Il regista de “Il fuggitivo” racconta l’amicizia tra due fotografi leggendari nella cornice bolognese della Fondazione MAST
La Fondazione MAST di Bologna ha ospitato una serata speciale dedicata alla fotografia e al cinema, con la proiezione del documentario “Mentors – Tony & Santi” e la presenza del celebre regista americano Andrew Davis. Un’occasione unica per esplorare il legame tra due maestri della fotografia attraverso gli occhi di uno dei più apprezzati filmmaker di Hollywood.
La serata organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna ha offerto al pubblico un’esperienza cinematografica di particolare intensità. Al centro dell’evento, il documentario diretto da Andrew Davis che racconta la lunga amicizia tra Tony Vaccaro e Santi Visalli, due fotografi che hanno segnato la storia dell’immagine del Novecento.

Un documentario sull’amicizia
“Mentors – Tony & Santi”, della durata di 51 minuti, non è soltanto un film sulla fotografia, ma un ritratto intimo di due uomini legati da un’amicizia profonda e da una passione comune. Il documentario esplora le loro carriere straordinarie, dai reportage di guerra agli scatti di celebrità, dalle copertine di riviste internazionali ai ritratti che hanno fatto epoca.
Davis ha spiegato al pubblico bolognese come sia nato il progetto: “Un amico greco di nome Dimitri mi introdusse a Santi Visalli e alle sue fotografie. Quando lessi un articolo su Tony Vaccaro e la scoperta delle sue foto della Seconda Guerra Mondiale, chiesi a Santi se lo conoscesse. La sua risposta emotiva – ‘Non sarei qui senza di lui oggi’ – mi fece capire che c’era una storia profonda da raccontare”.
Il messaggio centrale del film ruota attorno ai valori fondamentali della vita: famiglia, amicizia e amore. Per Davis, con il suo background giornalistico, la fotografia rappresenta uno strumento potentissimo per ricreare la realtà nella sua forma più onesta, catturando l’umanità in tutte le sue sfaccettature.
L’incontro con il regista
Dopo la proiezione, Andrew Davis ha dialogato con Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, ripercorrendo le tappe della sua carriera. Nato a Chicago nel 1946 e laureato in giornalismo, Davis ha costruito la sua fama con film d’azione che hanno segnato gli anni ’80 e ’90: da “Il codice del silenzio” con Chuck Norris a “Nico” con Steven Seagal, fino al capolavoro “Il fuggitivo” con Harrison Ford, che gli è valso una nomination ai Golden Globe.
La serata si è conclusa con la proiezione di una “director’s reel”, una compilation di scene d’azione tratte dai suoi film più iconici, offrendo al pubblico un assaggio del suo stile registico e delle collaborazioni con attori del calibro di Tommy Lee Jones, Michael Douglas e Gwyneth Paltrow.

Tony Vaccaro: il fotografo-soldato
Michelantonio Celestino Onofrio Vaccaro, conosciuto come Tony Vaccaro, rappresenta una figura leggendaria nella storia della fotografia. Nato a Greensburg nel 1922 da genitori immigrati italiani, trascorse la giovinezza a Bonefro, in Molise, prima di tornare negli Stati Uniti allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Arruolatosi nell’esercito americano, fu inviato in Europa nel 1944 come soldato della 83ª divisione di fanteria. Il suo ruolo di ricognitore gli permise di documentare la guerra attraverso l’obiettivo, diventando il fotografo ufficiale del giornale di divisione. Le sue immagini del conflitto e della Germania del dopoguerra rimangono testimonianze storiche di inestimabile valore.
Tornato negli Stati Uniti nel 1949, Vaccaro lavorò per riviste prestigiose come Life e Look, immortalando personalità del calibro di Enzo Ferrari, Pablo Picasso, John F. Kennedy e Sophia Loren. È scomparso a New York nel dicembre 2022, pochi giorni dopo aver compiuto cento anni, lasciando un’eredità artistica straordinaria.

Santi Visalli: il giro del mondo in jeep
Santi Visalli, nato a Messina nel 1932, ha scritto una pagina particolare nella storia del fotogiornalismo. Nel 1956 intraprese un viaggio di tre anni intorno al mondo in jeep che lo portò fino a New York, dove iniziò la sua carriera nel mondo dell’immagine.
Per oltre quarant’anni, le sue fotografie sono apparse sulle pagine e copertine di circa cinquanta riviste internazionali, tra cui The New York Times, Newsweek, Time e Life. Ha fotografato cinque presidenti americani e numerosissime personalità del mondo dell’arte e dello spettacolo, da Federico Fellini a Muhammad Ali, da Louis Armstrong ad Andy Warhol.
La sua filosofia è racchiusa in una frase che lo ha sempre guidato: “La fotografia parla un linguaggio universale”. Oltre al fotogiornalismo, Visalli ha pubblicato quattordici libri fotografici dedicati alle grandi città del mondo con l’editore Rizzoli. Ancora oggi attivo, ha aperto una galleria fotografica continuando a coltivare la sua passione.

Un incontro americano
Nonostante le origini italiane – Vaccaro dal Molise e Visalli dalla Sicilia – i due fotografi si sono conosciuti in America, dove hanno costruito un legame che va oltre la professione. La loro amicizia, al centro del documentario di Davis, dimostra come i rapporti umani possano arricchire e dare senso alle carriere artistiche più brillanti.
L’evento al MAST ha rappresentato un momento di riflessione sulla potenza dell’immagine fotografica e sulla capacità del cinema di raccontare storie umane universali, confermando Bologna come centro culturale di riferimento per la fotografia e l’audiovisivo.
