Questa
nuova voce sul web potrebbe dare “fastidio”
ad alcuni visitatori, mentre sicuramente susciterà
“apprezzamenti” in altri.
Il sito trasferisce su internet parte di una pubblicazione
del 1992 “IL TERREMOTO DEI SILENZI”, scritto
in risposta alla pag. 14 del libro “Il terremoto
di S. Lucia” scritto dal Commissario Governativo
per le zone terremotate Alvaro Gomez y Paloma.
È probabile che qualcuno, dopo aver visionato le
prime pagine, cercherà di uscire ritenendolo “non-interessante”
o magari espressione di una “cultura anti-industriale”.
Tuttavia questo sito rimane e rimarrà l’unica
voce che dirà come sono andate effettivamente le
cose prima, durante e dopo quel dicembre 1990.
Se qualcuno conoscesse “altre verità”
su questa vicenda per smentire o confermare quanto asserito
in questo sito, può liberamente partecipare al
“FORUM” di prossima attivazione e intanto
scrivere al nostro indirizzo di posta elettronica.
Purtroppo dobbiamo prendere atto che il terremoto del
1990 è sparito dalla memoria e dalla coscienza
dell’Italia e degli Italiani, quasi che il sisma
del 1990 non avesse colpito un pezzo di “terra italiana”.
Dopo gli ultimi eventi sismici del 2002 é stato
addirittura “cancellato” perfino dagli elenchi
dei terremoti italiani (così come è difficile
trovare notizie di quello del 1848).
Ancora più grave è il fatto che gli stessi
Augustani lo abbiano coperto di oblio mentre le ferite
materiali e morali quel 13 dicembre sono ancora aperte
e ben visibili.
Il “piccolo” terremoto del dicembre 1990 -
con 17 morti e 15.000 senzatetto, fu avvertito in tutta
l’isola, interessò anche Malta e la Calabria,
provocò un’onda anomala di cui poco si è
parlato, tenne svegli e fuori di casa, per alcune notti,
almeno due milioni di siciliani, mise in crisi la legge
finanziaria del 1991, fece ottenere sovvenzioni a terremotati
- e non - delle province di Siracusa, Catania, e Ragusa,
ma costrinse i terremotati anche ad erigere, fino all’ottobre
1991, le barricate su porto, strade e ferrovia.
Nonostante ciò il terremoto del 1990 rimase un
terremoto di serie “B” (….. o “Z”?)
tant’è che questo sisma non ha mai avuto
il riconoscimento (=la dichiarazione dello stato di calamità
naturale).
Il promotore di questo sito ha cercato, ancor prima del
1990, di infrangere il tabu che grava su Augusta e dintorni,
ma ha dovuto confrontarsi e con l’indifferenza degli
Augustani e con gli interessi di chi (imprenditori, politici
e amministratori) intende continuare sfruttare Augusta
per il proprio tornaconto economico e politico.
Ormai
è noto e ampiamente documentato che Augusta e dintorni,
senza alcuna contropartita, pagano un prezzo altissimo
al cosiddetto “progresso” ed al “benessere
della nazione” e appare, altresì, evidente
anche il fatto che il ricatto occupazionale ha soggiogato
nel corpo e nello spirito gli abitanti del cosiddetto
“triangolo della morte” AUGUSTA-PRIOLO-MELILLI.
Affido questo sito, come una sorta di S.O.S. in bottiglia,
al mare di Internet, come una “voce di chi non ha
voce” nella speranza che, quando sarà raccolto,
non sia troppo tardi e per evitare che, anche dopo la
prossima catastrofe che potrebbe colpire Augusta, nessuno
possa dire “…Ma io non sapevo”.
Purtroppo, prima, durante e dopo il terremoto, tanti,
a tutti i livelli, sapevano, tacevano ed anche mentivano;
e dopo il terremoto del 1990 hanno continuato a mentire
anche alla loro coscienza.
Poi, dopo la disgrazia, come di consueto, sono cominciate
le speculazioni e lo sciacallaggio sulla ricostruzione….….
ed io ne so qualcosa, benché siano trascorsi appena
…. poco più di dodici anni.
Nel frattempo, l’Italia ha dovuto fare i conti con
altre calamità, ma per tutti c’è stata
solidarietà, tranne che per i terremotati siciliani
del 1990.
Per i terremotati del 1990 non sono esistite “partite
del cuore”, sottoscrizioni di quotidiani e di tv,
una tantum, ritocchi del prezzo della benzina, ecc., anzi
ci fu subito il tentativo di evitare che l’area
colpita dal sisma si “espandesse” troppo e
la fretta di quantificare i danni (ma solo quelli apparenti).
I telegiornali nazionali dell’epoca, (nessuna edizione
straordinaria!) già, dopo il primo giorno, avevano
relegato “in fondo” la notizia del sisma siciliano,
e … con il cronometro alla mano. Per gli altri,
invece anche le “overdose” di informazione
e, perfino le repliche, quasi che la sofferenza fosse
oggetto di “audience”.
Ma chi oserebbe parlare oggi di emergenza dopo 12 anni?
L’emergenza purtroppo c’è ancora, ma
chi la dovrebbe vedere non la vede, e c’è
ancora anche chi la subisce.
Se ancor oggi, dodici anni e un mese dopo il sisma si
parla di ricostruzione vuol dire che l’emergenza
continua. Tanto i terremotati non sono i tecnici ed i
burocrati che gestiscono la ricostruzione nella tranquillità
dei loro studi o uffici. Cosa importa loro del disagio
o della sofferenza degli altri?
Resta una profonda amarezza nel cuore, quando ad altri
si promettono ricostruzioni “rapide” (=Umbria)
o “ricostruzioni lampo” (=Molise), mentre
qui (in alcuni casi) dodici anni si sono persi solo per
l’“ordinaria follia burocratica” che
impedisce la ricostruzione.
Anche se chi sta al potere non vuole ammetterlo, non si
può negare l’evidenza:
LE CALAMITA’ NON SONO UGUALI PER TUTTI o almeno,
NON LO SONO LE LEGGI SULLE RICOSTRUZIONI.
Su questo sito troverete, non solo, quell’informazione
che fu data, ma quella che non fu data, ma questa informazione,
se la volete, dovete prendervela: tanto è gratis.
Da oggi, quindi, nel mare di internet galleggia una bottiglia
con un messaggio:
www.terremotodeisilenzi.it
Saranno sicuramente tanti a vederla, ma riusciranno poi
a prenderla per leggerne il messaggio, magari solo per
curiosità?
In via sperimentale questo sito sarà aperto per
un anno: poi, in base al risultato, si deciderà,
se riconfermarlo o meno.
Il sito non è ancora completo in ogni sua parte
ma pian piano, con un po’ di fatica e di pazienza,
sarà aggiornato e completato. Saranno gradite non
solo le visite, ma anche l’invio di materiale documentativi
e divulgativo (fotografie, segnalazioni, vicende, articoli,
libri, contributi di ogni genere, lettere, e quant’altro
potesse essere utile a “rompere il silenzio”
su Augusta.
Senza nessuna pretesa, questo sito, potrebbe essere una
sorta di “giornale di collegamento” dell’ALTRA
AUGUSTA e diventare un servizio alla “Verità”,
anche se scomoda.
Augusta, 11 gennaio 2003
DON PALMIRO PRISUTTO