ma un’esperienza enologica ospitata in una location che ha molto da raccontare da sola. Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala, è una delle dimore storiche più eleganti del Veneziano: costruita nel Settecento, con il suo parco e le sue sale affrescate, offre uno sfondo che nessun padiglione fieristico potrebbe replicare. Per il secondo anno consecutivo è lei a fare da cornice a una manifestazione che, nel 2026, celebra anche un anniversario personale importante: 30 anni nel mondo del vino per Vanni Berna e 25 anni dalla fondazione de Le Cantine dei Dogi, a cui si aggiunge il riconoscimento ai Le Fonti Awards 2026 come CEO dell’Anno per l’innovazione nella distribuzione enologica.
Quattrocento etichette, ventisette Paesi
I numeri dell’edizione 2026 sono già indicativi dell’ambizione del progetto: oltre 400 etichette in degustazione, 140 espositori selezionati, 8.000 bottiglie pronte ad essere aperte nell’arco di due giorni, provenienti da 27 Paesi con una mappa che va dalla Georgia all’Uruguay, dall’Australia al Portogallo, dalla Slovenia al Sudafrica. In Italia esistono altre manifestazioni dedicate al vino internazionale, ma poche riescono a costruire un percorso geograficamente così ampio mantenendo un livello qualitativo coerente. Il rischio, in questi casi, è trasformare la degustazione in una sorta di supermercato del vino globale: qui il lavoro di selezione dei produttori dovrebbe scongiurare questa deriva, anche se sarà il pubblico presente a giudicarlo sul campo.

La sala delle grandi bottiglie
Il momento più atteso è la sala riservata alle degustazioni ad ore: otto appuntamenti distribuiti nel corso della giornata, ognuno con un’etichetta di assoluto rilievo. Si parte con lo Champagne Grande Cuvée 171 Edition di Krug, per proseguire con il Dom Pérignon Vintage 2013, il Sassicaia 2022, l’Amarone 2017 di Giuseppe Quintarelli e il “Vino dell’Anno” Wine Spectator 2025. Seguiranno il Château Lafite Rothschild, il Château d’Yquem 2021 e, in chiusura, una rarità assoluta: il Porto Very Old Tawny 60 anni di Quinta do Mourão, un vino che porta con sé sessant’anni di trasformazione lenta dentro la botte. Trovare una simile sequenza in un contesto aperto al pubblico, con la possibilità di degustare e non solo ammirare le bottiglie, è una delle ragioni per cui molti appassionati pianificano la trasferta veneziana con mesi di anticipo.
Informazioni pratiche
L’evento si completa con quattro masterclass guidate da professionisti del settore, una selezione di eccellenze gastronomiche italiane e uno wine shop ufficiale dove acquistare le etichette provate durante la giornata. Contestualmente si svolge il Venezia International Wine Trophy, concorso enologico internazionale aperto a produttori italiani e stranieri. La sera del 26 settembre è riservata al Gran Galà dei Dogi, cena di gala dedicata a produttori, partner e ospiti. La manifestazione si tiene sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 a Villa Farsetti, Via Roma 1, Santa Maria di Sala (Venezia), dalle 10:00 alle 20:00. L’ingresso è libero; per le degustazioni si acquistano le Wine Card ufficiali su www.lagrandefestadelvino.it.
La Grande Festa del Vino non è una fiera e non vuole esserlo. È un progetto che nel tempo ha costruito un’identità riconoscibile, fatta di selezione, contesto storico e un’attenzione alla qualità che non si misura solo in numeri di etichette. Che si venga per la sala delle grandi bottiglie, per i produttori meno noti ma altrettanto interessanti, o semplicemente per passare due giorni immersi in una villa veneta settecentesca con un bicchiere in mano, settembre 2026 a Santa Maria di Sala offre qualcosa che è difficile trovare altrove.
