Dalla grande archeologia a Jenny Saville: il programma MUVE rilancia sull’arte contemporanea e apre nuovi spazi. A Mestre nasce un museo.
Presentato il 20 gennaio a Ca’ Rezzonico, il programma 2026 dei Musei Civici veneziani disegna una geografia culturale che supera il racconto tradizionale della città lagunare. Accanto alle grandi mostre su Etruschi, Veneti e maestri del Settecento, emergono scelte nette: Jenny Saville a Ca’ Pesaro, Erwin Wurm al Fortuny, e soprattutto la nascita di MUVEC, nuovo museo di arte contemporanea a Mestre. Non solo contenitori storici, dunque, ma una rete che si espande, si trasforma e parla al presente.

Un sistema che cresce: i numeri dietro la visione
I 2,4 milioni di visitatori del 2025 certificano una crescita che non è solo quantitativa. Il +10,8% registrato a dicembre racconta di una relazione rinnovata tra musei e pubblico, costruita su accessibilità, orari prolungati, giornate gratuite per i residenti e persino servizi come il dogsitting per i turisti. La Fondazione MUVE, con le sue 13 sedi, si conferma museo enciclopedico diffuso: dall’area Marciana alle isole, da Mestre ai depositi e cantieri aperti.
Mariacristina Gribaudi, presidente uscente dopo dieci anni di mandato, sintetizza: «Cresce l’idea di museo come luogo aperto, inclusivo, produttivo di cultura e conoscenza». Una trasformazione che attraversa tecnologie, nuovi allestimenti e dialoghi inediti tra epoche e linguaggi.
Etruschi, Veneti e l’acqua sacra: l’archeologia torna protagonista
Dal 6 marzo al 29 settembre, l’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale ospita Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari. Oltre 700 reperti raccontano il ruolo delle acque nella dimensione sacra di due civiltà antiche, attingendo a prestiti da istituzioni nazionali. Un’operazione scientifica ambiziosa, curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, che riporta l’archeologia al centro dell’offerta museale veneziana.
Al Museo Correr, intanto, procede il cantiere verso il “Grande Correr” (apertura prevista nel 2027): un rinnovamento che attraverserà storia, istituzioni, arti e civiltà della Serenissima. Nel frattempo, le Sale Quattro Porte accolgono l’installazione di Bizhan Bassiri (Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico), mentre le Sale Canoviane vedono il dialogo tra Julian Charrière e Antonio Canova (Spiral Economy, dal 30 aprile).
Jenny Saville e Erwin Wurm: il contemporaneo entra nei palazzi
La Galleria d’Arte Moderna Ca’ Pesaro inaugura la stagione con la prima ampia esposizione veneziana dedicata a Jenny Saville (28 marzo – 22 novembre). Una delle voci più autorevoli della pittura contemporanea internazionale arriva con opere dagli esordi anni Novanta fino a nuove produzioni concepite per l’occasione. Nelle Sale Dom Pérignon, Hernan Bas presenta I visitatori (7 maggio – 30 agosto), installazione immersiva con oltre trenta opere inedite.
Al Museo Fortuny, dal 6 maggio, debutta la prima grande monografica italiana di Erwin Wurm: sculture che mettono in discussione tempo, massa, superficie, con quell’umorismo filosofico che caratterizza il lavoro dell’austriaco. Parallelo, prosegue l’indagine sul ruolo di Henriette Nigrin nella gestione dell’atelier tessile, culminando nel restauro e nella presentazione dell’album Ciel, progetto visionario di Mariano Fortuny sugli effetti atmosferici e la luce.
Il Settecento tra Guardi, Rubelli e album romantici
Ca’ Rezzonico celebra il suo secolo con tre appuntamenti: I Guardi della Collezione Gulbenkian (7 marzo – 8 giugno), nucleo prezioso del museo portoghese in dialogo con i disegni veneziani; la Donazione Rubelli (24 giugno – 7 settembre), collezione di Alessandro Favaretto Rubelli con opere di Canaletto, Giandomenico Tiepolo, Palma il Giovane; infine Album Romantici (23 settembre – 11 gennaio 2027), esposizione di disegni ottocenteschi restaurati.
Al Museo di Palazzo Mocenigo, l’artista libanese Mouna Rebeiz indaga il tarbouche (20 maggio – 8 novembre), copricapo maschile rosso trasformato in simbolo attraverso nudi femminili. Alla Casa di Carlo Goldoni, un nuovo allestimento ricrea ambientazioni settecentesche tratte dalle commedie, con focus sul teatro musicale.
MUVEC: nasce il museo di arte contemporanea a Mestre
L’apertura più attesa è quella di MUVEC – Casa delle Contemporaneità, al secondo piano del Centro Culturale Candiani. Un museo permanente che attinge alle collezioni civiche di Ca’ Pesaro, con un percorso di 60 opere di oltre 50 artisti dal 1948 a oggi. Tre nuclei tematici — Costruzione, Ricostruzione, Decostruzione — attraversano corpo, materia e città, intrecciando arte internazionale ed esperienze locali.
Il terzo piano resta dedicato alle temporanee: dal 26 settembre, Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea, accanto alla decima edizione del Premio Mestre di Pittura. Si completa così un distretto culturale che include l’Emeroteca dell’Arte (con 10 artisti residenti), la nuova Casermetta Est di Forte Marghera (sede di Artefici del nostro tempo, 20 giugno – 27 settembre) e la futura factory del Palaplip.
Le isole: vetro, merletto e nuove sale sulla Laguna
Il Museo del Vetro di Murano restituisce, tra fine 2026 e 2027, oltre 1300 metri quadrati di nuovo spazio museale: ex fabbrica di conterie trasformata in padiglione dedicato al vetro novecentesco e contemporaneo, con donazioni di Berry Friedman e Carlo Moretti, fino alla sezione sui lampadari contemporanei. Tra le mostre, Babel di Marco Toso Borella (12 giugno – 30 marzo 2027).
A Burano torna Un merletto per Venezia (undicesima edizione, premiazione 14 giugno), con l’apertura di I merletti delle Biennali. Il Museo di Torcello si integra nella rete insulare con sezione archeologica, medievale e moderna, prologo fisico della narrazione storica sviluppata nelle altre sedi.
Il Museo di Storia Naturale propone Dentro e fuori dall’acqua (5 giugno – 13 settembre), progetto fotografico sull’ambiente di marea dell’Alto Adriatico, in collaborazione con WWF e istituti di ricerca. Parallelo, avanza il cantiere per due nuove sale permanenti sulla Laguna Veneta.
Il programma 2026 racconta un museo che si muove: non solo per mostre e calendari, ma per scelte strutturali, spazi che nascono, collezioni che si aprono. Dalla grande archeologia al contemporaneo, dal Settecento al vetro muranese, MUVE costruisce una rete culturale che supera la retorica della “Venezia museo di se stessa”. Mestre, le isole, i cantieri aperti: la città metropolitana diventa sistema, con un’agenda che guarda al 2027 e oltre. Resta da capire se questa crescita saprà dialogare davvero con chi abita la laguna, o se resterà — ancora una volta — un’offerta pensata prima di tutto per chi arriva da fuori.
