A febbraio torna GoWine con Barolo, Barbaresco e Roero: un viaggio sensoriale tra le annate del Piemonte che ridefinisce la degustazione
Il Nebbiolo non è un vitigno qualunque. È una grammatica territoriale scritta in tre dialetti diversi: Barolo, Barbaresco, Roero. Tre denominazioni che condividono la stessa uva ma parlano lingue diverse, modellate da suoli, microclimi e storie produttive che si intrecciano da secoli. Il 2 febbraio 2026, Bologna diventa il palcoscenico di questo confronto grazie a GoWine, che porta all’Hotel Relais Bellaria un banco d’assaggio pensato per chi vuole andare oltre l’etichetta e interrogare il bicchiere.

Il Nebbiolo come indagine territoriale
Degustare Nebbiolo significa confrontarsi con un vitigno esigente, che matura tardi e richiede terreni specifici. Non cresce ovunque, non perdona approssimazioni. Nelle Langhe e nel Roero ha trovato la sua dimensione espressiva più compiuta, ma anche all’interno di queste aree le differenze sono marcate. Il Barolo nasce su marne calcaree e arenarie, suoli che conferiscono struttura, tannini aristocratici e una longevità che può superare i decenni. Il Barbaresco, più morbido nei tannini e precoce nella bevibilità, si sviluppa su terreni simili ma con esposizioni e microclimi che ne alleggeriscono la figura. Il Roero, spesso sottovalutato, cresce su sabbie più fini, regalando vini di maggiore freschezza e immediatezza, meno imponenti ma non per questo meno complessi.
L’evento di GoWine non propone una classifica, ma un’indagine comparativa. Ventuno cantine, più le etichette dei Vignaioli di Montà e delle Piccole Vigne del Piemonte, offrono uno spaccato delle nuove annate in commercio. Tra i nomi presenti, produttori storici come Damilano e Palladino dialogano con realtà meno conosciute ma altrettanto rappresentative, come La Biòca e Poderi Vaiot. La selezione include anche vini che raccontano il “Piemonte intorno”: Barbera, Arneis, Favorita, Pelaverga, per ampliare lo sguardo oltre il Nebbiolo.

Un formato che privilegia il confronto
Gli eventi GoWine si distinguono per un approccio che non celebra il vino come prodotto di lusso, ma come esperienza culturale. Niente masterclass a pagamento o gerarchie enologiche. Il formato è quello del banco d’assaggio libero, in cui il pubblico può muoversi, chiedere, confrontare, tornare su un calice dopo averne assaggiati altri. È un modello che favorisce la scoperta autonoma, senza mediazioni eccessive, ma con la possibilità di dialogare direttamente con i produttori.
L’appuntamento bolognese si inserisce in un calendario di eventi territoriali che GoWine organizza da anni, parallelamente alla pubblicazione della Guida Cantine d’Italia, strumento critico che si propone come alternativa ai circuiti del turismo enogastronomico di massa. La filosofia è chiara: non basta raccontare il vino, bisogna restituirgli contesto, radici, identità produttiva. Non è un caso che l’evento includa anche una cantina romagnola, Ballardini Vini, con il suo Sangiovese: un confronto insolito ma significativo, che mette a dialogo due vitigni storici del Nord Italia, diversi per carattere ma accomunati da una lunga tradizione.
Le annate in degustazione: cosa aspettarsi
Chi partecipa all’evento avrà modo di esplorare le nuove annate disponibili sul mercato, un aspetto centrale per comprendere l’evoluzione del Nebbiolo. Le ultime vendemmie hanno risentito di stagioni climatiche complesse, con estati più calde e vendemmie anticipate rispetto al passato. Questo ha portato a vini talvolta più morbidi, meno spigolosi nella giovinezza, ma ha anche sollevato interrogativi sulla tenuta nel tempo. Degustare verticalmente, confrontando annate diverse della stessa cantina o della stessa zona, è uno degli esercizi più utili per chi vuole capire come il Nebbiolo reagisce alle variazioni climatiche.
Accanto ai rossi, l’evento include anche il Vermouth di Torino Rosso Superiore dell’Antica Distilleria Sibona, prodotto con uve Nebbiolo, e una selezione di grappe di Barolo e Barolo Chinato. Prodotti che raccontano un’altra faccia del territorio piemontese, legata alla tradizione della distillazione e dell’aromatizzazione, pratiche diffuse soprattutto nelle aree di montagna.

Bologna crocevia enogastronomico
La scelta di Bologna come sede non è casuale. Città storicamente legata alla cultura del cibo e del vino, rappresenta un punto di incontro tra Nord e Centro Italia, un pubblico attento e curioso, capace di apprezzare le sfumature senza cadere nella retorica del “grande vino”. L’Hotel Relais Bellaria, situato in Via Altura, offre uno spazio adeguato per un evento di questo tipo: non una fiera commerciale, ma un luogo di incontro pensato per favorire il dialogo tra produttori e pubblico.
L’apertura al pubblico alle 18.00 permette a chiunque di partecipare, con costi accessibili (22 euro per l’ingresso intero, 15 per i soci GoWine). L’anteprima pomeridiana riservata agli operatori professionali – giornalisti, ristoratori, enotecari – conferma la doppia anima dell’evento: professionale e divulgativa, senza che una escluda l’altra.
Degustare Barolo, Barbaresco e Roero insieme significa interrogare l’idea stessa di denominazione. Non si tratta solo di riconoscere la qualità, ma di capire cosa rende un territorio unico, cosa si perde e cosa si guadagna nella traduzione tra suolo e bicchiere. GoWine propone un appuntamento che non esaurisce la complessità del Nebbiolo, ma la rende accessibile, confrontabile, esperibile. Il 2 febbraio, a Bologna, il Piemonte si racconta attraverso i suoi vini migliori. E il pubblico ha l’occasione di ascoltare, assaggiare, dubitare, scegliere.
Ecco le cantine presenti al banco d’assaggio
- BEL COLLE – Verduno (Cn)
- CASAVECCHIA – Diano d’Alba (Cn)
- DEMARIE – Vezza d’Alba (Cn)
- LA BIÒCA – Monforte d’Alba (Cn)
- PODERI VAIOT – Montà (Cn)
- ROSSELLO VINI – Cortemilia (Cn)
- TALIANO MICHELE – Montà (Cn)
Piccole Vigne del Piemonte con le cantine:
- CASCINA GAVETTA – Novello (Cn)
- I DOF MATI – Fara Novarese (No)
VIGNAIOLI DI MONTA’
Una selezione di vini Roero espressione delle seguenti cantine:
- BOTTO DI TALIANO ELENA Roero 2021
- CASCINA MARCHISIO Roero 2020
- CÁ DI CAIRÉ Roero Riserva Montá 2020
- CASETTA CARLO Roero Fil 2021
- NINO COSTA Roero Gepin 2019
- GAIOT Roero Morinaldo 2021
- GENERAJ Roero Riserva Bric Aut 2018
- PELASSA Roero Sterlotti 2022
- TALIANO CRISTIAN Roero Riserva Bric ed Batista 2021
- VIGNEVOLUTE Roero Riserva Bric del Medic 2020
Special Guest
Una cantina dalla Romagna, il sangiovese a confronto con il nebbiolo
- BALLARDINI VINI – Forlì (Fc)
Selezione al banco enoteca (fra Langhe, Roero e altre espressioni in Piemonte)
ANNA MARIA ABBONA – Farigliano (Cn)
- Barolo Bricco San Pietro 2020
- Barolo Bricco San Pietro 2018
CASCINA CASTLÈT – Costigliole d’Asti (Cn)
- Monferrato Rosso Uceline 2018
- Barbera d’Asti Superiore Litina 2021
CASCINA DEL POZZO – Castellinaldo d’Alba (Cn
- Nebbiolo d’Alba Caplavur 2021
- Roero Riserva Serra Zoanni 2022
COLLE MANORA – Quargnento (Al)
- Monferrato Bianco Mimosa 2024
- Piemonte Pinot Nero Palo Alto 2019
DAMILANO – Barolo (Cn)
- Barolo Cannubi 2021
FRANCONE – Neive (Cn)
- Metodo Classico Brut Rosè Valsellera
- Barbaresco Albesani 2021
LA RACHILANA – Monforte d’Alba (Cn)
- Langhe Nebbiolo Vesprum 2021
MAURO VINI – Dronero (Cn)
- Vino Rosso Drôné 2022 (da uve chatus o nebbiolo di Dronero)
PALLADINO – Serralunga d’Alba (Cn)
- Nebbiolo d’Alba 2023
- Barolo Parafada 2020
PODERI MORETTI – Monteu Roero (Cn)
- Roero Valmaggiore 2020
- Roero Riserva Occhetti 2020
Conclude la degustazione
ANTICA DISTILLERIA SIBONA – Piobesi d’Alba (Cn)
Vermouth di Torino Rosso Superiore “Civico 10” (da uve nebbiolo), Barolo Chinato, Grappa di Barolo, Grappa Barolo 5 anni e le altre selezioni della Distilleria.

