Il Club Collezionisti Capsule elegge la più bella del 2025: 124 appassionati di placomusofilia al voto tra spumanti e vini frizzanti italiani.
Dietro ogni bottiglia di spumante c’è un piccolo disco di metallo che pochi notano e alcuni, invece, conservano con cura maniacale. Si chiama placomusofilia la passione per le capsule discoidali dei tappi a gabbietta, e in Italia ha un nome, un catalogo e una comunità: il Club Collezionisti Capsule. Ogni anno, questa comunità assegna un riconoscimento che mette in competizione cantine da tutta la penisola, trasformando un oggetto minuscolo in un indicatore di qualità estetica e identità vitivinicola.
Una passione nata per caso, diventata sistema
Il Club Collezionisti Capsule (CCC) esiste dal 1997, quando Renato Procacci ebbe l’idea di unire amici di varie regioni attorno a una passione comune. Oggi l’associazione, riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale, conta circa trecento soci e un catalogo digitale costantemente aggiornato, che documenta migliaia di tipologie di capsule italiane di spumanti e vini frizzanti.
A guidarla è Marco Brusa, presidente e figura di riferimento per collezionisti italiani e internazionali. La mission del Club va oltre il semplice collezionismo: organizza raduni, eventi di scambio in Italia e in Francia, e pubblica il notiziario La Capsula, che tiene insieme la comunità.
Per chi ancora non lo sapesse, i placomusofili non collezionano tappi, ma le placchette metalliche discoidali che coprono e decorano il tappo a fungo delle bottiglie spumantizzate. Ogni capsula è una piccola opera grafica: loghi, stemmi, illustrazioni, edizioni limitate legate a ricorrenze o territori. Alcune raggiungono quotazioni vicine ai duecento euro.
Il concorso, alla terza edizione
“È stato un testa a testa emozionante fino all’ultimo giorno”, si legge nel notiziario ufficiale del CCC riferendosi all’edizione 2025 del concorso Capsula dell’Anno, giunto alla sua terza edizione consecutiva.
Il meccanismo è semplice ma efficace: i soci votano tra le capsule pubblicate nei tre aggiornamenti del catalogo usciti nel corso dell’anno. La novità di quest’anno è stata l’introduzione di un nuovo sistema di voto, curato dal consigliere Mauro Gheda, che ha prodotto un risultato significativo: 124 soci al voto che dice molto sulla vitalità crescente di questa comunità.






Vince la sostenibilità: il marchio SQNPI conquista il podio
Dopo un testa a testa serrato tra quattro candidate separate da pochi punti, il verdetto è arrivato: a conquistare il titolo di Capsula dell’Anno 2025 è stata la capsula SQN-001, che porta il marchio SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), con 26 voti.
Non si tratta del nome di un’azienda, ma di una certificazione ministeriale che garantisce che le uve siano coltivate seguendo tecniche agronomiche sostenibili, con uso ridotto di fitofarmaci e pieno rispetto dei disciplinari regionali. Il suo simbolo riconoscibile è un’ape. Che proprio una capsula legata a questo marchio di qualità sostenibile abbia vinto il concorso non è un dettaglio trascurabile: racconta qualcosa sulle sensibilità estetiche e valoriali dei collezionisti di oggi.
Sul podio, nell’ordine:
- 2° posto: Aguzzoli, Reggio Emilia (Emilia Romagna), 24 voti
- 3° posto: La Collina del Tesoro, Forlì-Cesena (Emilia Romagna), 22 voti
- 4° posto: Bellia Ornella Az. Vit., Venezia (Veneto), 20 voti
- 5° posto ex aequo: Orsogna Soc. Vinicola, Chieti (Abruzzo) e Le Vigne di Alice, Treviso (Veneto), 17 voti
Nella top ten compaiono anche realtà di Piemonte, Campania e Lombardia, a confermare che il concorso funziona da mappa geografica del meglio della produzione spumantistica nazionale, filtrata però attraverso uno sguardo estetico.
Un riconoscimento che vale una targa, e molto di più
Il vincitore non riceve solo un titolo: tradizionalmente, la cantina o il consorzio legato alla capsula premiata interviene alla Festa di Primavera del Club per ritirare la targa di riconoscimento. Un appuntamento che ogni anno rappresenta uno dei momenti più partecipati della vita associativa, con scambi di pezzi rari e incontri tra collezionisti da tutta Italia.
Il calendario 2026 del CCC è già ricco: raduni a Palazzolo (Brescia), Montecalvo Versiggia (Pavia), nelle Marche e a Omegna, oltre a due eventi in Francia, a Nizza e al celebre raduno di Vertus, nella regione dello Champagne, appuntamento fisso per i placomusofili di mezza Europa.


Piccole medaglie, grandi storie
La placomusofilia cresce in parallelo con il rinnovato interesse per il vino di qualità e la birra artigianale, fenomeni ormai consolidati da almeno un trentennio. Non è un caso: dietro ogni capsula c’è la firma di una cantina, una scelta grafica, un racconto di territorio. Collezionarle significa, in fondo, tenere traccia di un patrimonio produttivo e visivo che altrimenti si perderebbe tra riciclo e oblio.
Che la capsula vincitrice del 2025 porti il simbolo dell’ape del marchio SQNPI aggiunge un livello di lettura in più: persino in un oggetto collezionabile di pochi centimetri, si riflettono i valori che stanno ridisegnando il mondo del vino italiano.
