Al MAST di Bologna, Casiraghi e Pievani smontano il mito dell’autosufficienza. Un viaggio tra sogni d’infanzia e rivoluzioni scientifiche
L’appuntamento bolognese della rassegna Le Voci dei Libri è stato molto più di una presentazione editoriale; è stato un profondo esercizio di ecologia del pensiero. Maurizio Casiraghi e Telmo Pievani, dialogando intorno al saggio Uniti per la vita (Il Mulino, 2025), hanno invitato il pubblico del MAST a guardare sotto la superficie delle certezze moderne. In un’epoca che esaspera l’identità del singolo, la biologia ci consegna una verità opposta: la vita è un esercizio corale di interdipendenza.

La vocazione e il sogno africano
L’incontro si è colorato di una nota intima quando Maurizio Casiraghi ha confessato un desiderio lontano: “A 7 anni sognavo di studiare gli insetti in Africa”. Questo sogno d’infanzia non è solo un aneddoto, ma la scintilla di una carriera dedicata a osservare ciò che ai più sfugge. Quella curiosità per il “piccolo” e l’esotico si è trasformata oggi in una missione scientifica: dimostrare che quegli stessi insetti, e i microrganismi che portano con sé, sono la trama su cui poggia l’intera esistenza.
L’individuo non è un’isola
Casiraghi ha scosso l’auditorium affrontando la crisi del concetto di individuo. Quello che chiamiamo “io” è, in realtà, una folla. “L’individuo è un’illusione dei nostri sensi”: noi siamo il risultato di una coabitazione necessaria con trilioni di microrganismi. Senza i batteri che ospitiamo, non potremmo digerire, difenderci dalle malattie o persino sviluppare il nostro sistema nervoso. Riconoscere che siamo degli olobionti — entità composte da più specie — significa capire che la nostra salute non è separata da quella dell’ecosistema.
La rivoluzione di Lynn Margulis
Telmo Pievani ha intrecciato questa visione con la storia di Lynn Margulis, la scienziata “ribelle” che negli anni ’60 sfidò i dogmi dell’evoluzione. La sua intuizione fu folgorante: le cellule complesse che formano il nostro corpo sono nate da un atto di simbiosi primordiale. Batteri diversi smisero di farsi la guerra e iniziarono a vivere l’uno dentro l’altro, diventando organi vitali. Come ricordato da Pievani, la Margulis ci ha insegnato che “la vita non ha conquistato il mondo con il combattimento, ma con l’interconnessione”.
Una bussola contro la solitudine
In questo scenario, la cooperazione non è una scelta morale “buona”, ma una strategia di sopravvivenza obbligatoria. Se l’evoluzione è un intreccio di relazioni, allora l’individualismo sfrenato è un errore biologico. Casiraghi e Pievani ci offrono una prospettiva rassicurante: non siamo soli ad affrontare le crisi del presente. Siamo parte di un sistema che ha imparato, in miliardi di anni, che l’unico modo per persistere è fare rete.
Questa è la vera “svolta” culturale: smettere di sentirci padroni della natura e riscoprirci, con umiltà, suoi soci paritari.

Lessico della convivenza: oltre le parole
Per orientarsi nei temi del dibattito, è fondamentale distinguere le diverse sfumature delle interazioni biologiche. Ecco una breve guida ai termini chiave utilizzati dagli autori:
- Simbiosi: Dal greco symbiōsis (“vivere insieme”). Indica un’interazione stretta e prolungata tra organismi di specie diverse. Contrariamente all’uso comune, non è sempre positiva; descrive semplicemente un legame biologico imprescindibile.
- Mutualismo: È la forma di simbiosi in cui entrambi gli attori traggono un beneficio reciproco. È l’esempio perfetto della cooperazione naturale, come quella tra i fiori e i loro impollinatori.
- Commensalismo: Una relazione in cui un individuo trae vantaggio dall’altro senza però danneggiarlo né aiutarlo. È la prova di come la natura sappia trovare spazi di coesistenza neutra.
- Parassitismo: Un’interazione in cui uno dei due soggetti vive a spese dell’altro, causandogli un danno. Anche in questo caso, però, la biologia ci insegna che esiste un equilibrio delicato: un parassita troppo efficiente che uccide l’ospite finisce per distruggere anche se stesso.
- Coevoluzione: Il processo per cui due o più specie influenzano reciprocamente la propria evoluzione nel tempo. È la dimostrazione che il destino di ogni essere vivente è indissolubilmente legato a quello di chi gli sta accanto.

Maurizio Casiraghi
Professore ordinario di Zoologia ed evoluzione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Casiraghi ha dedicato la sua carriera all’indagine delle reti invisibili che reggono la vita. Il suo approccio integra la ricerca sul campo — con particolare attenzione alla socialità degli insetti e alla simbiosi tra animali e batteri — con una profonda riflessione sulla conservazione della biodiversità. Tra le sue opere più significative ricordiamo Sempre più soli. Il pianeta alle soglie della sesta estinzione (2023) e Vite formidabili (2024), testi che hanno segnato il dibattito ecologico contemporaneo in Italia.

Telmo Pievani
Filosofo delle scienze biologiche e ordinario presso l’Università degli Studi di Padova, Pievani è una delle voci più autorevoli nel campo della divulgazione scientifica e della riflessione sull’evoluzione. La sua capacità di unire il rigore epistemologico alla narrazione lo ha portato a dirigere progetti come «Lucy sui Mondi» e a collaborare stabilmente con il «Corriere della Sera». Autore di numerosi saggi tradotti all’estero, ha recentemente pubblicato Tutti i mondi possibili (2024) e, insieme a Giuseppe Remuzzi, Dove comincia l’uomo (2025).

La scheda del libro
Titolo Uniti per la vita. Storie di simbiosi e cooperazione
Autori Maurizio Casiraghi e Telmo Pievani
Editore Il Mulino
Collana Intersezioni
Anno 2025
Temi chiave Evoluzione, Simbiosi, Ecologia, Filosofia della Scienza
