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AUGUSTA VUOLE VIVERE E NON MORIRE
CONTRO L’INQUINAMENTO SCIOPERO GENERALE
NEL PORTO E NELLA CITTA’ (24 ORE) |
LA CGIL - CISL - UIL e la FEDERAZIONE MARINARA UNITARIA DI AUGUSTA
indicono per mercoledi 19 Settembre uno SCIOPERO GENERALE nel
Porto e nella Città per Protestare contro il preoccupante
aggravarsi dell'inquinamento ad Augusta.
Il verificarsi in questi giorni, a distanza di due anni, della
moria di centinaia di migliaia di pesci e la morte di ogni forma
di vita nel porto e nelle zone limitrofe con conseguenze imprevedibili
per la nostra, salute, non ci deve lasciare indifferenti. Il Sindacato
Unitario chiama alla lotta tutti i lavoratori: i lavoratori del
Porto, gli artigiani, i Commercianti, gli Studenti e i Cittadini
tutti.
- LA SITUAZIONE ECOLOGICA E' GRAVE, LOTTIAMO PERCHE' AUGUSTA
NON DIVENTI UN'ALTRA SEVESO (PER I PESCI GIA’ LO E')
- LOTTIAMO CONTRO CHI, CON LA LOGICA DEL PROFlTTO, PORTA LA MORTE
AD AUGUSTA
Lo sciopero sarà così articolato:
il Porto e tutte le altre categorie effettueranno lo sciopero
dalle ore 7.00 di mercoledi alle ore 7.00 di Giovedi.
Solo i negozi di generi alimentari inizieranno lo sciopero alle
ore 12.00 di Mercoledi.
- Ore 9,00 CONCENTRAMENTO IN PIAZZA DUOMO PER IL CORTEO
- ORE 10,30 MANIFESTAZIONE IN PIAZZA CASTELLO.
LA CGIL - CISL – UIL DI AUGUSTA
LA FEDERAZIONE MARINARA UNITARIA DI AUGUSTA
AUGUSTA 15/9/79
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Corriere della Sera, 18 settembre 1979
Il pretore di Augusta sta per decidere la chiusura
delle raffinerie |
Oltre diecimila lavoratori rischiano di essere messi
in cassa integrazione
Il pretore di Augusta sta per decidere la chiusura delle
raffinerie Montedison, Liquichimica ed Esso - Le
perizie sugli scarichi di quest'ultima industria avrebbero confermato
l'alto tasso di inquinamento -
Si attendono gli altri risultati
Il sindaco: "I pericoli non riguardano solo i pesci,
ma anche l'uomo"
I sindacati: "Meglio la sospensione del lavoro che un
disastro ecologico"
Le aziende vorrebbero una proroga delle nuove norme al fine di
adeguare gli impianti
Dal nostro inviato speciale
Augusta - Le raffinerie degli impianti petrolchimici della Esso,
della Montedison e della Liquichimica, che si affacciano sulla
rada di Augusta rischiano di dover chiudere i battenti. Per Esso
il provvedimento è già stato praticamente adottato,
mentre per la Liquichimica sarà preso nei prossimi giorni.
I primi risultati delle analisi disposte dall'amministrazione
provinciale e dalla magistratura dimostrano che gli scarichi industriali
di questi tre colossi sarebbero altamente inquinanti.
Fino a questo momento sono stati resi noti solo i risultati delle
analisi relative alla raffineria della Esso, che non appare in
regola, e sarà quindi costretta a chiudere i battenti fino
a quando non avrà installato dei depuratori.
I risultati delle analisi relative alla Montedison e alla Liquichimica
sono ancora coperti dal segreto istruttorio, ma Antonino Condorelli,
il giovane pretore di Augusta, che conduce l'inchiesta sembra
deciso ad andare fino in fondo e a trascinare in tribunale i dirigenti
delle tre società.
Segno, questo, che le perizie disposte dal giovane magistrato
avrebbero dimostrato che anche gli scarichi della Montedison e
della Liquichimica sono troppo inquinanti. Di certo si sa che
anche la Liquichimica, (che produce paraffina e olefine, destinati
ai saponifici industriali) non sarebbe in regola con la legge
Merli.
Le prime analisi effettuate dal laboratorio provinciale di igiene
di Siracusa, dimostrerebbero che il tasso di inquinamento degli
scarichi industriali della Liquichimica è superiore ai
livelli consentiti della legge Merli. Negli scarichi della Liquichimica
sarebbero state rilevate dosi eccessive di COD (richiesta chimica
di ossigeno) e di oli minerali. Per non usare due pesi e due misure,
la Liquichimica quindi, dovrà probabilmente chiudere i
battenti.
Chi starebbe meglio è la Montedison: le analisi relative
a questo gruppo non sono state ancora compiute, e quindi i risultati
si conosceranno solo tra qualche settimana. Ma si sostiene che
nemmeno la Montedison è in regola con la tabella C della
legge Merli.
Se gli impianti della Esso, della Montedison e della Liquichimica
dovranno chiudere i battenti, 10 mila persone rischiano di essere
poste in cassa integrazione: si tratta di settemila dipendenti
della Montedison, di 750 operai della Esso, di mille dipendenti
della Liquichimica di un migliaio di altri lavoratori dell'indotto.
Come ha accolto la gente una prospettiva del genere? Bisogna riconoscere
che le prime reazioni sono caratterizzate da una grande maturità.
Il sindaco di Augusta, Placido Santanello (dc) spiega con aria
decisa: "La prospettiva di 10 mila lavoratori in cassa integrazione
per un mese o due non ci spaventa. Questa soluzione è ormai
inevitabile. Se non chiudono subito questi impianti, per consentire
loro di mettersi in regola con la legge, installando dei depuratori,
le acque della rada di Augusta rischiano la morte chimica. Ormai
i pericoli non riguardano più i soli pesci, ma l'uomo".
Ma le industrie, come noto, chiedono un altro anno, per mettersi
in regola. "Secondo la legge Merli, del 1976 - precisa il
sindaco - le industrie avevano tre anni di tempo per mettersi
in regola; ora i tre anni sono scaduti e il 13 giugno scorso è
entrata in vigore la nuova normativa, molto più severa
della precedente. Secondo noi, il governo non deve accordare alle
industrie inquinanti nessuna proroga: altrimenti, noi daremo ai
petrolieri licenza di inquinare e di uccidere".
Le industrie, spiega il pretore Condorelli, dicono di non essere
in grado di rispettare la tabella C della legge Merli che è
in vigore da poche settimane e chiedono al governo di emanare
una "leggina", che accorda loro una proroga di un altro
anno.
Una boccata di ossigeno, necessaria per installare i depuratori,
che dovrebbero essere già in funzione. Come si vede la
moria dei pesci di Augusta ha riaperto il dibattito sulla legge
Merli.
In un telegramma inviato al presidente del consiglio il sindaco
di Augusta prende posizione contro qualsiasi ipotesi di rinvio
dell'entrata in vigore della tabella C. Rinvio che, invece, è
caldeggiato dalle industrie, che agitano lo spauracchio della
cassa integrazione.
Anche i sindacati hanno preso posizione contro il rinvio dell'entrata
in vigore della tabella C della legge Merli, che è diventata
un vero e proprio spauracchio per le industrie.
Per domani, i sindacati di Augusta hanno proclamato uno sciopero
generale per protestare contro l'inquinamento della nostra rada
- spiega un sindacalista della CGIL - Mare.
La prospettiva di 10 mila persone in cassa integrazione non vi
spaventa?
"Meglio qualche settimana di cassa integrazione, che un disastro
ecologico di dimensioni bibliche. Gli scarichi industriali hanno
ucciso milioni di pesci. Adesso è in pericolo l'uomo? ".
"Nella nostra zona - precisa il sindaco - si registra già
un vertiginoso tasso di tumori, di malattie polmonari, di aborti
misteriosi. Il mare è diventato una fogna, l’acqua
potabile è piena zeppa di cloro, i pascoli sono inquinati.
A Marina di Melilli, un migliaio di persone hanno dovuto essere
evacuate di urgenza, a spese della Cassa per il Mezzogiorno a
causa degli inquinamenti provocati dalla raffineria ISAB".
Antonino Condorelli, il pretore di Augusta che conduce le indagini,
ha già inviato alcuni avvisi di reato ai dirigenti della
Esso, della Montedison e della Liquichimica.
Il corpo di reato è rappresentato da alcune provette con
l'acqua di mare inquinata dagli scarichi industriali.
Gianfranco Ballardin
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