Il
sound trascinante dei mariachis con
tanto di ponchos addosso, ed una varietà
di sombreri che richiamano i costumi
tipici ed il calore appassionato dei
paesi dell’America Latina. L’intero
corteo festoso accompagna Fiorello all’ingresso
del Teatro delle Vittorie ed il successo
è garantito. Quest’ultima
puntata, ricca come sempre di ospiti
di fama internazionale, suscita particolarmente
interesse quando entra in studio il
mitico John Travolta, simbolo dei musical
americani, con “Grease”.
Una carriera inarrestabile che suggella
il suo primo vero successo a metà
degli anni 70, con la ”Febbre
del sabato sera”, decretando definitivamente
la fortuna e la popolarità del
giovane attore del New Jersey. Emblema
di un’intera generazione, campione
d’incassi all’epoca, con
più di trecentocinquanta milioni
di dollari, conquistandosi la sua prima
nomination all'Oscar, come migliore
attore. Fiorello n’è testimone
generazionale di quegli anni, quando
i Bee Gees imperversavano e cantavano
“Stayin' Alive” ovunque.
Lo showman siciliano è entusiasta,
parla con John Travolta aiutato dal
maestro Cremonesi, della crescita di
moltissimi giovani grazie ai suoi film.
Poi la gag è d’obbligo,
e Fiorello s’improvvisa provetto
ballerino sulle note di “Saturday
night fever”, al fianco di John
Travolta, per finire poi con un duetto
cantato, sulle musiche di Steve Wonder.
Pippo Baudo non poteva mancare all’ultimo
appuntamento di Fiorello e s’impossessa
momentaneamente del centro del palco,
e a ritroso nel tempo, presenta l’allora
Canzonissima del 1972. Il vincitore
di quell’edizione, era un certo
Giovanni Calone, in arte Massimo Ranieri.
Simpatico, cordiale e molto professionale,
l’artista partenopeo si è
prestato al gioco di Fiorello con molta
disponibilità, cantando assieme,
alcuni accenni musicali in chiave rap,
e parafrasando musicalmente la “pastiera”
napoletana. Lo show prosegue con monologhi
e parodie, che hanno a che fare con
la tecnologia e gli elettrodomestici
di oggi, molto diversi e più
complicati di quelli di una volta, passando
attraverso gli usi e i costumi della
propria terra. La voce inconfondibile
di Marco Baldini insospettisce Fiorello
che tenta in tutti i modi di non cadere
in tentazioni, ma che puntualmente si
cala nei panni del gobbo di Notre Dame.
L’ingresso ufficiale in studio
di Pippo Baudo è caratterizzato
dal sopraggiungere di una carrozza,
con su il Principe di Militello, che
trainato da dei bianchi cavalli, è
accolto trionfante dai ragazzi presenti
all’ingresso del Teatro. Un bacio
affettuoso alla siracusana Lucina Campisi
che staziona assieme a Santuzzo nei
pressi del bar, e via di corsa tra il
pubblico in studio per una serie di
schetch e gag, che vanno dal bel canto
alla mimica, all’esilarante balletto
lucertolato a terra, con Fiorello e
Tommasino. Ospiti internazionali per
lo showman di Augusta, l’idolo
delle teen-agers, il nuovo re del genere
musicale swing, Michael Bublè,
nativo di Vancouver e una voce alla
Frank Sinatra che ammalia gli amanti
di questo genere musicale.
L’attrice Valeria Golino, interprete
nel film “Rain Man” con
Tom Cruise e Dustin Hoffman, si è
presentata da Fiorello con un leggero
abito e parecchio scollato. Ops! Che
sbadata, ed un seno scappa via dopo
una finta caduta. Ma Fiorello da buon
siciliano si accorge della fuoriuscita
e copre il tutto con la mano. La gag
su Carla Bruni coinvolge l’attrice
napoletana e Fiorello richiede all’amico
Marco Baldini, due sgabelli…pardon,
due “impalcatur pur le chiappe”,
come si dice da noi in Francia.
Non poteva non essere presente, il più
piccolo della famiglia, quello che all’inizio
della sua carriera fu identificato da
molti il fratello più piccolo
di Rosario..il ragazzo ha bisogno di
essere aiutato…è il fratello
di Rosario Fiorello! N’è
passato di tempo da allora e il fratello
più piccolo di Rosario, adesso
si è fatto le ossa e pure bene,
a tal punto che ora lo chiamano “Beppe
Fiorello” e fa l’attore.
Questo il tema predominante della gag
dietro un telo illuminato dove s’intravede
la sagoma di Beppe Fiorello ingigantita
e quella di Rosario Fiorello piccola
piccola. Poi l’immagine si va
stabilizzandosi a grandezza naturale,
e i due fratelli vanno via per mano
tra gli applausi del pubblico del Teatro
delle Vittorie.
Da “La Svolta” tanti auguri
Saro…Saro!
Francesco
Giordano - 26 maggio 2004
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