Carlo Ratti al MAST di Bologna: dalle batterie termiche di Helsinki al design delle torce olimpiche, l’architetto del MIT ridisegna il rapporto tra tecnologia e spazio pubblico
Al MAST di Bologna, nell’ambito della settima edizione di Foto/Industria, Carlo Ratti ha delineato una visione dell’architettura contemporanea che sfida le convenzioni consolidate. Il fondatore del Senseable City Lab al MIT ha messo in discussione il concetto stesso di “best practice”, definendolo un modo per cristallizzare il futuro in schemi del passato. Per Ratti, la città del domani si costruisce attraverso l’adattamento e la cooperazione tra intelligenze diverse, non replicando modelli preesistenti.

Helsinki e il “crimine termodinamico”
Il cuore dell’intervento del 26 novembre ha riguardato il progetto per la decarbonizzazione di Helsinki, una sfida lanciata dalla capitale finlandese attraverso un modello ispirato all’X Prize. La città dispone di un efficiente sistema di teleriscaldamento, ma dipende ancora in modo significativo dal carbone. La soluzione proposta da Ratti e dal suo team sfida i paradigmi tradizionali dell’accumulo energetico.
L’idea consiste nel trasformare immediatamente l’elettricità prodotta da fonti intermittenti come eolico e solare in energia termica, invece di accumularla in costose batterie al litio che richiedono materiali rari e impattanti. Il progetto prevede dieci bacini cilindrici galleggianti al largo della costa, ciascuno di 225 metri di diametro, capaci di contenere complessivamente dieci milioni di metri cubi d’acqua. Questa batteria termica ha un costo mille volte inferiore rispetto ai sistemi elettrochimici tradizionali.
L’architetto corale: unire competenze diverse
Ratti ha ribadito la necessità di superare la figura del progettista solitario in favore dell’architetto corale. Il progetto di Helsinki non è frutto di un singolo studio, ma di una sinergia tra ingegneri del clima, esperti di finanza, multinazionali dell’energia come Danfoss e Schneider Electric, e specialisti in strutture leggere come SBP.
L’obiettivo non è solo tecnico, ma anche sociale: l’infrastruttura energetica deve diventare spazio pubblico. Le cupole trasparenti che sovrastano i depositi termici, ispirate a Buckminster Fuller, non sono semplici involucri, ma luoghi di incontro dove la popolazione può osservare direttamente l’innovazione che riscalda le proprie abitazioni. Quattro dei dieci serbatoi saranno coperti da cupole trasparenti contenenti foreste galleggianti riscaldate dai bacini sottostanti, creando uno spazio pubblico e di svago per gli abitanti.

Le torce “Essential” per Milano Cortina 2026
La filosofia progettuale di Ratti sulla sostenibilità e la trasparenza si estende anche agli oggetti simbolici. Lo studio CRA ha progettato le torce olimpiche e paralimpiche per i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, presentate alla Triennale di Milano e all’Expo di Osaka nell’aprile 2025.
Realizzate in alluminio e ottone riciclati e alimentate a bio-GPL, queste torce incarnano la stessa filosofia vista a Helsinki: un design che svela il proprio interno attraverso una fessura longitudinale, rendendo visibile il cuore tecnologico e la purezza della fiamma. La pellicola in PVD che riveste il corpo della torcia le permette di cambiare colore rispetto all’ambiente circostante, dal bianco della neve al blu della notte.
Un aspetto significativo riguarda la sostenibilità: ogni torcia è progettata per essere ricaricata fino a dieci volte, riducendo il numero totale di unità prodotte a sole 1.500 per entrambe le staffette. Come ha dichiarato Ratti stesso, l’obiettivo è ridurre al minimo ciò che non è necessario, facendo parlare la fiamma da sola.

Un nuovo compito per l’architettura
In un pianeta che cambia, l’architettura deve smettere di essere semplice costruzione per diventare strumento di adattamento climatico. La “Senseable City” di Ratti è una città che percepisce e risponde, trasformando le sfide energetiche in opportunità di rigenerazione urbana e inclusione sociale.
L’intervento al MAST ha sottolineato come la vera innovazione non consista nel fare di più, ma nel fare meglio, insieme. L’architettura del futuro, secondo Ratti, deve abbandonare la ricerca di soluzioni universali per abbracciare la specificità dei contesti, la collaborazione tra discipline e la capacità di rendere visibili i processi tecnologici che sostengono la vita urbana contemporanea

Chi è Carlo Ratti
Carlo Ratti (Torino, 1971) è architetto e ingegnere, insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT) dove dirige il Senseable City Lab, un’iniziativa di ricerca che esplora l’impatto delle tecnologie digitali sullo spazio urbano. È socio fondatore dello studio di architettura e innovazione CRA – Carlo Ratti Associati con sedi a Torino, New York e Londra.
Tra i suoi progetti più significativi figurano il Padiglione Italiano all’Expo Dubai 2020, il grattacielo biofilico CapitaSpring a Singapore e il piano generale per il Distretto dell’Innovazione di Milano (MIND). È stato nominato curatore della Biennale Architettura di Venezia 2025, intitolata “Intelligens”, dedicata all’esplorazione dell’intelligenza naturale, artificiale e collettiva.
La rivista Wired lo ha incluso tra le “50 persone che cambieranno il mondo” per il suo approccio innovativo che unisce ricerca, progettazione e impegno per la sostenibilità ambientale e sociale.
