venerdì, 21 Giugno 2024

AL MAMBO LYNDA BENGLIS E PROPERZIA DE’ ROSSI

LYNDA BENGLIS E PROPERZIA DE’ ROSSI: SCULPITRICI DI CAPRICCIOSO E DESTRISSIMO INGEGNO

Il MAMbo inaugura la programmazione espositiva della Project Room per l’anno 2024 con la mostra Lynda Benglis e Properzia de’ Rossi: Sculpitrici di capriccioso e destrissimo ingegno, a cura di Lorenzo Balbi.

L’esposizione propone un dialogo inedito tra Properzia de’ Rossi (Bologna, 1490 circa – 1530), considerata la prima donna scultrice nella storia dell’arte nonché unica donna ad avere una biografia all’interno delle Vite di Giorgio Vasari, e Lynda Benglis (Lake Charles, Louisiana, 1941), considerata una delle più importanti e irriverenti scultrici viventi. Appartenenti a epoche e culture lontane tra loro, le due artiste, entrambe virtuose del medium scultoreo, sono accomunate dall’ambizione di affermare la propria individualità creativa in contesti ostili o difficilmente accessibili alle donne.

Properzia de’ Rossi sfida i limiti dell’epoca in cui vive attraverso la sua stessa presenza di artista in un contesto prettamente maschile, quello del prestigioso cantiere bolognese di San Petronio, in cui lavorano, impegnati nelle sculture in marmo dei portali della facciata, celebri artisti quali Niccolò Tribolo, Alfonso Lombardi, Girolamo da Treviso e Amico Aspertini.

Come Properzia de’ Rossi, Lynda Benglis, a cinque secoli di distanza dall’artista bolognese, opera fin dai suoi esordi una rivoluzione sfidando i limiti sociali e, di pari passo, quelli della materia attraverso il suo gesto artistico. Americana di origini greche, Benglis inizia la sua carriera negli anni Sessanta opponendosi con opere estrose e colorate alla geometria e al dogmatismo del movimento artistico del Minimalismo, i cui maggiori suoi rappresentanti, come Donald Judd e Robert Morris, sono di sesso maschile.

Anche nel caso delle opere esposte al MAMbo, le brillanti sfumature cromatiche non seguono la traiettoria canonica dell’utilizzo del marmo bianco nell’arte contemporanea – come, ad esempio, nel caso di Sol Lewitt – ampliando così le possibilità di espressione della tecnica che si traducono in un patrimonio visivo ricco e profondo. 

La mostra presenta dalla produzione artistica dell’artista bolognese lo stemma nobiliare della famiglia Grassi, in filigrana d’argento con noccioli di susina o albicocca intagliati, proveniente dal Museo Medievale di Bologna e appositamente restaurato per questa occasione espositiva, e una riproduzione in 3D della formella in marmo, prodotta anch’essa per la mostra, rappresentante l’episodio biblico di Giuseppe e la moglie di Putifarre, realizzata per il portale della Basilica di San Petronio e conservata all’interno del suo Museo diocesano.

Dalla produzione artistica di Lynda Benglis, l’esposizione presenta sette sculture in marmo, realizzate dal 2015 al 2021, provenienti da Thomas Brambilla Gallery di Bergamo e da collezioni private ubicate nell’area metropolitana di Bologna. Queste ultime, oltre a valorizzare il territorio emiliano, rappresentano per il pubblico un’imperdibile occasione di fruizione.

 


Mostra a cura di Lorenzo Balbi

– promossa da MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna


Orari di apertura ART CITY Bologna:

giovedì 1, venerdì 2 e domenica 4 febbraio h 10-20
sabato 3 febbraio h 10-23


Orari di apertura ordinari:

martedì e mercoledì h 14-19
giovedì h 14-20
venerdì, sabato, domenica e festivi h 10-19


Ingresso:

gratuito nei giorni di ART CITY Bologna / biglietto museo (€ 6,00 intero / € 4,00 ridotto)


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