NOTIZIE
Il documentario "La Ferrovia Circumetnea:
Viaggio dentro i “paesaggi” dell’anima etnea" è stato presentato Sabato 26 Luglio 2003 alla terza edizione del Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi (SR)
Venerdì 17 marzo 2006
ore 21 su NESSUNO TV
Canale 890 di Sky
"Preti, storie di uomini"
Documentario
di Carmelo Nicotra

 

Carmelo Nicotra
regista
Carmelo Nicotra sul set


Carmelo Nicotra nasce a Catania nel 1962, dove si laurea in Filosofia presso la locale facoltà universitaria.
Nel 1986 si trasferisce a Roma dove, per alcuni anni, collabora all’organizzazione di documentari e film realizzati dall’Istituto Luce e frequenta vari corsi di regia e sceneggiatura cinematografica.
Tra il 1990 ed il 1994 collabora con i registi Beppe Cino, Carlo Lizzani, Piero Tartagni e Folco Quilici.
Dal 1994 fino al 2001 collabora ad alcuni programmi di Rai-Tre e Rai-Educational (Il Grillo, Mediamente etc...) e realizza vari video e documentari su commissione di Enti Locali.
Nel 1998 produce e dirige il cortometraggio “Pietra nera di luce”, con la partecipazione del filosofo Manlio Sgalambro.
Nel 1999 dirige il documentario “Salvatore Fiume. Il viaggio di un moderno argonauta” e coordina - come direttore artistico a Comiso (RG) - il seminario di studi: “Salvatore Fiume. I colori della libertà”. Il documentario, dopo aver partecipato al Festival di Capalbio del 2000, viene selezionato per la VII Ediz. del "Med Film Festival" di Roma.
Nel 2000-2001, per conto di Rai-Educational, collabora alla realizzazione di una serie di monografie su alcuni dei massimi filosofi del ‘900 dal titolo:
"I Maestri del Pensiero".
Nella Primavera del 2001 cura una selezione di interviste a filosofi e storici italiani, per un convegno che l’Auditorium del Museo del Louvre di Parigi ha dedicato alla Cultura Italiana.
Nel 2001 produce e dirige, tra l'Italia e la Grecia, il film-documentario dal titolo "Da Kalkida a Katana".
Nel Luglio del 2002 il film viene proiettato in anteprima – come evento speciale – al Festival Internazionale del “Cinema di Frontiera” di Marzamemi-Portopalo e nell'Ottobre dello stesso anno viene selezionato per la VIII Edizione del "Med Film Festival" di Roma.
Tra Novembre e Dicembre del 2002 realizza il backstage dell’ultimo film del cineasta greco Theodoros Angelopoulos. Le riprese sono state effettuate tra Salonicco ed il confine tra la Grecia e la Bulgaria.
Tra Marzo e Aprile del 2003 realizza, su commissione della Provincia Regionale di Catania, un film-documentario sulla Circumetnea, un particolare trenino a scartamento ridotto che collega i vari paesi alle pendici dell’Etna.

CATANIA CITTA' - CATANIA VIP


Sinossi del film-documentario:
La Ferrovia Circumetnea:
Viaggio dentro i “paesaggi” dell’anima etnea

Regia di CARMELO NICOTRA

La storia di CATANIA e di gran parte della sua provincia ha coinciso molto spesso, nel bene e nel male, con la storia dell’Etna o “Mungibeddu”; il vulcano che - emblema del soprannaturale fin dai tempi più remoti - ha sempre destato, oltre a un sacrosanto timore per le periodiche eruzioni, anche molto fascino e meraviglia nel cuore di coloro che - viaggiatori, coloni o conquistatori - nei secoli sono giunti in Sicilia.
Nel territorio etneo la Natura è riuscita a combinare quasi miracolosamente la bellezza “antica”, potente e arcaica del vulcano con tutte le altre bellezze e varietà paesaggistiche; alle quali si aggiungono i manufatti architettonici e artistici che gli uomini hanno edificato nel corso di una ricca e contrastata Storia millenaria che ha toccato e attraversato la terra siciliana.

Ma l’originale e soverchiante bellezza dell’Etna e dei luoghi circostanti, ha stimolato anche il talento e la fantasia di numerosi scrittori e artisti di ogni epoca che, nel corso dei secoli, narrando storie e leggende di vari personaggi - da Aci e Galatea al Polifemo dell’ ”Odissea”, dal filosofo Empedocle a Re Artù e Fata Morgana - hanno creato, o recuperato e approfondito (come il linguaglossese Santo Calì) tutti i vari “miti” che, nel tempo, hanno rafforzato e amplificato quello già esistente: l’ETNA.
Così come essa - dalla fine del XVIII Sec. in poi - con P. Brydone e poi con il barone von Riedesel, passando per J. Houel e W. Goethe, ha indotto molti di quegli uomini di cultura nord-europei, che cominciavano a percepire l’esistenza e la forza di un Sud metaforico e reale, a compiere dei viaggi in Sicilia dove il momento dell’ascensione all’Etna assumeva i contorni della realizzazione, dell’inveramento di uno dei miti “romantici” dell’epoca.

Da queste considerazioni e riflessioni sull’importanza dell’Etna e del territorio etneo, della sua Storia e del suo perenne Mito, scaturisce l’idea di raccontarli compiendo una sorta di recupero storico ma anche archeologico di quello Spirito, misterioso e ambivalente, che si annida - e a volte si disvela come specifico del carattere etneo - tanto negli scuri anfratti rocciosi di pietra lavica, quanto nei chiari, solari e maestosi paesaggi circostanti.
E’ per queste ragioni che – grazie al contributo della Provincia Regionale di Catania e della A.P.T. di Catania, oltre alla preziosa collaborazione della Direzione della Ferrovia Circumetnea e di tutti i suoi dipendenti – abbiamo pensato, nel realizzare il nostro film-documentario, di focalizzare l’attenzione su di un percorso ed un mezzo: il trenino della Ferrovia Circumetnea, particolarmente adatto a sviluppare sia la dimensione del viaggio lineare, spaziale – in questo caso “circolare” – che quella del viaggio interiore e temporale.

La storia, il pre-testo, del film-documentario si dipana lungo il suggestivo percorso della Circumetnea, utilizzando un vagone del trenino come una sorta di "spazio teatrale" e mentale, ove il "protagonista" – un siciliano che dopo molti anni ritorna alla propria terra, e che è interpretato dal bravo attore messinese Maurizio Marchetti - dialogherà indirettamente con altri "personaggi" che, di volta in volta, entreranno in "scena".
Questi, per così dire, “personaggi” non interpreteranno altro che se stessi: dall’attrice catanese emergente a livello nazionale - e sempre rimasta in Sicilia - come Donatella Finocchiaro, al vulcanologo Gianni Frazzetta, dal musicista-cantautore etneo Pippo Rinaldi (in arte Kaballà) – che vive da molti anni a Milano – all’archeologo Vincenzo La Rosa etc…

Nel ricostruire questo VIAGGIO DELLA MEMORIA E DEL RICORDO, questo continuo “ritornare” (condizione presente in molti dei personaggi della Letteratura e del Cinema siciliano: da Vittorini, Brancati, Patti, Bufalino fino a Tornatore…) abbiamo cercato di utilizzare la “soggettività” dello sguardo del protagonista, affinché la consistenza di certi luoghi fisici, specchio di quelli interiori, potessero stimolare un punto di vista sicuramente complesso, per i nessi da cogliere, ma anche “diretto” in quanto condizione esistenziale di un “personaggio” – quello dell’io-narrante - in cui potersi facilmente identificare.

Un modo di raccontare, una “narratività” che si riallacci a quel nobile filone del film-documentario italiano degli anni ’40 e ’50 - popolare e colto allo stesso tempo - oggi quasi del tutto scomparso. Un documentario che senza perdere il valore e la funzione del divulgare e, appunto, del documentare riesca a non cadere nelle secche del descrittivismo impersonale o in alcuni eccessi dell’inchiesta giornalistica.
E se, a conclusione di questo excursus storico-antropologico, il territorio etneo ci apparirà molto più che un semplice luogo geografico, allora avremo raggiunto l’obiettivo iniziale di dare corpo a una nostra suggestione di sempre: mostrare il territorio etneo come una sorta di paesaggio dell’anima, come uno "spazio scenico" che - seppur ricco di contraddizioni o, forse, proprio per queste - riesca a manifestare e rappresentare nell’immaginario di molti, anche non siciliani, l’oggettivarsi della storia millenaria ma anche di quella “metaforica” della SICILIA tutta.


La presentazione all'APT di Catania

Nicotra e la stampa

Pippo Rinaldi (Kaballà) e Nicotra

Nicotra e Donatella Finocchiaro