Regista famoso nel
mondo, si è sempre caratterizzato
per il suo impegno civile e per alcune
pellicole assai poetiche che hanno anche
avuto notevole successo di pubblico.
Nato nel 1956 a Bagheria, un paesello
nei pressi di Palermo, Tornatore si
è sempre dimostrato attratto
dalla recitazione e dalla regia. All'età
di soli sedici anni, cura la messa in
scena, a teatro, di opere di giganti
come Pirandello e De Filippo. Si accosta
invece al cinema, diversi anni dopo,
attraverso alcune esperienze nell'ambito
della produzione documentaristica e
televisiva.
In questi campo ha esordito con opere
assai significative. Il suo documentario
"Le minoranze etniche in Sicilia",
fra l'altro, ha vinto un premio al Festival
di Salerno, mentre per la Rai ha realizzato
una produzione importante come "Diario
di Guttuso". A lui si devono inoltre,
sempre per la Rai, programmi come "Ritratto
di un rapinatore - Incontro con Francesco
Rosi" o esplorazioni impegnate
delle diverse realtà narrative
italiane come "Scrittori siciliani
e cinema: Verga, Pirandello, Brancati
e Sciascia".
Nel 1984 collabora con Giuseppe Ferrara
nella realizzazione di "Cento giorni
a Palermo", assumendosi anche i
costi e responsabilità della
produzione. Infatti è presidente
della cooperativa che produce il film
nonché co-sceneggiatore e regista
della seconda unità. Due anni
dopo debutta con l'amaro "Il camorrista",
in cui viene tratteggiata la losca figura
di un della malavita napoletana (liberamente
ispirata alla vita di Cutolo). Il successo,
sia di pubblico che di critica, è
incoraggiante. Il film si aggiudica
oltretutto il Nastro d'Argento per la
categoria regista esordiente. Sulla
sua strada capita allora Franco Cristaldi,
il famoso produttore, che decide di
affidargli la regia di un film a sua
scelta. Nasce in questo modo "Nuovo
cinema Paradiso", un clamoroso
successo che proietterà Tornatore
nello star system internazionale, malgrado
il regista non sia certo il tipo a cui
piace atteggiarsi a personaggio.
Ad ogni modo, il film è chiaccheratissimo
e già si parla di rinascita del
cinema italiano, scomodando paragoni
e precedenti illustri. Dopo uscite sfortunate
e tagli, la pellicola si guadagna un
premio a Cannes e l'Oscar per il miglior
film straniero. Inoltre, diventa il
film estero più visto sul mercato
americano degli ultimi anni. A questo
punto, il suo nome è una garanzia
di qualità ma anche di incassi,
anche se è inevitabile temere
per la seconda prova, dove i critici
lo aspettano al varco.
Nel 1990 è quindi la volta di
un'altro poeticissimo lungometraggio
quel "Stanno tutti bene" (viaggio
di un padre siciliano alla volta dei
suoi figli sparsi per la penisola),
interpretato da un Mastroianni in una
delle sue ultime interpretazioni. L'anno
successivo, invece, prende parte al
film collettivo "La domenica specialmente",
per il quale gira l'episodio "Il
cane blu".
Nel 1994 gira "Una pura formalità",
in concorso a Cannes. Lo stile, rispetto
ai film precedenti, cambia radicalmente
e inoltre si avvale di due stelle dal
calibro internazionale, il regista Roman
Polanski (nell'insolito ruolo di atttore)
e Gérard Depardieu. La vicenda
ha perso i toni poetici ed ispirati
delle storie precedenti per farsi invece
inquietante e perturbante.
L'anno dopo torna all'antico amore:
il documentario. E' uno strumento, questo,
che gli permette infatti di esplorare
tematiche e soggetti che sono preclusi
alle pellicole rivolte al grande pubblico
e che sono inevitabilmente sottoposte
a criteri commerciali. "Lo schermo
a tre punte", invece, è
un tentativo di raccontare la Sicilia
da parte di uno dei suoi figli più
sensibili e attenti.
Del 1995 è "L'uomo delle
stelle", forse il film che maggiormente
è stato apprezzato tra i suoi
lavori. Sergio Castellitto interpreta
un singolare "ladro di sogni"
mentre il film vince il David di Donatello
per la regia ed il Nastro d'Argento
per la stessa categoria.
Dopo questi successi, è la volta
di una altro titolo da botteghino. Tornatore
legge il monologo teatrale di Alessandro
Baricco "Novecento" e ne rimane
folgorato, anche se l'idea di fare una
trasposizione cinematografica prende
corpo lentamente, col tempo. Da questo
lungo processo di "acquisizione"
interiore della trama ne sorte il lungo
"La leggenda del pianista sull'oceano".
Il protagonista è l'attore americano
Tim Roth mentre come sempre Ennio Morricone
compone delle bellissime musiche per
la colonna sonora. Una produzione che
sfiora la dimensione del kolossal....
Anche questo titolo fa incetta di premi
vincendo il Ciak d'Oro per la regia,
il David di Donatello per la regia e
due Nastri d'Argento uno per la regia
ed uno per la sceneggiatura. Esattamente
dell'anno 2000 è invece la sua
opera più recente "Maléna",
una coproduzione italo-americana con
Monica Bellucci protagonista. Nel 2000
ha anche prodotto un film del regista
Roberto Andò dal titolo "Il
manoscritto del principe".
LIBRI
DI GIUSEPPE TORNATORE
Filmografia:
1996 Il Camorrista
1987 Nuovo cinema Paradiso
1990 Stanno tutti bene
1991 La domenica specialmente
1994 Una pura formalità
1995 L'uomo delle stelle
1998 La leggenda del pianista sull'oceano
2000 Malèna