IL MINISTERO DELL’AMBIENTE

DICHIARAZIONE DI DUE AREE AD ELEVATO RISCHIO
DI CRISI AMBIENTALE NELLA SICILIA ORIENTALE

VISTO l'art. 7 della legge 8 Luglio 1986 n. 349 e l'art. 6 della legge 28 Agosto 1989 n. 305;

VISTA la richiesta della Regione Sicilia del 25 Maggio 1988, con la quale si evidenzia l'esigenza della “dichiarazione di aree ad elevato rischio di crisi ambientale” degli ambiti territoriali interessati dal polo chimico siciliano, in particolare per la fascia della Sicilia sud-orientale;

CONSIDERATO che, come risultante della documentazione allegata alla richiesta della Regione Sicilia, le aree in oggetto sono interessate dalla presenza di un notevole numero di industrie caratterizzate dalla emissione di “notevoli quantità di inquinanti, e che le stesse abbisognano di consumi di risorse idriche estremamente rilevanti che riducono le già scarse disponibilità di acqua per gli altri usi;

CONSIDERATO che dalla documentazione tecnica presentata dalla Regione Sicilia si evidenzia come l'area in oggetto sia esposta ad un continuo rilascio di sostanze aeriformi di origine industriale e che le autorità locali hanno più volte segnalato, nel passato, gravi fenomeni di inquinamento atmosferico, con notevoli disagi alle popolazioni locali;

CONSIDERATO che, come segnalato alla Regione Sicilia, sono state notate molteplici morie di pesci nelle zone costiere delle aree di cui sopra;

CONSIDERATO che, come risultante dalla documentazione presentata, la situazione delle risorse idriche dell’area è estremamente deteriorata e le necessità di approvvigionamento idrico degli insediamenti industriali, urbani ed agricoli hanno portato all'esaurimento delle falde superficiali e ad un forte emungimento delle falde profonde;

CONSIDERATO che le aree ove sono avvertibili gli effetti del degrado ambientale indotto dalle attività industriali comprendono nella Provincia di Siracusa i territori dei comuni di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Solarino e Floridia mentre nella Provincia di Caltanisetta riguardano il Comune di Gela, Niscemi e Butera;


CONSIDERATO che le zone sopracitate risentono più direttamente delle ricadute degli inquinanti atmosferici, o della movimentazione e stoccaggio dei materiali di alimentazione e di risulta dei processi produttivi nonché della depurazione dei reflui.

CONSIDERATO che in funzione del suddetto rilevante abbassamento delle falde sono in atto una serie di modificazioni geomorfologiche del suolo, nei suoi stati profondi, con l'imminente pericolo di una forte permeazione delle suddette falde da parte dell'acqua di mare;

CONSIDERATO che, come segnalato dalla documentazione tecnica elaborata dalla Regione Sicilia, la produzione di rifiuti tossici e nocivi, da parte delle Aziende del polo industriale, è molto elevata e non risultano esistere, nella Regione, adeguati impianti di trattamento e smaltimento degli stessi;

CONSIDERATO che la normativa sullo smaltimento dei rifiuti solidi (urbani e industriali) è stata emanata in tempi successivi a quello di costituzione del polo industriale, ed è quindi prevedibile un notevole rischio da inquinamento pregressso per smaltimento di sostanze nocive non adeguatamente regolato da norme;

CONSIDERATO l'alto valore paesaggistico, archeologico e naturalistico di alcune delle aree in oggetto, nonché la riconosciuta vocazione turistica di alcune altre;

VISTO il parere favorevole della 13a Commissione del Senato del 19 Luglio 1990 e le relative proposte;

VISTO il parere favorevole della Commissione VIII della Camera dei Deputati del 1 Agosto 1990 e le condizioni espresse dalla stessa Commissione.

PROPONE LA SEGUENTE DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

I territori ricadenti nelle Province di Siracusa e Caltanisetta, delimitati come indicato dalla cartografia allegata, che costituisce parte integrante della presente delibera, sono dichiarati aree ad elevato rischio di crisi ambientale, ai sensi e per gli effetti di cui all'art.7 della legge 8 luglio 1986 n.349, cosi come emendato nell'art. 6 della legge 28 agosto 1989 n. 305.

Il Ministro dell'Ambiente predisporrà, d'intesa con la Regione Sicilia, un piano di disinquinamento per il risanamento del citato territorio, il quale previa ricognizione dello stato di inquinamento delle acque, dell'aria e del suolo, nonché delle fonti inquinanti che hanno un impatto significativo sulle zone da risanare, avrà l'obiettivo di definire la tipologia, la fattibilità e i costi degli interventi di risanamento.
Tale piano rappresenta l'unico strumento organico di analisi, pianificazione e controllo degli interventi per eliminare o mitigare, il potenziale dei fattori di rischio ambientali possibili e prevedibili, in particolare in relazione ai rischi di incidenti rilevanti, agli effetti sulla salute delle popolazioni e sull'ambiente.

La gravità della situazione impone peraltro che, ancor prima dell'avvio dello studio del piano di disinquinamento e riequilibrio ambientale, vengano adottate immediatamente misure di riduzione dei carichi inquinanti attraverso la realizzazione di interventi mirati, nell'ambito dell'area industriale di Siracusa e Caltanissetta.

A tal fine viene costituita una apposita Commissione di cui fanno parte le Amministrazioni dello Stato, la Regione e gli Enti locali interessati, con compiti di coordinamento delle attività per la valorizzazione e la partecipazione degli Enti locali sia ai fini consultivi sia per i processi decisionali nella realizzazione di opere sul territorio.

Tale concertazione Stato-Regione-Enti locali risulta sede ove:

- puntualizzare in particolare le procedure affidamento delle opere e degli interventi risanamento e di gestione degli stessi;

- precisare gli interventi anticipatari, le priorità, la fattibilità, gli importi effettivamente disponibili per l'esecuzione e realizzazione delle opere e degli interventi di risanamento.


Sono inoltre emanate le seguenti direttive per la formazione del piano di disinquinamento:

1) Analisi dei carichi inquinanti complessivi determinati dalle attività produttive esistenti nell'area e valutazione della loro incidenza sui vari comparti ambientali;

2) Studio dello stato di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, dell'aria e del suolo al fine di individuare l'ambito specifico territoriale di interesse e di caratterizzare le componenti ambientali per le quali e' necessario il risanamento;

3) Ricognizione sullo stato attuale degli interventi a valenza ambientale in corso di realizzazione o programmati nel territorio in esame, sia su iniziativa delle aziende industriali operanti nella zona che da parte degli enti pubblici;

4) Elaborazione di uno studio tendente a valutare la ricettività del sito per quanto concerne gli effluenti aeriformi e liquidi e i rifiuti solidi in relazione alla natura, comportamento negli ecosistemi e caratteristiche tossicologiche delle specie inquinanti interessate;

5) Indagine epidemiologica su campioni significativi della popolazione di Siracusa e Caltanissetta e dei comuni limitrofi, al fine di accertare l'incidenza delle patologie più comuni correlabili con lo stato di inquinamento ambientale;

6) Effettuazione di bilanci di impatto dei consumi delle risorse e dei principali fattori di inquinamento in relazione all'attuale assetto di produzione infrastrutturale;

7) Definizione e progettazione delle azioni dirette al risanamento dell'ambiente e al riassetto del territorio mediante:

a) Elaborazione di un piano di area per la fissazione degli standard ambientali anche sulla base dei risultati emergenti dal censimento dei punti di emissione, del carico inquinante esistente sull'ambiente e della ricettività dell'ambiente stesso;

b) interventi diretti sul comparto produttivo per la minimizzazione dei carichi ambientali che, partendo dall'analisi dei sistemi di produzione, consenta di realizzare consistenti miglioramenti in relazione alle incidenze sull'ambiente e al recupero delle risorse;

c) interventi diretti alle riabilitazioni delle strutture consortili e infrastrutture connesse (zona portuale, movimentazione materie prime, viabilità, approvvigionamento idrico ad uso idropotabile e produttivo, ecc.) in relazione alle esigenze di tutela ambientale e alla vocazione turistica e agraria dell'area circostante il polo industriale;

d) interventi diretti al recupero ambientale e al risanamento di aree particolarmente compromesse e di particolare rilevanza naturale e ambientale;

e) elaborazione di una strategia a livello di area per la gestione di rifiuti risultanti dal polo industriale. Tale strategia dovrà basarsi su studi di compatibilità ambientale dei siti proposti per le discariche;

8) Definizione di un piano di controllo e monitoraggio dei parametri ambientali più significativi ai fini della tutela della popolazione, dei lavoratori e delle componenti ambientali;

9) Pianificazione degli interventi e fattibilità tecnico-economica degli stessi;

10) Predisposizione del piano finanziario con la specifica individuazione degli strumenti per il reperimento delle risorse necessarie.

Il Piano, da redigere in accordo agli obiettivi ed alle direttive stabilite, predisposto dal Ministero dell'Ambiente d'intesa con la Regione Sicilia, sarà presentato all'approvazione del Consiglio dei Ministri entro il 30/6/1991.

Roma li, 30 novembre 1990

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