LA MIA CITTA'

AUGUSTA
Beppe Fiorello
Valentino Mazzola nel "Grande Torino"
Il grande Torino - 2005


Il 4 maggio del 1949 l’aereo che portava la squadra di calcio del Torino si schiantò contro la collina di Superga.
Il Torino era allora la squadra più forte del nostro campionato, una delle più grandi al mondo. Ben dieci dei suoi giocatori militavano nella nazionale italiana. Il Torino fino a quel momento aveva vinto cinque scudetti di seguito e da sei anni era imbattuta sul suo terreno.
Lo stadio Filadelfia, che ancora come la città, come tutte le città d’Italia, mostrava i segni delle devastazioni subite durante la guerra. Con le sue vittorie, con il suo valore, quella squadra incarnava il desiderio di riscatto di tutto un popolo. Non c’era bisogno di essere torinesi per amarla. Una vittoria internazionale del Torino era la vittoria di tutti, dava a ciascuno la possibilità di sentirsi italiano senza vergogna, consentiva di guardare avanti, di allontanare gli orrori della guerra.
Quella squadra restituì a una intera generazione la possibilità di sognare e quando il sogno fu tragicamente interrotto il grande Torino diventò uno dei miti della nostra epoca.

Questo film tv non è solo l’omaggio a una squadra di calcio, seppure gloriosa. È un modo per raccontare un periodo della storia italiana, per rivedere anche attraverso il materiale di repertorio, all’interno della narrazione, sotto forma di cinegiornali, di partite, i nostri campioni del passato. Ricordiamoci di un tempo, non lontano, in cui eravamo più autentici. E autentici erano i nostri sogni, le nostre speranze, i nostri desideri.

E adesso… Il nostro racconto ha per protagonista Angelo, un adolescente del sud Italia, un ragazzo come tanti, che vuole diventare un campione di calcio. Angelo, con la sua famiglia, si trasferisce dal sud a Torino, studia e lavora per aiutare la famiglia. Vuole comperarsi un paio di scarpe vere da calcio. Intanto gioca nella squadretta del liceo ed è tifoso del Torino, la squadra più forte. Il suo mito. Del Torino conosce tutto, sa a memoria la formazione (Bagicalupo, Ballarin, Maroso...), i risultati di tutte le partite, le gesta di tutti suoi i campioni.

Il suo sogno è entrare nella formazione giovanile del Torino. I suoi non vogliono. I giocatori a quel tempo hanno ingaggi ben più modesti di quelli a cui ci hanno abituato i campioni di oggi, pur essendo benestanti. Angelo fa di tutto e riesce ad ottenere un provino da capitan Mazzola. Non va male, poca tecnica ma molto talento è il giudizio che ne riceve. Sembra che il sogno stia per realizzarsi. Per Angelo comincia una nuova vita. Per mantenersi, per essere autonomo, trova vari lavori come fattorino, operaio, commesso... Fa spesso il turno di notte per non perdere gli allenamenti e, nonostante la fatica, non manca una volta in campo e neanche a scuola. Comincia a conoscere bene i suoi miti, con qualcuno stringe un rapporto di amicizia. Frequenta il bar Vittoria, che Gabetto e Ossola hanno aperto nel centro della città.

Conosce Susanna, la figlia del direttore tecnico del Toro, Erbstein. Nasce una storia d’amore. È il grande amore della sua vita. Angelo comincia a non vedere più così lontano il momento in cui il suo sogno potrà realizzarsi: giocare in prima squadra, allo stadio Filadelfia, avere gli occhi del pubblico puntati addosso, sentire l’incitamento dei tifosi.

ll Torino si avvia a vincere il suo sesto scudetto. Mancano solo quattro partite alla fine del campionato. C’è da giocare una amichevole con il Benfica da disputarsi a Lisbona. Valentino Mazzola insiste per andarla a giocare a tutti i costi, il presidente Novo non è d’accordo, prima si deve finire il campionato. Ma è una promessa fatta da Mazzola al suo amico Ferreira, capitano del Benfica che smette di giocare. Il presidente acconsente. E questo è il destino.. al ritorno da Lisbona, in un pomeriggio di pioggia, l’aereo che riporta la squadra si schianta contro la collina di Superga, ai piedi della basilica. In quell’istante sembrano scomparire speranze, affetti, amicizie. È lutto nazionale.

La Federazione Gioco Calcio, su proposta di tutti i club, decide di aggiudicare d’ufficio lo scudetto al Torino. Il presidente Novo si rifiuta. La sua squadra giocherà comunque le quattro partite che mancano mandando in campo la squadra dei ragazzi. Gli avversari decideranno anche loro di schierare le formazioni giovanili. In quattro partite i ragazzi del Toro sanno conquistarsi quattro vittorie e in quelle partite il nostro Angelo, con la maglia numero 10 di Valentino Mazzola, nel suo stadio: il Filadelfia, realizza il suo sogno.

Filmografia Beppe Fiorello

2006 - Joe Petrosino
2005 - Il grande Torino
2005 - L'uomo sbagliato
2005 - Il cuore nel pozzo
2003 - Salvo D'Aquisto
1999 - C'era un cinese in coma
1998 - Ultimo
1998 - I fetentoni

AUGUSTA VIP - AUGUSTA CITTA

 


Le foto sono tratte dal film "Il grande Torino" (Rai)


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