Alla Fondazione Golinelli di Bologna, l’artista Sissi porta l’Anatomia Parallela al centro di un dialogo tra arte e scienza che cambia il modo in cui ci guardiamo dentro.
Esiste una mappa del corpo che nessun manuale di medicina ha mai disegnato. Non registra ossa né vene, ma il peso di un dolore, lo spazio che occupa la gioia, la forma che assume la paura quando si deposita nei tessuti. È la geografia interiore al centro della ricerca di Sissi (Daniela Olivieri), artista bolognese capace di trasformare l’anatomia in poesia senza tradire il rigore dell’indagine. Il 14 aprile 2026, il secondo appuntamento del ciclo Opus Mundi: sguardi sul presente, ospitato dal Centro Arti e Scienze Golinelli di Bologna, ha offerto un’ora di dialogo rara: quella in cui arte e scienza smettono di guardarsi di traverso e iniziano a parlarsi.

Un’enciclopedia del sentire
Da oltre vent’anni Sissi costruisce quella che lei stessa definisce un’enciclopedia corporea: un sistema aperto fatto di disegni, sculture, performance e abiti che non si escludono, ma si stratificano fino a formare un unico grande organismo in divenire. Non un catalogo di opere, ma un metodo di pensiero.
Al centro di questo metodo c’è Anatomia Parallela (2015, ed. 3/5), il libro d’artista presente nella mostra I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, visitabile fino al 28 giugno 2026. Il titolo dice tutto e non dice niente: “parallela” non significa alternativa, né opposta. Significa che corre accanto. “Non c’è contrasto tra arte e scienza”, ha spiegato l’artista durante l’incontro. “Entrambe cercano la verità. Lo scienziato usa il microscopio, io uso il segno grafico e la materia.”
Organi intangibili
La domanda che attraversa l’intero progetto di Sissi è semplice quanto radicale: se la scienza può dirci dove si trova il cuore, chi ci dice quanto spazio occupa quel cuore quando siamo innamorati o spaventati? Le emozioni, nella sua visione, non sono stati d’animo che accompagnano il corpo: sono organi intangibili, invisibili al bisturi ma percepibili nell’esperienza quotidiana. Non si vedono, ma si sentono. E soprattutto, lasciano tracce.
“Quando ho iniziato a disegnare le mie tavole”, ha raccontato l’artista, “non volevo copiare i manuali di medicina. Volevo capire come il dolore o la gioia si depositassero nei tessuti.” Da questa urgenza nasce l’Anatomia Parallela: non una contestazione del sapere medico, ma un suo completamento poetico.

Il corpo come archivio stratificato
Uno dei passaggi più densi della serata ha riguardato l’idea del corpo come archivio vivente. Sissi lo descrive come un reperto archeologico fatto di pelli successive, ognuna delle quali conserva memorie, relazioni, stati d’animo sedimentati nel tempo.
Da questa visione nascono i suoi celebri abiti-scultura: non indumenti, ma estensioni dell’identità, involucri che rendono visibile ciò che normalmente resta nascosto. “Noi indossiamo i nostri stati d’animo”, ha detto. “Spesso l’esterno è solo l’ultima pelle di un organismo molto più complesso che si estende fuori di noi attraverso le relazioni.”
È una lettura che rovescia la logica della superficie: ciò che appare non è la realtà, ma solo lo strato più recente di una storia molto più lunga.
Il linguaggio come primo organo
Il dialogo ha toccato un tema che attraversa tutta la ricerca di Sissi: il rapporto tra linguaggio e corpo. Per l’artista, il linguaggio non è uno strumento esterno con cui descriviamo l’esperienza corporea; è il primo organo che creiamo. Prima ancora di toccare, nominiamo. E ogni nome che diamo a una sensazione le conferisce volume, peso, esistenza.
“Il corpo diventa linguaggio perché ogni nostra cellula comunica qualcosa”, ha osservato Sissi. “La sfida oggi è non perdere questa capacità di ascolto profondo in un mondo che va troppo veloce.” In un’epoca in cui il corpo tende a essere tradotto in dati biometrici, passi contati e valori numerici, questa postura è qualcosa di più di una scelta estetica: è una resistenza.

Un dialogo che vale doppio
L’incontro è stato moderato da Veronica Ceruti, Direttrice del Dipartimento Educazione, Istruzione e Nuove Generazioni e del Settore Biblioteche e Welfare Culturale del Comune di Bologna, figura che conosce bene il territorio di confine tra mediazione culturale e didattica dell’arte, avendo diretto per anni i servizi educativi del MAMbo. La sua presenza non era decorativa: le domande hanno guidato il dialogo verso nodi precisi, evitando le derive dell’autoreferenzialità artistica e aprendo il discorso a chi non frequenta abitualmente il mondo delle gallerie.
L’evento si inserisce nella mostra I preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, un percorso che fino al 28 giugno 2026 invita a riflettere sulle grandi trasformazioni del presente, dalla transizione ecologica a quella tecnologica, attraverso opere e sguardi capaci di attraversare i confini disciplinari.
Il corpo, ci ricorda Sissi, non è mai solo un dato. È un territorio in perenne trasformazione, fatto di strati che la scienza misura e l’arte abita. Che si tratti di una tavola anatomica o di un abito-scultura, il gesto è lo stesso: cercare di capire cosa significa essere dentro a una forma che ci contiene e, allo stesso tempo, ci eccede. Visitare la mostra alla Fondazione Golinelli nei prossimi mesi significa anche portarsi a casa questa domanda. E lasciarla lavorare.

Chi è Sissi
Il percorso artistico di Sissi, nome d’arte di Daniela Olivieri, prende forma nei primi anni Duemila e si sviluppa fin da subito come un sistema coerente e in continua espansione, al crocevia tra scultura, disegno, performance e moda.
Il corpo è il fulcro di tutta la sua ricerca: non come soggetto da rappresentare, ma come campo di sperimentazione e spazio di relazione. Attraverso quella che lei stessa definisce un’enciclopedia corporea, Sissi costruisce un vocabolario visivo originale in cui ogni opera, dalla tavola disegnata all’abito-scultura, concorre a formare un unico grande organismo in divenire.
Centrale nella sua produzione è il progetto Anatomia Parallela (2015), libro d’artista che affianca all’anatomia scientifica una lettura poetica ed emotiva del corpo: un lavoro in cui dolore, gioia e memoria assumono forma e peso come fossero organi tangibili.
Le sue opere sono state esposte in contesti nazionali e internazionali di primo piano, tra cui la Biennale di Venezia, il Museo MADRE di Napoli, il PAC di Milano e numerose istituzioni europee. Ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Italia Arte Contemporanea (MAXXI, Roma).
Sissi è anche una presenza attiva nel mondo della didattica e della ricerca, convinta che l’arte sia uno strumento di conoscenza al pari della scienza: non alternativo, ma complementare.
