Giorgio Càsole


Giorgio Casole Giorgio Càsole è nato ad Augusta il 29 Ottobre 1948.
E' laureato in lettere classiche e moderne.
Ha diretto varie testate giornalistiche radiotelevisive e della carta stampata.
Ha frequentato la scuola del Teatro Stabile di Catania, il corso di perfezionamento dell'I.N.D.A. e la scuola di drammaturgia diretta da Eduardo De Filippo alla facoltà di lettere dell'Università La Sapienza di Roma.
E' stato direttore artistico di manifestazioni culturali e teatrali.
Negli anni 1975, 1982 e 1991 ha ricevuto un premio di cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Pubblicazioni:
1974 Augusta, uomini e cose
1978 Vibrazioni
1984 La poesia dei siciliani
1989 Dizionario delle parole straniere in uso nella lingua italiana
1992 I corsivi di Cassandra
1994 I giovani e i valori alle soglie del 2000
1996 Quindici sonetti siciliani
1996 Enrico Nencioni nel centenario della morte
2002 Augusta e Condorelli 1978-1984, con prefazione di A. Condorelli
2005 Cibo, potere e cultura, con prefazione di Ludovico Gatto
2006 Augusta, cronache di un terremoto annunciato

Articoli a stampa su: Il Cicerone; Tribuna Iblea; Il Diario; Avvenire; Famiglia Cristiana; Gazzetta di Siracusa; Giornale del Sud; La Sicilia; Provincia di Siracusa; Prospettive SR; L'Eco di Sicilia; La Domenica; Giornale di Augusta.

Editoriali e articoli sulle seguenti testate radiotelevisive: Telerondine; Radiorama; Telemarte; Radio Tropical; Rai Sicilia.

AUGUSTA CITTA' - AUGUSTA VIP


E' un fiume che ti travolge, ti sommerge con la sua incalzante “verve” tipicamente mediterranea, greca, anzi augustana. La sua mimica gestuale, la sua voce calda, la sua vasta cultura eterogenea non ti lasciano quasi spazio per meditare, irrompono nella tua sfera di spettatore-ascoltatore con una forza unica, convincente, varia e profonda allo stesso tempo. Questo è Giorgio Càsole, come appare a me e a tanti altri che hanno avuto modo di conoscerlo. E' un personaggio dalla indubbia caratura artistica e dalla basta mole di produzione poetica e letteraria. La sua “passionaccia” di comunicare attraverso la parola lo ha reso noto da molti lustri sia ad Augusta che fuori dalla sua città; ma anche negli Stati Uniti lo aspettano puntualmente perché sa rendere vivi e ricchi di emozioni gli spettacoli-revival per i club degli emigrati. Lo scorso mese di marzo, in un locale megarese del Montecarmelo, accompagnato dal mandolino di Uccio Cantone, ha tenuto un coinvolgente intrattenimento poetico interpretando “A livella” di Totò, Prevert, Martoglio, Trilussa e il suo commovente brano “11 settembre 2001, compianto per i morti di New York”, poesia che ha recitato qualche mese fa a Leonforte in occasione della gradita consegna del “Premio Rubens” che il noto tennista-artista Vittorio Ribaudo ha voluto dare al concittadino. Significativa la motivazione del “Premio Rubens” all'augustano Giorgio Càsole: “per essere stato uno dei pinieri delle televisioni libere in Italia e per avere dato voce a chi non l'aveva, sempre in difesa dei diritti dei cittadini”. Ma la carriera di questo poliedrico personaggio augustano, intrattenitore, poeta, dicitore, presentatore, organizzatore di manifestazioni culturali, è cominciata nel lontano 1978 con la prima silloge di poesie intitolata “Vibrazioni” che fu selezionata per il prestigioso “Premio Viareggio-Poesia opera prima”. Poi a “Telerondine”, una delle prime Tv libere italiane che da Augusta, con i suoi 1.000 watt di potenza, abbracciava la Sicilia orientale e mezza Calabria, Càsole inventò “Spazio poetico” che si dimostrò un vero successo e una inaspettata passerella per i molti talenti creativi del nostro Sud. E poi come non ricordare “Radio Tropical” e “Telemarte” che sono serviti a Càsole per focalizzare alcune gravi problematiche del territorio e della società augustana e siracusana. - Professore Càsole, quali sono i ricordi e le personalità più interessanti che ha vissuto e incontrato in tutti questi anni di “operatore della comunicazione”? “Sono tanti e sono tutti racchiusi nel mio cuore, indelebili per sempre. Dagli esantanti anni Settanta nelle radio e televisioni locali, alle prime pubblicazioni di saggi e poesie; dal programma radiofonico “Augusta come Seveso” trasmesso dalla sede Rai siciliana a quelle televisivo “Handicappati anno uno”; dal reportage a Telemarte “Augustani in America” per gli augustani di Boston a quelli del '91 “Dopo il terremoto”. Gli uomini politici che più mi sono rimasti impressi al termine delle interviste, sono stati, fra gli altri, Marco Pannella, Mario Capanna, Achille Occhetto, Claudio Martelli e Valerio Zanone, tra il '90 e il '95”. - Qual è la cosa di cui va maggiormente fiero? “Da circa trent'anni mi dedico alla promozione della cultura, specie nella mia città che amo sopra tutto. Ma il riconoscimento a cui tengo maggiormente e a cui sono più affezionato è il “Premio di cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri” che ho ricevuto nel 1975, nell'82 e nel '92. Ma, come coautore, sono anche orgoglioso del “Dizionario delle parole straniere in uso nella lingua italiana”, pubblicato negli Oscar Mondadori Milano nel 1989. Poi i “Quindici sonetti siciliani” del 1966 con la prefazione di Carmelo Musumarra e i “Corsivi di Cassandra” del 1992 sono forse le opere più sofferte”. La sua “vis scenica” gli proviene dal teatro. Giorgio Càsole, infatti, ha frequentato la Scuola del Teatro Stabile di Catania ('70 e '71), quella di Edoardo de Filippo a Roma ('81) e quella del Dramma antico a Siracusa ('84), forgiandosi come attore e lavorando in tragedie greche a Segesta e Siracusa. Fra i “pezzi” ancora caldi, Càsole ricorda le interviste al magistrato Ayala, a Gesaldo Bufalino, a padre Sorge, a Leoluca Orlando, a Roberto Gervaso e le trenta ore di diretta-non stop sui problemi del territorio siracusano tenute a Radio Tropical nel '95 e nel '96. Ma oltre ai ricordi, per Giorgio Càsole vi sono tanti progetti: di teatro, musica, poesia, letteratura e spettacolo.
Giuseppe Aloisio
La Sicilia 17.04.2002