Faro, Mamertino e Malvasia delle Lipari protagoniste a MEdoc 2026: tre denominazioni siciliane che sorprendono al confronto con i grandi vini internazionali.
Tre denominazioni, due mari, un territorio che si arrampica tra monti e terrazze. La quarta edizione di MEdoc, l’evento firmato Ais Sicilia dedicato ai vini del Messinese, si è conclusa con numeri importanti e qualche sorpresa inattesa. Perché quando il Mamertino rosso sfida la Rioja e la Malvasia delle Lipari si misura col Sauternes, il risultato non è mai scontato. E stavolta, ancora meno.

La Camera di Commercio di Messina, palcoscenico di due giorni di vino
La Camera di Commercio di Messina ha fatto da cornice alla quarta edizione di MEdoc, l’appuntamento biennale promosso da Ais Sicilia per valorizzare le denominazioni dell’areale messinese. La scelta della sede non è casuale: un edificio che porta con sé il peso della storia economica della città, capace di accogliere in due giornate consecutive pubblici molto diversi tra loro. Domenica 22 marzo il palco era per sommelier e appassionati; lunedì 23 per gli operatori del settore, con i banchi d’assaggio trasformati in tavoli di trattativa. Un format collaudato, che quest’anno ha attirato ristoratori persino dalla provincia di Catania e dalla Calabria.
Tre denominazioni, un solo destino
Faro, Mamertino e Malvasia delle Lipari sono le tre denominazioni al centro di MEdoc. Un territorio che non si lascia descrivere facilmente: vigneti su terrazzamenti impervi, piante che si aggrappano a pendii scoscesi, un paesaggio che guarda da un lato verso il Tirreno e dall’altro verso lo Stretto. Si parla spesso di viticoltura eroica in questi contesti, e non è un’iperbole. È la resistenza fisica del lavoro in vigna, ma anche la resilienza culturale di chi sceglie di restare e di produrre in zone dove sarebbe molto più semplice abbandonare.
«Le tre denominazioni godono oggi di una luce propria, ruolo consolidato da una puntuale comunicazione e dalle comparazioni con areali di spicco del panorama enologico internazionale», ha dichiarato Francesco Baldacchino, presidente di Ais Sicilia.
Quando la Sicilia sfida Borgogna, Rioja e Sauternes
Il momento più atteso dalle tre masterclass comparative è stato, forse, quello più rivelatore. Il Mamertino ha dialogato con i vini della Rioja, il Faro si è misurato con la Borgogna, mentre la Malvasia delle Lipari ha tenuto testa ai bianchi del Sauternais, patria del Sauternes, uno dei vini dolci più celebrati al mondo. Non si trattava di competizioni, ma di confronti didattici che hanno messo in luce la capacità dei vini messinesi di reggere il paragone con realtà enologiche dalla fama consolidata. Un esercizio che raramente si pratica in Sicilia con questa sistematicità, e che in questa edizione ha prodotto risultati sorprendenti anche per i quaranta degustatori professionisti coinvolti nel concorso a porte chiuse.
Il concorso alla cieca e la conferma del Mamertino rosso
Il cuore tecnico di MEdoc è il concorso enologico riservato ai degustatori ufficiali Ais Sicilia: un assaggio alla cieca che assegna premi in quattro categorie per ciascuna denominazione: eccellenza, innovazione, piacevolezza e compatibilità gastronomica. Quest’anno a emergere con maggiore forza è stato il Mamertino rosso, che ha ottenuto giudizi molto alti su più fronti. Il Premio Tastevin, il riconoscimento al vino che ha totalizzato il punteggio assoluto più elevato come somma delle quattro categorie, è andato all’azienda Cambria, premiata per il suo Giulio Cesare 2019.
«Si continua ad investire con caparbietà su queste tre denominazioni, anche in funzione di un programma revisionato che è stato premiato da una platea qualificata», ha commentato Gioele Micali, responsabile eventi di Ais Sicilia.
Un areale che cresce, e si vede
Il confronto con la scorsa edizione è uno degli elementi più interessanti che emerge da questa quarta edizione. La crescita qualitativa complessiva dell’areale messinese è percepibile non solo nei punteggi, ma anche nel modo in cui i produttori si presentano, nella cura delle etichette, nella scelta dei vitigni autoctoni e nella capacità di raccontare il proprio territorio. La Malvasia delle Lipari, ad esempio, non è più solo un vino da dessert da sorseggiare a fine pasto: è diventata un vino da studiare, da confrontare, da discutere. E questo cambiamento di percezione è, in fondo, il vero risultato di MEdoc.
MEdoc 2026 conferma che l’areale messinese non è più un capitolo di nicchia della viticoltura siciliana. È un territorio che ha trovato la propria voce, una comunità di produttori che lavora in condizioni difficili con risultati sempre più convincenti, e un pubblico che cresce di edizione in edizione. L’appuntamento con la quinta edizione è già, implicitamente, fissato.

I PREMIATI – MEdoc 2026
MAMERTINO BIANCO
Vino Top: Tenuta Moreri Guzman 2022
Vino Piacevolezza: Principi di Mola 2024
Vino Innovativo: Barone Ryolo 2024
Vino Gastronomico: Vasari 2024
MAMERTINO ROSSO
Vino Top: Cambria Giulio Cesare 2019 (Premio Tastevin)
Vino Piacevolezza: Principi di Mola 2021
Vino Innovativo: Guzman Riserva 2020
Vino Gastronomico: Cantine Lipari 2021
FARO
Vino Top: Palari 2020
Vino Piacevolezza: Enza La Fauci 2022
Vino Innovativo: Ciccolo Due Pini 2021
Vino Gastronomico: Bonfiglio Beatrice 2020
MALVASIA DELLE LIPARI PASSITO
Vino Top: Punta Aria 2023
Vino Piacevolezza: D’Amico 2024
Vino Innovativo: Carlo Hauner 2022
Vino Gastronomico: Colosi Na’Jm 2024
MALVASIA SALINA IGT
Vino Top: Punta Aria Francangelo 2024
Vino Piacevolezza: Colosi Secca del Capo 2025
Vino Innovativo: Caravaglio Punta Capo 2024
Vino Gastronomico: Hauner Iancura 2025

