SIRACUSA - A muso duro Lega Ambiente di Siracusa
contesta la mancata attuazione della “legge Seveso”,
entrata in vigore nel giugno del 1988.
«Il ministro per l'Ambiente Ruffolo, - sostiene Lega Ambiente
- ha approntato i decreti, il ministro per la Sanità, Donat
Cattin, li ha firmati, ma quello per l'Industria, Battaglia, li
ha bloccati».
Queste per gli ambientalisti le responsabilità politiche
che “impediscono l'attuazione di importanti provvedimenti
a favore della salute della nostra popolazione”.
E l'attuazione della legge Seveso interessa moltissimo la zona
industriale siracusana che gode della presenza di dodici industrie
a rischio. “Secondo l'elenco del ministero della Sanità
- afferma in una nota Giuseppe Ansaldi, presidente di Lega Ambiente
- il polo chimico-industriale di Siracusa ospita ben sette aziende
ad alto rischio della classe A e cinque a rischio della classe
B. Sono ad alto rischio la Esso, l'Enichem Augusta, la Montedipe,
l'Enichem Anic, l'Isab, la Selm e l'Agrimont”.
Perché ad alto rischio?
“Perché - spiegano gli ambientalisti - contengono
in depositi separati e all'interno degli stabilimenti sostanze
che superano in quantità valori di soglia previsti dalla
normativa;
si tratta di piombo tetraetile, piombo tetraetile, acido fluoridrico,
gas infiammabile, selenio idruro, solfuri di cobalto e di nichel,
cloro, ossidi di etilene e propilene, ammoniaca, bromuro di etilene,
anidride arseniosa”.
Le industrie a rischio della cosiddetta classe B sono invece:
l'Agip Liquigas, la Sio-sud, la Casco Sicilia, la Multigas, l'Enichem
Polimeri.
“Queste industrie siracusane presentano, - dice ancora Ansaldi
- depositi di gas e liquidi facilmente infiammabili, ossigeno
liquido, idrogeno, acetilene, cloro. Ma voglio dire di più.
Esiste un nuovo elenco di industrie a rischio e ad altro rischio
redatto recentemente dal ministro della Sanità, ma questo
documento che è stato richiesto più volte da noi
e da alcuni parlamentari, non è stato mai concesso. Non
è stato neppure inviato al Parlamento perché segreto.
Cioè con la mancata attuazione della "legge Seveso"
e con questi segreti sulle industrie a rischio si continua a giocare
con la salute dei cittadini».
Ovviamente nella zona industriale siracusana, visti i dati forniti
da Lega Ambiente, si è un tantino in trincea. Cioè
continua ad esistere una lotta continua fra ambientalisti, imprenditori
e amministratori.
“Siamo convinti - condude Ansaldi - che questo scontro non
porta benefici a nessuno, ma è chiaro che la sicurezza
nasce dalla conoscenza. Se l'industria continua a supportare l'ignoranza
per questi dati siamo certi che prima o dopo si autodistruggerà”.
Salvo Benanti
quotidiano La Sicilia
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