• 18 Maggio 2022 19:00

Capitali della Cultura

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La capitale europea della cultura è una città designata dall’Unione europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per ravvivare il proprio panorama culturale e, facendo ciò, rilanciare la loro visibilità internazionale. 

Concepito come un mezzo per avvicinare i vari cittadini europei, l’iniziativa “città europea della cultura” venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei ministri su iniziativa del Ministro della Cultura Greca, l’attrice Melina Merkouri. Non a caso la prima città europea della cultura fu proprio Atene, nel 1985. Da allora l’iniziativa ha avuto sempre più successo e un crescente impatto culturale e socio-economico per i numerosi visitatori che ha attratto nelle città scelte.

Città europee della cultura

1985Atene (Grecia)
1986Firenze (Italia)
1987Amsterdam (Paesi Bassi)
1988Berlino (Germania)
1989Parigi (Francia)
1990Glasgow (Regno Unito)
1991Dublino (Irlanda)
1992Madrid (Spagna)
1993Anversa (Belgio)
1994Lisbona (Portogallo)
1995Lussemburgo (Lussemburgo)
1996Copenaghen (Danimarca)
1997Salonicco (Grecia)
1998Stoccolma (Svezia)
1999Weimar (Germania)

 

Capitali europee della cultura

  • 2000 Reykjavík (Islanda), Bergen (Norvegia), Helsinki (Finlandia), Bruxelles (Belgio), Praga (Cechia), Cracovia (Polonia), Santiago di Compostela (Spagna), Avignone (Francia), Bologna (Italia)
  • 2001 Rotterdam (Paesi Bassi), Porto (Portogallo)
  • 2002 Bruges (Belgio), Salamanca (Spagna)
  • 2003 Graz (Austria)
  • 2004 Genova (Italia), Lilla (Francia)
  • 2005 Cork (Irlanda)
  • 2006 Patrasso (Grecia)
  • 2007 Lussemburgo (Lussemburgo), Sibiu (Romania)
  • 2008 Liverpool (Regno Unito), Stavanger (Norvegia)
  • 2009 Linz (Austria), Vilnius (Lituania)
  • 2010 Essen (Germania), Pécs (Ungheria), Istanbul (Turchia)
  • 2011 Turku (Finlandia), Tallinn (Estonia)
  • 2012 Guimarães (Portogallo), Maribor (Slovenia)
  • 2013 Marsiglia (Marsiglia), Košice (Slovacchia)
  • 2014 Umeå (Svezia), Riga (Lettonia)
  • 2015 Mons (Belgio), Plzeň (Cechia)
  • 2016 San Sebastián Spagna), Breslavia (Polonia)
  • 2017 Aarhus (Danimarca), Pafo (Cipro)
  • 2018 Leeuwarden (Paesi Bassi), La Valletta (Malta)
  • 2019 Matera (Italia), Plovdiv (Bulgaria)
  • 2020 Fiume (Croazia), Galway (Irlanda)
  • 2021 Nessuna
  • 2022 Kaunas (Lituania), Esch-sur-Alzette (Lussemburgo), Novi Sad (Serbia)
  • 2023 Veszprém (Ungheria), Timișoara (Romania), Eleusi (Grecia)
  • 2024 Bad Ischl (Salzkammergut) (Austria), Tartu (Estonia), Bodø (Norvegia)
  • 2025 Chemnitz (Germania), Nova Gorica (Slovenia) con Gorizia (Italia)
  • 2026 Oulu (Finlandia), Trenčín (Slovacchia)

Per gli anni successivi è già stato stabilito l’ordine di successione degli Stati ospiti, ma non ancora le singole città:

  • 2027 Lettonia, Portogallo
  • 2028 Rep. Ceca, Francia
  • 2029 Polonia, Svezia
  • 2030 Cipro, Belgio
  • 2031 Malta, Spagna
  • 2032 Bulgaria, Danimarca
  • 2033 Paesi Bassi, Italia

La capitale italiana della cultura è una città designata ogni anno dal Ministero della cultura e scelta da una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero che, per il periodo di un anno, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale.

LE CAPITALI ITALIANE DELLA CULTURA

  • 2015 Ravenna – Cagliari – Lecce – Perugia – Siena
  • 2016 Mantova
  • 2017 Pistoia
  • 2018 Palermo
  • 2019 non designata
  • 2020 – 2021  Parma
  • 2022 Procida
  • 2023 Brescia – Bergamo
  • 2024 Pesaro