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E'
un fiume che ti travolge, ti sommerge
con la sua incalzante “verve”
tipicamente mediterranea, greca, anzi
augustana. La sua mimica gestuale, la
sua voce calda, la sua vasta cultura eterogenea
non ti lasciano quasi spazio per meditare,
irrompono nella tua sfera di spettatore-ascoltatore
con una forza unica, convincente, varia
e profonda allo stesso tempo. Questo è
Giorgio Càsole, come appare a me
e a tanti altri che hanno avuto modo di
conoscerlo. E' un personaggio dalla indubbia
caratura artistica e dalla basta mole
di produzione poetica e letteraria. La
sua “passionaccia” di comunicare
attraverso la parola lo ha reso noto da
molti lustri sia ad Augusta che fuori
dalla sua città; ma anche negli
Stati Uniti lo aspettano puntualmente
perché sa rendere vivi e ricchi
di emozioni gli spettacoli-revival per
i club degli emigrati. Lo scorso mese
di marzo, in un locale megarese del Montecarmelo,
accompagnato dal mandolino di Uccio Cantone,
ha tenuto un coinvolgente intrattenimento
poetico interpretando “A livella”
di Totò, Prevert, Martoglio, Trilussa
e il suo commovente brano “11 settembre
2001, compianto per i morti di New York”,
poesia che ha recitato qualche mese fa
a Leonforte in occasione della gradita
consegna del “Premio Rubens”
che il noto tennista-artista Vittorio
Ribaudo ha voluto dare al concittadino.
Significativa la motivazione del “Premio
Rubens” all'augustano Giorgio Càsole:
“per essere stato uno dei pinieri
delle televisioni libere in Italia e per
avere dato voce a chi non l'aveva, sempre
in difesa dei diritti dei cittadini”.
Ma la carriera di questo poliedrico personaggio
augustano, intrattenitore, poeta, dicitore,
presentatore, organizzatore di manifestazioni
culturali, è cominciata nel lontano
1978 con la prima silloge di poesie intitolata
“Vibrazioni” che fu selezionata
per il prestigioso “Premio Viareggio-Poesia
opera prima”. Poi a “Telerondine”,
una delle prime Tv libere italiane che
da Augusta, con i suoi 1.000 watt di potenza,
abbracciava la Sicilia orientale e mezza
Calabria, Càsole inventò
“Spazio poetico” che si dimostrò
un vero successo e una inaspettata passerella
per i molti talenti creativi del nostro
Sud. E poi come non ricordare “Radio
Tropical” e “Telemarte”
che sono serviti a Càsole per focalizzare
alcune gravi problematiche del territorio
e della società augustana e siracusana.
- Professore Càsole, quali sono
i ricordi e le personalità più
interessanti che ha vissuto e incontrato
in tutti questi anni di “operatore
della comunicazione”? “Sono
tanti e sono tutti racchiusi nel mio cuore,
indelebili per sempre. Dagli esantanti
anni Settanta nelle radio e televisioni
locali, alle prime pubblicazioni di saggi
e poesie; dal programma radiofonico “Augusta
come Seveso” trasmesso dalla sede
Rai siciliana a quelle televisivo “Handicappati
anno uno”; dal reportage a Telemarte
“Augustani in America” per
gli augustani di Boston a quelli del '91
“Dopo il terremoto”. Gli uomini
politici che più mi sono rimasti
impressi al termine delle interviste,
sono stati, fra gli altri, Marco Pannella,
Mario Capanna, Achille Occhetto, Claudio
Martelli e Valerio Zanone, tra il '90
e il '95”. - Qual è la cosa
di cui va maggiormente fiero? “Da
circa trent'anni mi dedico alla promozione
della cultura, specie nella mia città
che amo sopra tutto. Ma il riconoscimento
a cui tengo maggiormente e a cui sono
più affezionato è il “Premio
di cultura della Presidenza del Consiglio
dei ministri” che ho ricevuto nel
1975, nell'82 e nel '92. Ma, come coautore,
sono anche orgoglioso del “Dizionario
delle parole straniere in uso nella lingua
italiana”, pubblicato negli Oscar
Mondadori Milano nel 1989. Poi i “Quindici
sonetti siciliani” del 1966 con
la prefazione di Carmelo Musumarra e i
“Corsivi di Cassandra” del
1992 sono forse le opere più sofferte”.
La sua “vis scenica” gli proviene
dal teatro. Giorgio Càsole, infatti,
ha frequentato la Scuola del Teatro Stabile
di Catania ('70 e '71), quella di Edoardo
de Filippo a Roma ('81) e quella del Dramma
antico a Siracusa ('84), forgiandosi come
attore e lavorando in tragedie greche
a Segesta e Siracusa. Fra i “pezzi”
ancora caldi, Càsole ricorda le
interviste al magistrato Ayala, a Gesaldo
Bufalino, a padre Sorge, a Leoluca Orlando,
a Roberto Gervaso e le trenta ore di diretta-non
stop sui problemi del territorio siracusano
tenute a Radio Tropical nel '95 e nel
'96. Ma oltre ai ricordi, per Giorgio
Càsole vi sono tanti progetti:
di teatro, musica, poesia, letteratura
e spettacolo.
Giuseppe Aloisio |
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