Cento produttori indipendenti e due giorni di degustazioni al Terminal 103 della Stazione Marittima
Un reportage dall’evento veneziano che ha riunito i migliori vignaioli italiani e internazionali. Tra assaggi, incontri e scoperte, il racconto di una manifestazione che celebra il vino d’autore, il rispetto del territorio e la viticoltura di qualità.

Venezia ha confermato ancora una volta di essere palcoscenico ideale per le eccellenze enologiche italiane. Il 9 e 10 novembre 2025, al Terminal 103 della Stazione Marittima, Back to the Wine ha radunato cento produttori vitivinicoli indipendenti, offrendo un panorama autentico del vino artigianale contemporaneo. L’evento, ormai punto di riferimento per appassionati e operatori del settore, è stato organizzato con il supporto di partner come Rétro, Bacaro Risorto, Trattoria Stazione e numerose altre realtà veneziane e venete.
Quest’anno la manifestazione ha visto una partecipazione variegata, con presenze dal Veneto, dal Friuli-Venezia Giulia, dalle Marche, dalla Toscana, dalla Liguria, dall’Alto Adige e dalla Sardegna, senza dimenticare alcune presenze internazionali. Un mosaico di terroir e filosofie produttive accomunate dalla ricerca dell’autenticità e dalla volontà di raccontare attraverso il vino la propria visione del territorio.
Le nostre scelte
Tra i numerosi produttori presenti, abbiamo selezionato dodici cantine che rappresentano perfettamente la varietà e la qualità del panorama enologico artigianale italiano. Ecco il nostro viaggio tra i banchi d’assaggio di Back to the Wine 2025.

Draga / Miklus: il Collio secondo tradizione
A rappresentare il Friuli-Venezia Giulia e più precisamente il Collio, abbiamo incontrato Mitja Miklus dell’azienda Draga / Miklus di San Floriano del Collio. La storia della cantina risale al 1992, fondata da Milan Miklus, figlio di Ivan che diede inizio a tutto. Oggi l’azienda è guidata da Mitja, che segue personalmente sia la parte enologica che quella commerciale. Con 15 ettari vitati e una produzione di circa 50.000 bottiglie distribuite su 17 etichette, Draga / Miklus rappresenta un punto di riferimento per il territorio. Al banco abbiamo degustato cinque vini che restituiscono perfettamente l’identità del Collio: il Collio DOC Ribolla Gialla 2024, fresco e minerale, il Collio DOC Pinot Grigio 2023 di grande equilibrio, il Collio DOC Friulano 2024 dal carattere tipico, un interessante Venezia Giulia IGT Frizzante Ribolla Gialla che conferma la versatilità di questo vitigno autoctono, e infine il Collio DOC Rosso Negro di Collina 2019, un rosso di carattere che racconta la vocazione della zona anche per le uve rosse.

Fattoria Lucesole: l’anfora marchigiana
Dalle Marche, precisamente da Ancona, è arrivata Fattoria Lucesole, progetto giovane nato nel 2018 dalla passione di Massimiliano e Mauro Manini. Con soli 5,5 ettari vitati e una produzione contenuta di 15.000 bottiglie distribuite su 10 etichette, l’azienda ha fatto una scelta precisa: concentrarsi sulla qualità e sull’utilizzo dell’anfora per l’affinamento. Massimiliano Manini, che è anche l’enologo dell’azienda, ci ha accolto al banco presentandoci la gamma “Quieto Vivere”, che rappresenta perfettamente la filosofia aziendale. Abbiamo assaggiato il Marche IGT Bianco Anfora Quieto Vivere, un vino dalla texture avvolgente, il Marche IGT Rosato Passion 2022, il Rosso Conero DOC Rosso Anfora Quieto Vivere 2023, che esalta la Montepulciano in un’interpretazione moderna, il Rosso Conero DOC Campofiorito Quieto Vivere 2023, e la punta di diamante della produzione, il Conero DOCG Riserva Nympha 2016, un vino di grande struttura e longevità che dimostra le potenzialità del territorio marchigiano.

Monte Fenosu: la Sardegna autentica
Dalla Sardegna, da Muros in provincia di Sassari, la famiglia Piras rappresentata da Antonio, Salvatore, Mauro, Marcello e Gianpiero ha portato la cantina Monte Fenosu, realtà fondata nel 2015 con 13 ettari vitati e una produzione di 40.000 bottiglie su 5 etichette. Antonio e Salvatore, che curano personalmente la parte enologica, ci hanno guidato nella degustazione di tre vini che raccontano la Sardegna più autentica. Il Vermentino di Sardegna DOC Tudurighe 2022 si presenta fresco e sapido, perfetto interprete di questo vitigno simbolo dell’isola. L’Isola dei Nuraghi IGT Cagnulari 2022 valorizza un vitigno autoctono meno conosciuto ma di grande personalità. Infine, il Cannonau di Sardegna DOC Ardosu 2023 conferma la vocazione del territorio per questo grande rosso mediterraneo, qui interpretato con eleganza e rispetto del frutto.

Ronco Daniele: la Liguria di Ponente
Dalla Liguria, precisamente da Ranzo in provincia di Imperia, Daniele Ronco ha presentato la sua piccola ma preziosa produzione. Fondata nel 2012, l’azienda conta solo 2 ettari vitati con una produzione di circa 9.000 bottiglie distribuite su 3 etichette. Daniele, che segue personalmente ogni fase produttiva, ci ha fatto assaggiare tre vini che rappresentano l’eccellenza della Riviera Ligure di Ponente. Il Riviera Ligure di Ponente DOC Granaccia è stato proposto in due annate, la 2022 e la 2023, permettendoci di apprezzare l’evoluzione di questo vitigno nelle diverse stagioni. Il Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato 2023 e 2024 ha mostrato la tipica sapidità e aromaticità di questo grande bianco ligure. Ma è il Riviera Ligure di Ponente DOC Pigato Cru Rosetum 2023 a rappresentare il vertice qualitativo, una selezione da vigna che esalta tutte le potenzialità del vitigno in un contesto territoriale unico.

San Donatino: il Chianti Classico di famiglia
Dalla Toscana, da Castellina in Chianti in provincia di Siena, San Donatino porta con sé una storia che inizia nel 1971, quando il cantautore Léo Ferré e sua moglie Maria Cristina Diaz fondarono l’azienda. Oggi la famiglia Ferrè continua questa tradizione con 16 ettari vitati e una produzione di 45.000 bottiglie distribuite su 16 etichette. L’enologo è Giovanni Stella.
Il nipote del fondatore, Nicolas Ferrè, ci ha accolto al banco di degustazione. Abbiamo assaggiato quattro vini che raccontano il Chianti Classico e dintorni: il Toscana IGT Bianco Diaccio 2024, fresco e beverino, il Chianti Classico DOCG Poggio ai Mori 2021, espressione classica del territorio, il Chianti Classico DOCG Riserva Poggio ai Mori 2019, più complesso e strutturato, e infine il Vino Rosso Biologico Halley, un fuoricategoria che dimostra la volontà di sperimentare oltre le denominazioni tradizionali.

Giocaia: la Valpolicella contemporanea
Dal Veneto, da Verona, Giocaia rappresenta una realtà giovane e dinamica. Fondata nel 2015 da Jacopo Nordera, l’azienda conta 10 ettari vitati con una produzione contenuta di 7.000 bottiglie su 5 etichette.
Abbiamo degustato cinque vini che reinterpretano la tradizione veronese. L’Amarone della Valpolicella DOCG Vigna Monte Preafitta 2020 è il vino icona, potente ma elegante. Il Valpolicella DOC Il Base 2023 rappresenta la quotidianità territoriale, beverino e sincero. Il Verona IGT Bianco frizzante Ten… Nine… 2024 è un esperimento riuscito di bollicine informali. Infine, il Veneto IGT Rosso Piloton 2020 completa la gamma con un rosso di carattere che esce dai confini classici della Valpolicella.

Grawü Grasselli & Würth: l’Alto Adige d’autore
Dall’Alto Adige, da Cermes in provincia di Bolzano, Leila Grasselli e Dominic Würth hanno fondato nel 2017 un progetto ambizioso che produce 25.000 bottiglie su 11 etichette pur non possedendo ettari vitati propri, lavorando con uve selezionate da vignaioli di fiducia. La gamma presentata al banco comprende sei vini di grande personalità: il Vigneti delle Dolomiti IGT Bianco Solè 2022, minerale e teso, il Vigneti delle Dolomiti IGT Bianco GT.O. 2021, più strutturato e complesso, il Vigneti delle Dolomiti IGT Bianco Chourmo 2021 con interessanti note ossidative, il Mitterberg IGT Bianco Lato Clara 2021, il Mitterberg IGT Riesling 2021 che valorizza questo vitigno principe, e infine il Vigneti delle Dolomiti IGT Pinot Noir 2021, un rosso elegante e raffinato che dimostra la vocazione del territorio anche per le uve nere.

Torre Degli Angeli: la Lacrima delle Marche
Ancora dalle Marche, da Ostra Vetere in provincia di Ancona, Torre Degli Angeli è un progetto di Costantino Fratini avviato nel 2016 con 9,5 ettari vitati e una produzione molto contenuta di appena 5 etichette. Sebastiano, fratello di Costantino, ci ha accolto al banco presentandoci due annate della Lacrima di Morro d’Alba Superiore DOC Lacrima Vitae, la 2019 e la 2020. Questo vitigno autoctono, caratterizzato da profumi intensi e riconoscibili di violetta e piccoli frutti rossi, trova qui un’interpretazione sincera e territoriale. Le due annate hanno permesso di apprezzare come la Lacrima evolva nel tempo mantenendo la sua identità aromatica ma guadagnando in complessità e struttura.

Cuna: il Pinot Nero in Toscana
Da Pratovecchio, in provincia di Arezzo, Federico Staderini ha fondato nel 2000 l’azienda Cuna con 4,5 ettari vitati e una produzione di 8.000 bottiglie su 3 etichette. La particolarità di questa realtà è la coltivazione del Pinot Nero in una zona non tradizionale per questo vitigno. Abbiamo degustato tre vini: il Toscana IGT Pinot Nero Cru Brendino 2020, selezione dalla vigna più vocata, il Toscana IGT Pinot Nero 2021, interpretazione classica del vitigno, e il curioso Toscana IGT Sempremai Sorte Sortira’ Cuna 2019, che gioca sul nome e sulla filosofia produttiva. La scommessa del Pinot Nero in Casentino si rivela vincente, con vini che mantengono l’eleganza varietale adattandosi al contesto toscano.

Mezzanotte: la dinastia del Verdicchio
Da Senigallia, nelle Marche, la famiglia Mezzanotte con Sandrino rappresenta una tradizione consolidata con 12 ettari vitati e 50.000 bottiglie distribuite su 9 etichette. Lorenzo, figura di riferimento in azienda, ci ha presentato una gamma impressionante che valorizza i vitigni autoctoni marchigiani. Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG classico Vigneto in Serra Ded Conti Luna di Mezzanotte 2020 è la punta di diamante, un bianco di grande struttura e longevità. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Risveglio di Mezzanotte 2024 rappresenta la freschezza del vitigno nella sua annata più giovane. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Verdemare di Mezzanotte 2023 si posiziona a metà strada per complessità. Per i rossi, la Lacrima di Morro d’Alba DOC Incanto di Mezzanotte 2024 e la Lacrima di Morro d’Alba DOC Superiore Passione di Mezzanotte 2024 valorizzano questo vitigno aromatico in due versioni. Infine, il Marche IGT Incrocio Bruni 54 Vigorìa 2023 è un esperimento riuscito con un incrocio varietale, testimonianza della voglia di innovare senza dimenticare la tradizione.

Rielinger: l’Alto Adige storico
Da Renon, in provincia di Bolzano, Matthias Messner conduce dal 1956 l’azienda Rielinger, una delle realtà storiche dell’Alto Adige. Con soli 1,8 ettari vitati ma una produzione che ha segnato generazioni, Paolo ci ha guidato alla scoperta di quattro vini che raccontano il territorio altoatesino in modo autentico. Il Weinberg Dolomiten IGT Blauburgunder 2023 interpreta il Pinot Nero in chiave alpina, elegante e fresco. Il Weinberg Dolomiten IGT Vernatsch 69 2023 valorizza lo Schiava, vitigno tradizionale spesso sottovalutato. Il Mitterberg IGT Bianco Blatterle 2023 è un assemblaggio di uve bianche dal carattere montano. Infine, il Vino Spumante Schampus 2023 chiude la degustazione con bollicine fragranti e immediate.

Corte Sant’Alda: la Valpolicella biologica
Chiudiamo il nostro viaggio a Mezzane di Sotto, in Valpolicella, con Corte Sant’Alda di Marinella Camerani, realtà storica fondata nel 1986. Con 20 ettari vitati e una produzione di 120.000 bottiglie su 13 etichette, rappresenta una delle cantine più strutturate tra quelle da noi selezionate. Abbiamo degustato sei vini che attraversano la gamma produttiva della Valpolicella. Il Soave DOC Fienile 2024 dimostra la versatilità territoriale anche nel bianco. Il Verona IGT Garganega Inti 2023 valorizza questo vitigno in purezza. Per i rossi, il Valpolicella DOC Superiore Poderecastagne 2019 e il Valpolicella DOC Superiore Mithas 2018 raccontano due annate diverse di un territorio in costante evoluzione. Il Valpolicella Ripasso DOC Superiore Campi Magri 2021 interpreta la tecnica tradizionale del ripasso con eleganza. Infine, il Valpolicella DOC Ca’ Fiui 2023 (lotto 3b26) rappresenta il vino d’ingresso, sincero e territoriale, perfetto punto di partenza per conoscere questa storica cantina biologica.
Appuntamento alla prossima edizione
Back to the Wine si conferma un evento imprescindibile per chiunque voglia comprendere la direzione che sta prendendo il vino artigianale italiano. L’appuntamento veneziano del 2025 ha dimostrato ancora una volta come la qualità, il rispetto del territorio e la sincerità produttiva siano valori sempre più ricercati e apprezzati. Le dodici cantine che abbiamo scelto di raccontare rappresentano solo una piccola parte dell’offerta presente alla manifestazione, ma testimoniano la ricchezza e la varietà del panorama enologico indipendente italiano.
La prossima edizione troverà sicuramente copertura anche sul nostro sito, continuando a raccontare le storie di chi, tra filari e cantine, sta scrivendo il futuro del vino italiano. Perché ogni bottiglia, dietro l’etichetta, porta con sé una visione del mondo, una filosofia produttiva e soprattutto il volto di chi ha scelto di dedicare la propria vita alla terra e alla vite.

