Riportiamo qui appresso di una serie
di incidenti che avrebbero potuto avere più gravi
conseguenze dei quali non è apparsa altra notizia
se non quella da noi pubblicata in data 27 settembre 1989.
14 SETTEMBRE 1989 RAFFINERIA ESSO
L’impianto F.C.C. entra in pericolosa avaria per cui
se ne decideva l’immediata fermata nel rispetto dei
tempi tecnici, ma per motivi "inspiegabili", mentre
si procedeva alla sua fermata, lo stesso cessava improvvisamente
di funzionare.
Secondo voci ufficiose, nei giorni dell’avaria dalle
4 alle 12 tonnellate di catalizzatore usato nell’impianto
(bromo) sono state disperse nell’atmosfera.
18 SETTEMBRE 1989 I.C.A.M. PRIOLO
Ennesimo "fuoriservizio". Visibile a molti Km
di distanza una alta e densa colonna di fumo nero.
Tonnellate di idrocarburi pesanti, aromatici polinucleari,
noti per la loro cancerogenicità, sono stati dispersi
nell’atmosfera.
18 SETTEMBRE 1989 SELM MONTEDISON PRIOLO
Il reattore dell’impianto CR 27 crea problemi di sicurezza
per cui se ne decide il blocco. Viene vietato l’accesso
all’impianto agli operai dell’indotto e lo stesso
impianto per diversi giorni viene tenuto ininterrottamente
sotto controllo dai Vigili del Fuoco.
Alcune settimane prima lo stesso aveva dato segni premonitori
(principio d' incendio).
Questi tre incidenti "non denunciati" neanche
dalla stampa locale sono stati da noi portati a conoscenza
della popolazione tramite due emittenti locali, ma non è
mai arrivata alcuna smentita.
Da notare che negli stessi giorni erano in corso dei lavori
proprio alla base della Porta Spagnola, unica via d' accesso
e d' uscita dal centro storico di Augusta, per cui la circolazione
veicolare procedeva con enorme difficoltà: se si
fosse creata una situazione di pericolo simile a quella
della notte dell’I.C.A.M. stavolta la situazione sarebbe
stata di gran lunga peggiore benché da quella notte
fossero passati "appena" oltre quattro anni.
*** MANCANZA DI NOTIZIE SUGLI INCIDENTI. ***
E' noto a tutti che quando accade un incidente
in un cantiere, in una fabbrica o in un qualsiasi posto
di lavoro (specialmente se ci scappa il morto o il ferito)
vengono subito aperte delle inchieste dalle varie parti
e, spesso, durante queste inchieste vengono alla luce le
responsabilità.
Tali responsabilità, che creano non poco imbarazzo
ai responsabili delle aziende in cui si sono verificati
i fatti, talora arrecano danno all’immagine della
fabbrica, ma, soprattutto, chiamano in causa gli stessi
dirigenti o proprietari di esse.
Da qui nasce la decisione di far apparire la fabbrica come
un luogo di lavoro sicuro, dove l’incidente è
da attribuire a cause fortuite, alla disattenzione dei lavoratori,
alla non osservanza delle norme di sicurezza, ma il proprietario
o il dirigente non ne sono mai la causa.
Poiché l’incidente finisce sempre sulle prime
pagine dei giornali, danneggiando quell’immagine che
si vorrebbe far apparire della fabbrica, capita, allora,
che si cerchi di farlo passare inosservato, di minimizzarlo,
di non denunciarlo (spesso con la complicità degli
stessi infortunati dai quali si cerca il silenzio con un
sostanzioso indennizzo o, talvolta, con la minaccia del
licenziamento).
Nel caso che il lavoratore decidesse di non accettare determinate
condizioni e volesse denunciare il fatto allora scoppierebbe
lo scandalo, ma al coraggioso lavoratore gli altri lavoratori
e gli stessi sindacati non esiterebbero a voltargli le spalle
e scatterebbero immediatamente le ritorsioni: ecco i motivi
per cui, nella zona industriale Augusta - Priolo - Melilli,
gli incidenti non vengono denunciati.
Ma è vero anche, che le stesse industrie oggi sono
più sensibili a determinate problematiche, per cui,
magari subordinandolo alle logiche di produzione e di profitto,
tendono a migliorare e a rendere più sicuri gli impianti
e gli stessi luoghi di lavoro, ma nessuno può escludere
totalmente la possibilità di un incidente o di un
infortunio per cause non attribuibili ad errori umani.
Dalla "non-denuncia" degli incidenti ne potrebbe
derivare un'immagine distorta o non reale della fabbrica,
dando così, (magari con il silenzio consensuale dei
lavoratori) all’esterno, un'altra idea della fabbrica,
quella che i proprietari o i dirigenti vorrebbero.
Non sono stati rari i casi in cui abbiamo assistito a delle
polemiche, anche a mezzo stampa, su incidenti non denunciati
o minimizzati tra operai, sindacato ed aziende.
Siamo alla ricerca di altre TESTIMONIANZE SUGLI
INCIDENTI: segnalateceli
Oltre quelli sopraelencati ricordate qualche incidente
nella nostra zona che ha allarmato la popolazione? Avete
documentazione al riguardo?
E' cambiato qualcosa da allora ad oggi nell’informazione,
nella prevenzione, ....?
Cosa?