Nel 1990, questa località aveva 39.137 abitanti. La distribuzione
dei danni ha evidenziato 3 zone di effetti cui furono attribuiti
da De Rubeis et al. (1)
3 diversi gradi di intensità: il grado attribuito alla
Borgata Nord è VIII; il grado d'intensità attribuito
alla Borgata Sud è VII; il grado d'intensità attribuito
alla Borgata Paradiso è VI-VII.
Questa attribuzione dei danni è sostanzialmente congruente
con il quadro degli effetti emerso dal vaglio dei questionari
macrosismici compiuto dalla camera territoriale della Protezione
Civile (2).
Il terremoto causò danni rilevanti al 60% circa degli edifici
in cemento armato di recente costruzione nel Rione Borgata, dove
furono osservate significative rotazioni del primo e del secondo
impalcato (3).
Danni leggermente meno gravi furono riscontrati nella cosiddetta
"isola" del centro storico, caratterizzata da terreni
più coerenti (4): una prima rilevazione dei danni al patrimonio
artistico segnalò genericamente danni agli edifici del
'700 (5). In un appartamento posto all'ottavo piano di un edificio
del centro storico, furono osservate profonde rigature, lunghe
fino a 90 centimetri, causate dalla forte vibrazione di un letto
sul pavimento in parquet.
Oltre alla Borgata Nord, presentò gravi danni anche la
zona delle case popolari.
La situazione nella zona industriale del complesso petrolchimico
fu definita tranquillizzante.
Il terremoto causò la caduta di 12 bare dai loculi a muro
del cimitero e danni ad alcuni loculi a colombaia e ad alcune
lapidi (6). Furono riscontrati danni alla chiesa madre e ad altre
due chiese; il palazzo comunale e la casa di cura "Villa
Salus" furono chiusi a causa delle lesioni (7).
Non furono segnalati danni al pontile a mare (8). Le strutture
portanti degli edifici resistettero generalmente bene, mentre
in molti edifici fu rilevato il cedimento delle tamponature e
dei rivestimenti. Solo in pochi casi furono rilevati danni strutturali
rilevanti, quali lesioni di taglio nei pilastri della prima elevazione
(9). Furono osservate lesioni da taglio e, in misura minore, da
schiacciamento, nella maggior parte delle murature (10). Furono
rilevati crolli parziali di edifici scadenti, soprattutto con
muratura a sacco, in direzione di Brucoli e Villasmundo (11).
Un sopralluogo effettuato due giorni dopo il terremoto evidenziò
che la scossa aveva danneggiato le strutture soprattutto nei primi
piani, mentre ai piani alti ebbero danni prevalentemente le suppellettili.
Nel centro storico, furono dichiarati parzialmente inagibili:
gli edifici del Municipio, la sede dell'USL 27 e della medicina
di base, l'autoparco comunale. Gli uffici della Pretura furono
chiusi a scopo precauzionale, e circa in metà delle chiese
furono riscontrate lesioni (12).
A tre giorni dalla scossa principale, fu riscontrato che il terremoto
aveva danneggiato il 30% del patrimonio edilizio abitativo e il
50% di quello scolastico (13).
La replica del 16 dicembre causò la morte per infarto di
un'anziana e ulteriori lesioni.
Il carcere, di costruzione recente e provvisto di strutture antisismiche,
resistette bene (14).
Gli edifici pubblici totalmente inagibili furono 22; gli edifici
privati inabitabili furono 368. Le scuole danneggiate furono 19,
delle quali 13 furono dichiarate inagibili: 9 scuole erano nel
Rione Borgata; nel centro storico, furono danneggiate una scuola
media e una scuola elementare. Resistettero invece le scuole medie
"Todaro", di recente costruzione, e la scuola elementare
di via delle Saline. Gli edifici della cittadella degli studi
nella zona sud dell'area nel centro storico detta "isola"
non ebbero danni (15).
Il terremoto causò il ferimento di circa 40 persone (16).
Secondo un'altra fonte giornalistica, ad otto giorni dalla scossa
principale vi furono 65 feriti (17). Rimasero senza tetto 300
famiglie, per un totale di 2.250 persone; la provincia di Siracusa
dispose per questa località uno stanziamento di 1,3 miliardi
(18). Ad otto giorni dalla scossa principale, i senzatetto erano
saliti a 3.000 (19).
_____________________________________________
(1) De Rubeis V., Gasparini C., Maramai A. e Anzidei A.
Il terremoto siciliano del 13 dicembre 1990, in "Contributi
allo studio del terremoto della Sicilia orienta le del 13 dicembre
1990", a cura di E.Boschi e A.Basili, pp.9-44.
Roma 1993
(2) Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera
territoriale della Protezione civile.
Augusta 1991
(3) De Rubeis V., Gasparini C., Maramai A. e Anzidei A.
Il terremoto siciliano del 13 dicembre 1990, in "Contributi
allo studio del terremoto della Sicilia orientale del 13 dicembre
1990", a cura di E.Boschi e A.Basili, pp.9-44.
Roma 1993
Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera territoriale
della Protezione civile.
Augusta 1991
(4) De Rubeis V., Gasparini C., Maramai A. e Anzidei A.
Il terremoto siciliano del 13 dicembre 1990, in "Contributi
allo studio del terremoto della Sicilia orientale del 13 dicembre
1990", a cura di E. Boschi e A. Basili, pp.9-44.
Roma 1993
(5) Segnalazioni di danni al patrimonio Architettonico-Culturale
causati dal terremoto del 13.12.1990, Istituto Nazionale di Geofisica
(inedito).
1991
(6) ANSA, Notiziario italiano, 1990.12.13. Roma 1990
Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera territoriale
della Protezione civile.
Augusta 1991
(7) ANSA, Notiziario italiano, 1990.12.13.
Roma 1990
(8) La Sicilia, 1990.12.13, a.46, n.341.
Catania 1990
(9) Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera
territoriale della Protezione civile.
Augusta 1991
(10) Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera
territoriale della Protezione civile.
Augusta 1991
(11) Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera
territoriale della Protezione civile.
Augusta 1991
(12) La Sicilia, 1990.12.15, a.46, n.343.
Catania 1990
(13) La Sicilia, 1990.12.16, a.46, n.344.
Catania 1990
(14) La Sicilia, 1990.12.17, a.46, n.345.
Catania 1990
(15) La Sicilia, 1990.12.18, a.46, n.346.
Catania 1990
Secolo d'Italia, 1991.01.03.
Roma 1991
(16) La Sicilia, 1990.12.15, a.46, n.343.
Catania 1990
(17) La Sicilia, 1990.12.21, a.46, n.349.
Catania 1990
(18) ANSA, Notiziario italiano, 1990.12.15.
Roma 1990
(19) La Sicilia, 1990.12.21, a.46, n.349.
Catania 1990
Effetti locali sull’ambiente - Augusta
In seguito al terremoto furono osservate fessure nell'asfalto
nel piazzale Fontana, adiacente allo stadio, secondo una prevalente
direzione N-S; nello stesso luogo fu osservata la risalita di
fluidi probabilmente dovuta a processi di liquefazione dei materiali
utilizzati per la bonifica delle antiche saline, mentre, all'interno
dello stadio, si verificò l'affioramento di larghe chiazze
di pirite attraverso la formazione di minuscoli vulcanetti (1).
Alcuni marinai che si trovavano al largo percepirono un'onda anomala
in concomitanza con il terremoto. Alcune persone che si trovavano
all'aperto affermarono di aver osservato fenomeni luminosi e di
aver percepito rombi sotterranei (2). La strada costiera in Contrada
Granatello fu invasa dall'acqua del mare, che poco prima del terremoto
si intorbidò e increspò in modo anomalo. Fu osservato
inoltre un fungo d'acqua che si elevava per un'altezza non precisata
dal mare (3).
(1) De Rubeis V., Gasparini C., Maramai A. e Anzidei A.
Il terremoto siciliano del 13 dicembre 1990, in "Contributi
allo st udio del terremoto della Sicilia orientale del 13 dicembre
1990", a cura di E.Boschi e A.Basili, pp.9-44.
Roma 1993
Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera territoriale
della Protezione civile.
Augusta 1991
(2) De Rubeis V., Gasparini C., Maramai A. e Anzidei A.
Il terremoto siciliano del 13 dicembre 1990, in "Contributi
allo studio del terremoto della Sicilia orientale del 13 dicembre
1990", a cura di E.Boschi e A.Basili, pp.9-44.
Roma 1993
(3) Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera
territoriale della Protezione civile.
Augusta 1991
TERREMOTO DEL 13 DICEMBRE 1990
state of earthquake's review (stato della revisione del terremoto)
Questo terremoto non è elencato nel Catalogo PFG (1985),
per cui la ricerca è stata sviluppata "ex novo".
Sono state utilizzate fonti sismologiche, bibliografia scientifica,
fonti giornalistiche, fonti istituzionali.
È stato utilizzato lo studio monografico di De Rubeis et
al. (1993) (1), pubblicato dall'Istituto Nazionale di Geofisica;
tale studio è basato su un esame comparativo fra i risultati
di un'indagine sul posto, che ha rilevato effetti in 45 comuni
dell'area colpita, e le elaborazioni dei risultati di circa 2.000
risposte al questionario macrosismico dell'ING.
La rete informativa dell'ING, sulla base della quale sono stati
reperiti i dati per questo evento, è basata su un complesso
questionario, che rileva gli effetti sismici sulle persone, gli
oggetti e l'ambiente, costituito da 77 domande, delle quali 39
riguardano gli effetti sulle persone e sugli oggetti, 18 gli effetti
sull'ambiente e 20 gli effetti sugli edifici (sud divisi in tre
gruppi: costruzioni scadenti, medie, ottime). I risultati sintetici
di tale questionario sono confluiti nel "Bollettino Macrosismico
1990" a cura di Gasparini e Vecchi (1993) (2), pubblicato
dall'ING.
Le informazioni contenute in questo studio scientifico sono state
integrate dalle informazioni contenute nello studio di Lo Giudice
e Rasà (1990) (3), un'indagine macrosismica realizzata
dall'Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania, che contiene
una prima valutazione degli effetti sull'ambiente e propone una
spiegazione dei diffusi crolli di edifici in molte località,
e da un documento elaborato dalla Camera territoriale della Protezione
civile (Appunti... 1991) (4), riguardante gli effetti ad Augusta.
La ricerca è stata integrata dal vaglio sistematico dei
dispacci dell'ANSA e dal vaglio di alcune corrispondenze giornalistiche
afferenti a 2 testate. I dispacci dell'agenzia ANSA dal 13 al
15 dicembre 1990 (5) contengono informazioni sintetiche e precise,
sulle quali si sono basati i giornali per le loro prime corrispondenze.
Sono stati inoltre utilizzati gli articoli pubblicati nel quotidiano
"La Sicilia" fra il 13 e il 27 dicembre 1990 e un articolo
pubblicato il 3 gennaio 1991 dal quotidiano "Secolo d'Italia".
Gli articoli tratti dal quotidiano "La Sicilia" sono
corrispondenze redatte da alcuni inviati che raccolsero le informazioni
direttamente nei luoghi dove si ebbero i maggiori danni. Essendo
la testata edita a Catania, sono state reperite informazioni molto
dettagliate riguardo agli effetti in questa città. La corrispondenza
giornalistica pubblicata nel "Secolo d'Italia" è
stata utile ai fini di questa ricerca perché presenta i
dati stilati dalla Protezione civile riguardanti i danni al patrimonio
immobiliare e il numero dei senzatetto nelle tre province colpite
dal terremoto. Sono stati inoltre presi in esame i contributi
scientifici di: Boschi e Basili (1993) (6); Amato et al. (1995)
(7); Dall'Aglio et al. (1995) (8); Di Bona et al. (1995) (9);
Giardini et al. (1995) (10).
Sono stati infine analizzati i provvedimenti legislativi adottati
per la ricostruzione: è stato compiuto un vaglio della
maggior parte della produzione legislativa riguardante questo
evento, dai decreti legge presentati dal governo al dibattito
parlamentare per la conversione in legge dei decreti, al testo
finale della legge di conversione 3 luglio 1991, n.195 (Gazzetta
ufficiale, n.303, 1990; n.154, 1991; Camera dei Deputati 1992;
Senato della Repubblica 1992 (11).
(1) De Rubeis V., Gasparini C., Maramai A. e Anzidei A.
Il terremoto siciliano del 13 dicembre 1990, in "Contributi
allo studio del terremoto della Sicilia orientale del 13 dicembre
1990", a cura di E. Boschi e A. Basili, pp.9-44.
Roma 1993
(2) Gasparini C. e Vecchi M. (a cura di)
Bollettino macrosismico 1990, Istituto Nazionale di Geofisica.
Roma 1991
(3) Lo Giudice E. e Rasà R.
Indagine macrosismica sul terremoto ibleo del 13/12/1990: prime
valutazioni, CNR-Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania
(inedito).
1990
(4) Appunti sugli effetti del terremoto del 13.12.1990, Camera
territoriale della Protezione civile.
Augusta 1991
(5) ANSA, Notiziario italiano, 1990.12.13.
Roma 1990
ANSA, Notiziario italiano, 1990.12.14.
Roma 1990
ANSA, Notiziario italiano, 1990.12.15.
Roma 1990
(6) Boschi E. e Basili A. (a cura di)
Contributi allo studio del terremoto della Sicilia orientale del
13 dicembre 1990.
Roma 1993
(7) Amato A., Azzara R., Basili A., Chiarabba C., Cocco M., Di
Bona M. e Selvaggi G.
Main shock and aftershocks of the December 13, 1990, Eastern Sicily
earthquake, in "Annali di Geofisica", vol.38, pp. 255-266.
Roma 1995
(8) Dall'Aglio M., Quattrocchi F. e Tersigni S.
Geochemical evolution of groundwater of the Iblean Foreland (Southeastern
Sicily) after the December 13, 1990 earthquake (M=5.4), in "Annali
di Geofisica", vol.38, pp.309-329.
Roma 1995
(9) Di Bona M. Cocco M., Rovelli A., Berardi R. e Boschi E.
Analysis of strong-motion data of the 1990 Eastern Sicily earthquake,
in "Annali di Geofisica", vol.38, pp.283-300.
Roma 1995
(10) Giardini D., Palombo B. e Pino N.A.
Long-period modelling of MedNet waveforms for the December 13,
1990 Eastern Sicily earthquake, in "Annali di Geofisica",
vol.38, pp.267-282.
Roma 1995
(11) Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, a.131, n.303
(31 dicembre 1990), Decreto-legge 29 dicembre 1990, n.414, Provvedimenti
in favore delle popolazioni delle province di Siracusa, Catania
e Ragusa colpite dal terremoto nel dicembre 1990 ed altre disposizioni
in favore delle zone colpite da eccezionali avversità atmosferiche
nell'autunno 1990.
Roma 1990
Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, a.132, n.154 (3
luglio 1991), Legge 3 luglio 1991, n.195, Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 3 maggio 1991, n.142, recante
provvedimenti in favore delle popolazioni delle province di Siracusa,
Catania e Ragusa colpite dal terremoto nel dicembre 1990 ed altre
disposizioni in favore delle zone danneggiate da eccezionali avversità
atmosferiche dal giugno 1990 al gennaio 1991.
Roma 1991
Camera dei Deputati, Legislatura X, Atti Parlamentari, Disegni
di legge - Relazioni - Documenti, vol.204, n.5638, Disegno di
legge presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Andreotti)
e dal Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile (Capria)
di concerto col Ministro dell'Interno (Scotti) col Ministro del
Bilancio e della Programmazione Economica (Cirino Pomicino) col
Ministro delle Finanze (Formica) col Ministro del Tesoro (Carli)
col Ministro dei Lavori Pubblici (Prandini) col Ministro dell'Industria,
del Commercio e dell'Artigianato (Bodrato) col Ministro del Lavoro
e della Previdenza Sociale (Donat-Cattin) col Ministro per i Beni
Culturali e Ambientali "ad interim" (Andreotti) col
Ministro del Turismo e dello Spettacolo (Tognoli) e col Ministro
dell'Ambiente (Ruffolo), Conversione in legge del decreto-legge
3 maggio 1991, n.142, recante provvedimenti in favore delle popolazioni
delle province di Siracusa, Catania e Ragusa colpite dal terremoto
nel dicembre 1990 ed altre disposizioni in favore delle zone danneggiate
da eccezionali avversità atmosferiche dal giugno 1990 al
gennaio 1991.
Roma 1992
Camera dei Deputati, Legislatura X, Atti Parlamentari dell'Assemblea,
Discussioni, vol.81, Seduta dell'11 giugno 1991, Discussione del
disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto legge 3 maggio 1991, n.142, recante provvedimenti in favore
delle popolazioni delle province di Siracusa, Catania e Ragusa
colpite dal terremoto nel dicembre 1990 ed altre disposizioni
in favore delle zone danneggiate da eccezionali avversità
atmosferiche dal giugno 1990 al gennaio 1991 (5638).
Roma 1992
Senato della Repubblica, Legislatura X, Atti Interni, Disegni
di legge e relazioni, vol.106, n.2588, Disegno di legge presentato
dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Andreotti) e dal Ministro
per il Coordinamento della Protezione Civile (Lattanzio) di concerto
col Ministro dell'Interno (Scotti) col Ministro del Bilancio e
della Programmazione Economica (Cirino Pomicino) col Ministro
delle Finanze (Formica) col Ministro del Tesoro (Carli) col Ministro
dei Lavori Pubblici (Prandini) col Ministro dell'Industria, del
Commercio e dell'Artigianato (Battaglia) col Ministro del Lavoro
e della Previdenza Sociale (Donat-Cattin) col Minist ro per i
Beni Culturali e Ambientali (Facchiano) e col Ministro del Turismo
e dello Spettacolo (Tognoli) comunicato alla Presidenza il 31
dicembre 1990, Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre
1990, n.414, recante provvedimenti in favore delle popolazioni
delle province di Siracusa, Catania e Ragusa colpite dal terremoto
nel dicembre 1990 ed altre disposizioni in favore delle zone colpite
da eccezionali avversità atmosferiche nell'autunno 1990.
Roma 1992
earthquake of 13 December 1990
effects in the social context (effetti nel contesto sociale)
Alcuni crolli parziali e totali causarono la morte di 12 persone
a Carlentini e il ferimento di circa 300 in varie località.
Inoltre, morirono 6 persone per lo spavento.
Secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio alla Camera
dei Deputati il 3 maggio 1991, i senzatetto furono 14.834.
Questo dato indica una maggiore gravità dell'evento rispetto
ai dati forniti in gennaio dalla Protezione civile, secondo i
quali, nelle province colpite dal terremoto, Catania, Siracusa
e Ragusa, i senzatetto sarebbero stati complessivamente 13.390.
Già questo dato differiva sostanzialmente dalle prime stime,
secondo le quali i senzatetto sarebbero stati 4.720, così
ripartiti: 2.250 ad Augusta (48%); 1.200 a Carlentini (25%); 600
a Melilli (13%); 200 a Francofonte (4%); 170 a Siracusa (3,6%);
150 a Lentini (3,2%); 150 a Noto (3,2%). Anche la stima dei senzatetto
fornita dal quotidiano "La Sicilia" fu inferiore al
dato definitivo: secondo tale testata, in fatti, i senzatetto
sarebbero stati 10.026 in provincia di Siracusa, 762 in provincia
di Catania e 18 in provincia di Ragusa.
Subito dopo il terremoto furono mobilitati nelle province di Catania
e di Siracusa 300 vigili del fuoco dotati di 40 automezzi. Una
tendopoli capace di ospitare fino a 500 persone fu allestita nel
campo sportivo di Carlentini. Fu disposto l'invio nel Siracusano
di due autocolonne militari e di un centinaio di automezzi con
tende per 1400 persone. Furono in totale impiegati 500 uomini
e 130 automezzi, più altri 200, addetti al montaggio dei
prefabbricati, partiti dal centro della protezione civile di Buonfornello.
Furono allertati 1.500 militari dell'unità di pronto impiego
e una decina di elicotteri per unità sanitarie. Furono
inoltre inviati volontari della Croce Rossa. Dal centro della
protezione civile di Buonfornello furono inviati, con 45 automezzi
militari, prefabbricati per una superficie coperta complessiva
di 2.000 mq. A Lentini furono inviate 150 roulottes, ma dalla
sola Carlentini giunsero oltre 1.500 richieste di alloggio. Altri
500 posti letto in tendopoli furono predisposti per l'eventuale
montaggio a 3 km. da Catania. Erano stati inviati nelle zone colpite:
250 automezzi di vario tipo, 20 ambulanze, 20 fotoelettriche,
15 macchine operative.
Il ritardo nei soccorsi (circa 3 ore) fu causato principalmente
dal fatto che le linee telefoniche erano saltate. In una riunione
fra il presidente della Regione Sicilia e i sindaci dei paesi
colpiti, avvenuta a due giorni dal terremoto, fu sottolineato
che le richieste di aiuti pervenute immediatamente dopo la scossa
erano state in gran parte eccessive. Ciò, secondo i sindaci,
era indice di una disorganizzazione nella gestione dell'emergenza,
di cui sarebbero stati responsabili i sindaci stessi. Fu inoltre
evidenziato che i piani di emergenza, da tempo approntati dalla
Protezione civile, non erano stati mai completamente diffusi tra
la popolazione. Secondo l'opinione riportata dalla stampa, nonostante
l'esercito fosse pronto per inviare tende e reparti specializzati,
la Protezione civile non sfruttò tempestivamente tale disponibilità.
Inoltre, i senzatetto preferirono cercare rifugio nei prefabbricati
e nelle scuole riscaldate, lasciando inutilizzate le tende. Il
presidente della Commissione Grandi Rischi sottolineò l'importanza
della programmazione di strutture adeguate alle emergenze sismiche
e la necessità di investimenti preventivi, sia per ridurre
la vulnerabilità, specialmente nelle aree a grande densità
abitativa, sia per ridurre i costi economici e umani che tali
emergenze comportano. Il prefetto Alvaro Gomez y Paloma fu nominato
commissario straordinario per coordinare i soccorsi.
Dopo la scossa principale, la linea ferroviaria Alcantara-Randazzo
fu bloccata dalle ore 3 alle 10:15 locali a causa di lesioni ai
pilastri di alcuni ponti. Fu inoltre chiuso il tratto Taormina-Giarre
dalle ore 4 alle 6:20 locali per consentire un sopralluogo sui
binari. Il collegamento ferroviario fra Augusta e Agnone Bagni
fu interrotto dopo la scossa del 13 dicembre e ripristinato il
giorno dopo.
Il caso di Carlentini presentò alcune difficoltà
di gestione: al momento del terremoto questa località era
amministrata da un commissario regionale da appena 20 giorni.
A 5 giorni dalla scossa principale fu chiesta al governo la dichiarazione
di calamità naturale, richiesta che fu respinta, in quanto
la nuova legge sulla protezione civile conferiva già pieni
poteri operativi al commissario straordinario. Questo rifiuto
suscitò malcontento e proteste da parte delle popolazioni
colpite. La Pretura di Siracusa aprì un'inchiesta su alcuni
crolli sospetti di abitazioni nuove in varie zone della provincia,
per appurare che non vi fossero stati interventi dolosi compiuti
al fine di accedere ai finanziamenti per la ricostruzione.
Il governo regionale siciliano stanziò 500 milioni per
Carlentini; altri 1.700 milioni furono attinti dal capitolo per
le spese impreviste. La provincia di Siracusa stanziò 7
miliardi. Un gruppo di senatori siciliani propose un emendamento
alla legge finanziaria, chiedendo uno stanziamento di 100 miliardi
per i primi interventi. La Comunità Economica Europea mise
a disposizione un fondo in ECU pari a 2 miliardi e 300 milioni
di lire.
La legge 3 luglio 1991, n.195, che convertiva un decreto emanato
il 29 dicembre 1990 e reiterato due volte prima della conversione,
stanziò 150 miliardi di lire a titolo d'integrazione del
fondo della Protezione civile. Grazie a tale rifinanziamento la
Protezione civile poté sostenere, fra l'altro, le spese
necessarie agli interventi d'emergenza nelle province di Siracusa,
Catania e Ragusa. Con la stessa legge furono stanziati 30 miliardi,
per l'avvio di un programma di adeguamento antisismico degli edifici
pubblici della Sicilia orientale definiti "strategici",
e 20 miliardi, per la realizzazione di un sistema di sorveglianza
sismica estesa alla Sicilia orientale, nonché un sistema
di ricerca sui precursori dei terremoti e delle eruzioni e di
sorveglianza sui vulcani attivi in Sicilia.
Con la stessa legge fu assicurata alle popolazioni residenti nei
comuni siracusani di Augusta, Carlentini, Francofonte, Lentini,
Melilli e Noto e nei comuni catanesi di Militello in Val di Catania
e Scordia, la proroga per duecento giorni dei mutui bancari e
ipotecari pubblici e privati, dei vaglia cambiari, delle cambiali
e di ogni altro titolo di credito, nonché la sospensione
per diciotto mesi di ogni provvedimento di rilascio immobiliare.
Secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio alla Camera
dei Deputati il 4 maggio 1991, il Dipartimento della Protezione
civile attivò interventi per una somma totale superiore
a 161 miliardi di lire: questa somma fu prevalentemente utilizzata
per assicurare un alloggio provvisorio ai 14.834 senzatetto.
earthquake of 13 December 1990
elements of the local buildings (elementi degli edifici locali
)
A Carlentini morirono 12 persone sotto le macerie delle loro abitazioni,
e vi furono circa 200 feriti. Il motivo di un così tragico
bilancio è attribuibile alla qualità degli edifici
crollati: i mattoni erano di tufo e non vi erano pilastri (1).
(1) La Sicilia, 1990.12.14, a.46, n.342.
Catania 1990
earthquake of 13 December 1990
social and economic effects (effetti sociali ed economici)
A causa del panico suscitato dalla scossa del 16 dicembre, nel
carcere di Siracusa scoppiò una rivolta dei detenuti. In
seguito alla confusione due reclusi evasero (1). Il carcere era
considerato inadeguato già prima del terremoto. A Lentini
furono danneggiati i magazzini e i capannoni adibiti allo stoccaggio
e alla lavorazione delle arance: ciò creò grande
preoccupazione per il futuro dell'economia di questa località,
strettamente legata alla coltivazione e al commercio degli agrumi.
In seguito alla scossa principale ad Augusta si ebbe l'interruzione
dell'erogazione di energia elettrica nel complesso petrolchimico.
Fu organizzato un incontro fra presidente della regione, direttore
generale del ministero per l'ambiente e i responsabili dell'area
industriale per una puntuale applicazione di tutte le regole di
sicurezza negli impianti, per ridurre lo stoccaggio di prodotti
tossici, per esaminare la criticità delle infrastrutture
esterne (nodi stradali, vie di fuga, presidi sanitari, etc.) e
per garantire la continuità dell'erogazione di energia
elettrica (2). L'attività riprese normalmente cinque giorni
dopo.
(1) La Sicilia, 1990.12.17, a.46, n.345.
Catania 1990
(2) La Sicilia, 1990.12.18, a.46, n.346.
Catania 1990
earthquake of 13 December 1990
institutional and administrative response
(risposta istituzionale ed amministrativa)
La provincia di Siracusa stanziò 7 miliardi, ripartiti
come segue: Carlentini: 1,3 miliardi; Augusta: 1,3 miliardi; Siracusa:
1 miliardo; Noto: 900 milioni; Melilli e Lentini: 400 milioni
ciascuna; Avola: 300 milioni; Francofonte: 200 milioni; Rosolini
e Priolo: 150 milioni ciascuna; Pachino: 160 milioni; Sortino,
Ferla, Floridia, Palazzolo, Solarino: 100; Canicattini Bagni:
80 milioni; Buscemi e Buccheri: 50 milioni ciascuna; Portopalo
e Cassaro: 30 milioni ciascuna.
earthquake of 13 December 1990
major earthquake effects (maggiori effetti del terremoto)
La scossa principale avvenne il 13 dicembre 1990 alle ore 0:24
GMT; seguirono numerose repliche, la più forte delle quali
avvenne il 16 dicembre alle ore 13:50 GMT.
La scossa del 13 dicembre delle ore 0:24 GMT interessò
circa 250 località situate in provincia di Siracusa e di
Catania e fu risentita anche in alcune località situate
in provincia di Reggio di Calabria. I paesi più colpiti
furono erano tutti situati o sulla costa o nell'immediato entroterra
jonico: si tratta di Carlentini, Augusta, Lentini, Melilli, Militello
in Val di Catania, Priolo Gargallo. Furono riscontrati danni leggeri
anche a Mineo, Scordia, Palagonia, Siracusa. Subirono alcuni leggeri
danni anche Caltagirone, Catania e Noto. Furono dichiarati inagibili
6.830 edifici privati, 220 edifici pubblici e 54 scuole, per un
numero complessivo di 7.104 edifici.
Nelle località più gravemente colpite furono rilevate
gravissime carenze edilizie e altrettanto gravi negligenze nella
valutazione delle caratteristiche dei terreni di fondazione. Fu
osservato che le strutture di molti edifici erano fatiscenti e
prive di manutenzione (anche di quella ordinaria), che, soprattutto
nel centro storico di Catania, molti edifici erano stati ristrutturati
al loro interno senza tener conto di criteri statici e antisismici.
Quanto ai terreni di fondazione, fu rilevato che le caratteristiche
di molti di questi avevano esaltato gli effetti del terremoto,
che i sistemi di fondazione erano stati spesso scelti senza tenere
conto dei terreni di imposta.
Ad Augusta, furono rilevati danni gravi nelle nuove strutture
edilizie in cemento armato del Rione "Borgata", edificato
sui terreni prosciugati di vecchie saline; danni più lievi
furono riscontrati nella cosiddetta "isola", caratterizzata
da terreni più coerenti. Gli edifici pubblici totalmente
inagibili furono 22; gli edifici privati inabitabili furono 368.
Le scuole danneggiate furono 19, delle quali 13 furono dichiarate
inagibili. A tre giorni dalla scossa principale, fu riscontrato
che ad Augusta era stato danneggiato il 30% del patrimonio edilizio
abitativo e il 50% di quello scolastico.
A Carlentini furono complessivamente danneggiati 1.595 edifici:
16 edifici pubblici, 4 scuole e 1.575 edifici privati; i danni
più gravi furono riscontrati nelle aree in pendio, a nord
e a sud dell'abitato.
A Lentini la sede della caserma dei Carabinieri fu giudicata inagibile;
furono riscontrati danni alla stazione ferroviaria, ai magazzini
e ai capannoni adibiti allo stoccaggio e alla lavorazione degli
agrumi. Le abitazioni danneggiate nella "Zona 167" erano
abitate da 36 famiglie; vi furono oltre 200 ordinanze di sgombero.
Secondo una perizia effettuata all'inizio di gennaio dalla Protezione
civile furono complessivamente danneggiati 579 edifici: 15 edifici
pubblici, 550 edifici privati e 14 scuole.
A Melilli il terremoto rese inagibili le scuole, il Municipio,
alcuni edifici comunali, metà della caserma dei Carabinieri,
il convento dei frati Cappuccini, le chiese barocche; il centro
storico fu chiuso.
A Militello in Val di Catania il terremoto causò danni
soltanto negli edifici più vecchi del centro storico. Le
case inabitabili furono 80. L'ala settentrionale del Municipio
fu dichiarata inagibile. Su 20 chiese, 7 furono giudicate inagibili:
la chiesa di S.Nicola, fatta eccezione del transetto; la Madonna
della Stella (totalmente inagibile); S. Sebastiano; S. Giovanni;
S. Agata; S. Francesco di Paola e la chiesa dell'ex convento dei
Cappuccini. La facciata della chiesa del Circolo fu giudicata
pericolante; i resti del convento di S. Leonardo furono giudicati
da demolire. Nei quartieri bassi, furono seriamente danneggiati
Palazzo Maiorana, la torre del castello Barresi, Palazzo dei Re
Burdone e Palazzo Niceforo.
In numerose località subirono gravi danni le strutture
architettoniche delle chiese. In larga parte della Sicilia sud-orientale,
in particolare a Catania e a Noto, sono presenti edifici ecclesiastici
di tipologia barocca, ricca di elementi decorativi non strutturali
come stucchi, cornicioni sporgenti, balconi, elementi d'angolo,
etc.: tali elementi fragili e dalla stabilità assai critica
rivelarono una grande vulnerabilità.
La replica del 16 dicembre delle ore 13:50 GMT, localizzata approssimativamente
nella stessa area della scossa principale, aggravò i danni
causati dalla scossa del giorno 13: furono rilevati crolli di
cornicioni, crolli in abitazioni già danneggiate dalla
scossa principale, lesioni.
earthquake of 13 December 1990
effects on the environment (effetti sull'ambiente)
Fu osservata la riattivazione di una frana a Palagonia; a Brucoli
e ad Ispica furono rilevati alcuni piccoli movimenti franosi e
sporadiche cadute di massi.
Ad Augusta si aprirono fessure nell'asfalto e furono rilevati
fenomeni di liquefazione nel terreno e di affioramento di larghe
chiazze di pirite attraverso minuscoli vulcanetti. Al largo di
Augusta fu osservata un'anomalia nel moto ondoso del mare e l'elevazione
di un fungo d'acqua. Una strada costiera della contrada Granatello
fu invasa dall'acqua.
Al largo di Agnone furono osservate frane sottomarine di rilevanti
proporzioni, e fu rilevato il cambiamento del fondale sottomarino.
Verosimilmente subì un cambiamento del fondale sottomarino
anche il tratto di piattaforma continentale prospiciente Brucoli,
nel cui canale fu osservata la riattivazione di una sorgente di
acqua sulfurea da decenni inattiva. Al largo di Catania furono
rilevate frane sottomarine di piccole proporzioni.
earthquake of 13 December 1990
sequence of the earthquake (sequenza del terremoto)
La scossa principale avvenne il 13 dicembre 1990 alle ore 0:24
GMT. Essa fu seguita da una replica di minore entità alle
ore 0:33 GMT e, nei giorni seguenti, da altre due repliche: la
prima, leggera, fu registrata il 15 dicembre alle ore 2:34 GMT;
la seconda, di forte intensità, avvenne il 16 dicembre
alle ore 13:50 GMT. Dopo queste repliche, l'attività sismica
diminuì progressivamente, anche a livello strumentale,
nel corso di pochi giorni.