
"Il primo paraninfu
della storia dell'umanità è
stato Dio!"
Con quest’espressione, se vogliamo
un po’ azzardata, Don Pasquale Minnedda,
esordisce ad un certo momento dello spettacolo,
esacerbato dai ripetuti tentativi della
moglie Donna Rosa di dissuaderlo dall’assai
singolare attività cui si presta
per il bene di tutto il paese.
E’ andata in scena al Teatro Don
Bosco di Catania il 17, 18 e 19 febbraio
la commedia vernacolare in tre atti di
Luigi Capuana "’U paraninfu",
rappresentata con il solito brio e il
puntuale entusiasmo dal Gruppo D’Arte
Sicilia Teatro per la regia dello stesso
direttore della compagnia Tino Pasqualino.
Si tratta di un lavoro teatrale poco noto
al pubblico, come accade spesso nell’attività
del gruppo, assai attento ad alternare
sapientemente nel suo cartellone classici
ben rodati ed apprezzati dal pubblico
d’innumerevoli generazioni e piccoli
“gioielli” della nostra produzione
popolare dialettale e non. Così
era già accaduto con la precedente
operazione "Vita di Boheme"
e allo stesso modo, seppure movendosi
all’interno di un genere diverso
e per molti versi antitetico, accade per
questo terzo spettacolo in abbonamento.
Si tratta sotto molti aspetti di una farsa,
ma di una farsa che ha del profondo nella
misura in cui viene letta in una chiave
metaforica che ne fa ritratto divertito
ma allo stesso tempo critico della società
siciliana del tempo in cui è stata
stilata.
Al centro della rappresentazione è
Don Pasquale Minnedda (Franco Fichera),
paraninfu per professione, autore di complicate
macchinazioni matrimoniali, continuamente
in attrito - in fin dei conti bonario
- con la moglie Donna Rosa (una spassosissima
Maria Maugeri). Attorno a lui si muovono
divertenti macchiette con i loro umori,
le loro fissazioni, le loro manie. A cominciare
da Don Angelo Vajana (Filippo Minicapilli)
che passa dal continuo ritornello- lamentela
nei confronti della chiassosa consorte
Donna Paula (Brigida Nicosia) all’altrettanto
assillante disperazione e rimpianto per
la perdita della medesima.
Si alternano così in casa Minnedda,
introdotti dalla risata singolare e contagiosa
dell’ebete serva ‘Ntonia (Silvana
Nassetta), la grintosa cummari Tina (Lidia
Scuderi), l’ansioso Cutugno (Ernesto
Calcagno) e coppie di amici scapoli, i
giovani Alessi (Toni Lo Presti) e Calenna
(Amleto Monteforte) e i meno giovani professor
Barresi (Filippo Russo) e tenente Rossi
(Gaetano Monteforte), coppie di "maschi
liberi" destinate ad essere oggetto
degli arditi tentativi del protagonista
di realizzare unioni assai poco probabili.
Questa volta le “prede” prescelte
sono le sorelle Matamè, Donna Vennira
e Donna Rica (rispettivamente Maria Piana
e Angela Marchese) le quali, a dispetto
dei promettenti nomi, poco si avvicinano
a quel prototipo di donna che si è
soliti considerare “un buon partito”.
Gli scapoloni del paese ne vedranno delle
belle, Don Pasquale finirà addirittura
in casa delle sorelle dove lo attenderà
il servo zu Ninu (Nicola La Rosa), rischierà
la vita, ma alla fine giungerà
il lieto epilogo a mettere a posto ogni
cosa e a ristabilire l’ordine e
la felicità nella vita del borgo
siciliano. Che si chiami Don Pasquale
questa “felicità”?
Che abbia il suo nome questo “ordine”?
Troppo. Sarebbe davvero troppo.
Don Pasquale che alla prima nazionale
della commedia ai Filodrammatici di Milano
ebbe il volto dell’insuperabile
Angelo Musco è, molto più
semplicemente, un’ironica e leggera
parodia dei paraninfi di ogni tempo e
di ogni luogo.
Questo lavoro che, insieme a “Malia”
e a “Lu cavalieri Pedagna”,
è il più noto e rappresentato
testo teatrale del teorico del Verismo,
giornalista e commediografo, con le scenette
di vita quotidiana di cui questo quadro
divertito si compone è un ritratto
realistico ed estroso della vita nella
nostra isola in un tempo poi non troppo
lontano.
Il prossimo spettacolo “Santu Santuzzu”,
testo dialettale di Ernesto Calcagno rielaborato
dalla novella “Il tabernacolo”
di Pirandello, è previsto nella
medesima sede per il 7 aprile in un unico
turno serale e per entrambi i due giorni
successivi, 8 e 9 , in due turni pomeridiano
e serale. Per informazioni e prenotazioni
telefonare allo 095221804 oppure al 3475849355.
Mara Di Maura
10 Marzo 2006