Tre giorni al Palazzo del Ghiaccio di Milano dal 16 al 18 maggio per la settima edizione della fiera internazionale che ha ridisegnato il modo di raccontare il vino in Italia, con masterclass, premi e oltre 200 cantine.
Dal 2018 a oggi, Best Wine Stars ha percorso una traiettoria precisa: partire da un’intuizione sul valore del networking enologico e trasformarla in una delle manifestazioni più attese del calendario milanese del vino. La settima edizione segna un salto ulteriore: il riconoscimento ufficiale come Fiera Internazionale di settore da parte di Regione Lombardia, con il patrocinio del Comune di Milano. Non un’autocelebrazione, ma il punto di arrivo di un percorso costruito edizione dopo edizione, selezionando espositori, costruendo un pubblico di qualità e investendo in contenuti che vanno oltre la semplice degustazione.

Palazzo del Ghiaccio, la cornice che fa la differenza
Tornare al Palazzo del Ghiaccio non è una scelta casuale. Questa struttura storica milanese, con la sua architettura liberty e i suoi spazi articolati su più livelli, offre a Best Wine Stars qualcosa che pochi spazi fieristici riescono a dare: un’identità visiva riconoscibile, lontana dall’anonimato dei padiglioni convenzionali. Il percorso espositivo del 2026 sarà suddiviso nelle consuete aree tematiche, ognuna con una propria logica: Area Vino Italia, Area Vino Internazionale, Area Bio, Area Spirits e Area Tasting. Ad esse si affianca l’Area Food, presidiata da Enduro Republic Bistrot, realtà gastronomica nata a Grazzano Visconti con una filosofia di ingredienti locali e cucina condivisa, pensata per accompagnare le degustazioni senza sovrastarle.
La vera novità strutturale dell’edizione è però l’Area Bronze: uno spazio al piano superiore del palazzo dedicato a piccole aziende emergenti e produttori provenienti da territori meno rappresentati, offerto a condizioni vantaggiose per abbassare la soglia di accesso alla fiera. Già sold out al momento dell’annuncio, questa area dice qualcosa di preciso sulla direzione che la manifestazione vuole prendere: aprire senza perdere la selezione.
Le cantine e la scena internazionale
Con oltre 200 aziende espositrici e circa 1.200 etichette in degustazione, Best Wine Stars riunisce eccellenze vitivinicole e distillati di alta qualità provenienti non solo dall’Italia, ma anche da diverse parti del mondo. Fra le realtà confermate nel calendario delle masterclass figurano la Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC, la Cantina Sociale Luca Gentile e la Tenuta Il Finale, a cui si affiancano produttori internazionali distribuiti nelle aree dedicate. La presenza di un partner come la Camera di Commercio Italiana in Ungheria e di Strive International Consulting segnala un interesse concreto all’apertura verso mercati esteri, non solo come esercizio retorico ma come infrastruttura commerciale dell’evento.

Masterclass e relatori: la Sala Piranesi come palcoscenico
Accanto al walk-around tasting, Best Wine Stars 2026 propone un calendario di 10 appuntamenti tra masterclass, talk e tasting rooms che si terranno nella suggestiva Sala Piranesi. Non si tratta di panel istituzionali né di vetrine promozionali: i temi scelti mostrano una certa volontà di provocazione. I titoli parlano chiaro: “Siamo cambiati. Sono cambiati i tempi o non abbiamo più tempo”, “No alcol: non paragoniamoli, conosciamoli”, “Piccole aziende, grandi progetti: l’Italia più nascosta si racconta”. Un programma che prova a interrogarsi sul presente del vino, non solo a celebrarlo.
A condurre le sessioni sarà Adua Villa, scrittrice, sommelier e narratrice digitale tra le più riconoscibili nel settore, affiancata da voci diverse per provenienza e approccio: Mattia Asperti del Sommelier Divino, Francesco Quarna di Radio Deejay (e vignaiolo), Valentina Vercelli de La Cucina Italiana e Slowine, Stefania Vinciguerra di DoctorWine. Due appuntamenti si distinguono in particolare: la Tasting Room degli spirits curata da Fabio Bacchi (fondatore di BarTales e del Roma Bar Show) domenica 17 maggio, e il talk ufficiale di Italia a Tavola lunedì 18, al suo esordio nel programma culturale della manifestazione.
I premi: quando il riconoscimento diventa racconto
La cerimonia dei Best Wine Stars Awards, in programma domenica 17 maggio, è uno degli elementi che distingue questa fiera da una semplice rassegna. I premi non sono assegnati da una giuria unica e generica, ma ognuno ha un giudice specifico con un profilo riconoscibile nel settore. Fra i riconoscimenti in palio: Best Red Wine, Best White Wine, Best Sparkling Wine e Best Rosé Wine (giudicati da Vinciguerra e Vercelli), Best International Excellence (Sara Missaglia), Best Spirit e Best Herbal Liqueur (Fabio Bacchi).
Accanto ai premi tecnici, emergono quelli più identitari: il Best Green Project, assegnato da Camilla Manzato di VineRespect, e il Best Vinum Innovation, curato da Adua Villa, segnalano un’attenzione crescente verso sostenibilità e innovazione comunicativa. Il Best Hospitality Project (Andrea Guolo, direttore di Vino News 24) e il Best Buyer Selection completano un sistema di riconoscimenti che abbraccia tutta la filiera, dalla cantina alla sala.
Networking reale e strumenti digitali
Riconfermata l’Area Village, uno spazio dedicato a stampa, buyer e professionisti del settore per favorire incontri commerciali e relazioni B2B. Lunedì 18 maggio, gli operatori potranno ritirare un kit di degustazione “blind box” con bottiglie delle cantine partecipanti, formula pensata per stimolare contatti autentici tra buyer, giornalisti e produttori al di fuori dei canali convenzionali. A supporto della dimensione relazionale, è attiva la piattaforma digitale ufficiale dell’evento, già sperimentata nel 2025, che permette di organizzare incontri prima, durante e dopo la manifestazione
Da evento a fiera: il percorso di sette anni
Best Wine Stars nasce nel 2018 come progetto di Prodes Italia, società milanese attiva da quasi vent’anni nell’organizzazione di eventi e nella comunicazione internazionale. Le prime edizioni hanno costruito la reputazione lavorando sulla selezione: non quantità ma qualità del pubblico, non vetrina generica ma incontro tra domanda e offerta qualificata. L’edizione 2025 ha registrato oltre 6.000 visitatori, di cui 3.000 operatori del settore e 500 giornalisti food & beverage, numeri che attestano una crescita costante senza perdita di identità. Il riconoscimento come Fiera Internazionale da parte di Regione Lombardia nel 2026 è il sigillo istituzionale di un percorso costruito dal basso.
Best Wine Stars 2026 è una manifestazione che ha smesso da tempo di dover dimostrare di esistere. Quello che propone quest’anno, tra l’Area Bronze per le realtà emergenti, le masterclass con temi scomodi e un sistema di premi che valorizza anche la sostenibilità e la comunicazione, è un tentativo concreto di tenere insieme due istanze che spesso si contraddicono: la selezione e l’apertura. Tre giorni al Palazzo del Ghiaccio, tra il 16 e il 18 maggio, per chi vuole capire dove sta andando il vino italiano, non solo assaggiarlo.

