UOMINI ILLUSTRI DI ZAFFERANA ETNEA
Giuseppe Sciuti
pittore


ZAFFERANA ETNEA

Giuseppe Sciuti nasce a Zafferana Etnea il 26 Febbraio 1834, il suo vero cognome era Sciuto.
Appena quindicenne, nel 1849 inizia gli studi artistici a Catania, decidendo di non seguire la volontà paterna che lo voleva medico. I suoi primi maestri sono il pittore Giuseppe Rapisardi (Catania, 1799 - 1853), lo scenografo Giuseppe Di Stefano e il pittore-ritrattista Giuseppe Gandolfo (Catania, 1792 - 1855).
Costretto a lavorare per le disastrate condizioni economiche della famiglia, a seguito dell'eruzione dell'Etna del 1852, esegue molte decorazioni nelle case borghesi della provincia, in particolare a Giarre e Riposto, dove si segnala la casa di Giuseppe Tabuso in Via Gramsci.
Nel 1857 sposa Antonietta Torrisi e si trasferisce a Firenze per continuare gli studi (1862 - 1866). Quì si accosta ai macchiaioli ed ai veristi, e dipinge alcune opere, fra le quali "La tradita" e "La vedova", che il Comune di Catania acquisterà a titolo di incoraggiamento al suo rientro.
Nel 1867 si trasferisce a Napoli e vi rimane per otto anni, dove dimora in un palazzo scuro in via dell'antico Pendino ed entra in contatto con i pittori realisti Filippo Palizzi e Domenico Morelli. Nel 1875 si trasferisce a Roma.
Nel 1877 inizia un periodo intenso: vince il concorso, bandito dall'Accademia San Luca, per gli affreschi del Palazzo Provinciale di Sassari. In Sicilia dipinge i sipari dei due massimi teatri dell'isola, il Bellini di Catania, ultimato nel 1883, raffigurante Il Trionfo dei catanesi sui libici, e il Massimo di Palermo nel 1894, raffigurante "Ruggero che esce dal Palazzo Reale di Palermo dopo l'incoronazione". Intanto, nel 1888 rimane vedovo per la morte della moglie Antonietta.
Nel 1896 firma il contratto per il ciclo pittorico (più 2 quadri per il presbiterio) della Chiesa Collegiata di Catania. Nel 1898 ultima la tela "La Madonna dei bambini" nella Chiesa di Sant'Agata La Vetere di Catania e nel 1900 firma "l'Adultera ed Il trionfo della civiltà". Nel 1907 completa le impegnative decorazioni del Duomo di Acireale. Nel 1910 firma una delle versioni de "La verità scoperta dal tempo" al Palazzo Comunale di Catania. A Palermo viene chiamato nel 1911 per affrescare le volte del sontuoso Palazzo Florio con "Il trionfo di Bacco", purtroppo andato perduto. Suoi affreschi decorano pure la Chiesa Madre ed il Municipio di Zafferana Etnea.
Per Frazzetto, "Nelle sue pitture storicizzanti ripropone la volontà di rappresentare figure e cose, non viste, ma immaginate e vere".
Per De Marco, "E' il pittore delle folle, rievocatore di scene storiche dagli abili effetti di luce e dal senso scenografico".
Gli occorrevano tele vastissime o cupole o volte immense. Le sue opere erano intonate a un clima epico e spettacolare.
Un fatto emerge con chiarezza dalla sua biografia: Sciuti non fu mai un artista ai margini, ma quelle opere storiche di carattere allegorico in vita all'origine del suo successo, divennero con il passare degli anni la causa del suo oblio da parte della critica successiva.
Sciuti soleva dire: "Un'opera non è mai finita, vi si ritorna a lavorare sempre".
Muore a Roma il 13 marzo 1911, nell'abitazione di Via de' Villini fuori porta Pia, a 77 anni compiuti.

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Bibliografia:
- Monografia (1938) della pronipote Pinelli Sciuti.
- M. Donato, Ricordo del Maestro nel 150° anno della nascita, Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici (Acireale, 1984).

Giuseppe Sciuti 1ª ed.
Maurizio Calvesi, Antonella Corsi
Prezzo di copertina: Euro 50,00


La nuora - Olio su tela 205x151

Io sono la luce del mondo

Olio su tela, cm. 140x90
Firm. e dat.: Giuseppe Sciuti, Roma 1900
Sulla cornice in alto è il titolo in greco
Stato di conservazione: ottimo
Dono dell'Autore, 1902
Pinacoteca Zelantea Acireale

Si tratta di una tra le più belle tele dello Sciuti. Rappresenta una Madonna con Bambino dietro il cui capo irradia luminosissima la luce del sole a mò di aureola atmosferica. "E' questa l'opera in cui lo Sciuti ha fatto il maggiore sforzo per allontanarsi dal suo paganesimo. Vi è riuscito, ma ha messo nel quadro dei particolari manierati e reminiscenze morelliane" (P. Sciuti). L'opera presenta nel panno bianco che avvolge Gesù, nonché nello scialle della Vergine, realizzati con tocco pastoso, due brani pittorici di intensa risonanza poetica.


Ritratto del sindaco Francesco Samperi Melita

Olio su tela, cm. 95x60.
Firmato: G. Sciuti
Stato di conservazione: buono.
Pinacoteca Zelantea Acireale

Il dipinto manca di equilibrio per il taglio basso del ritratto. Il fondo è animato da un drappo coloristicamente vario. Realizzato intorno al 1906.

ZAFFERANA ETNEA


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