Il terremoto che il 13 dicembre 1990 ha colpito
la Sicilia orientale ed in modo particolare Augusta, Melilli e
Carlentini, era un evento «previsto ed atteso».
Più volte, negli anni precedenti, gli scienziati avevano dato
l' allarme; purtroppo, questo allarme non è stato mai preso in
seria considerazione dalle Autorità competenti, le quali si sono
augurate solamente che tale evento non accadesse mai. Purtroppo
il terremoto è arrivato, ma, per fortuna, con un bilancio meno
tragico del previsto. Le Autorità competenti, pur di fronte all'
emergenza provocata dall'evento hanno continuato a mostrare la
loro impreparazione ed incapacità, specialmente in merito alla
prevenzione. A dimostrazione di quanto affermato, nelle pagine
che seguono, riportiamo, anno per anno, i pezzi più salienti (articoli
di stampa, interventi, interviste, testi di trasmissioni televisive
e dichiarazioni varie rilasciate dagli scienziati) in riferimento
al rischio sismico ed alle possibili catastrofiche conseguenze
nella zona AUGUSTA-PRIOLO-MELILLI.
1986
..."In questo luogo deserto, dove la
natura è selvaggia e non si vede neppure una casa, abita
la sirena Lighea che si bagna nel mar color pavone".
Così lo scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa
descriveva il tratto di costa compreso tra Augusta, Priolo e Siracusa.
Da allora qualcosa è cambiato: i 15 chilometri di litorale
che incantarono l' autore del Gattopardo ospitano oggi la più
grande concentrazione industriale petrolchimica d' Italia.
Dagli anni '50 agli anni '80 sulla costa, al posto delle sirene,
sono spuntate 220 canne fumarie e centinaia di stabilimenti. Fra
questi "SETTE INDUSTRIE AD ALTO RISCHIO" in base al
censimento del Ministero della Sanità, SITUATE IN UNA DELLE
ZONE PIU' SISMICHE D' EUROPA.
1988
..."Perché questa è una zona particolarmente
sensibile a tutti i tipi di rischi che noi conosciamo: al rischio
SISMICO, al rischio CHIMICO-INDUSTRIALE, al rischio BELLICO, perché
siamo anche circondati da insediamenti della NATO, vale a dire
ci troviamo in una delle zone più calde, a mio avviso,
dell' Italia, dove non c' è nessuna attenzione né
da parte della Regione né da parte del Governo centrale"...
(Pippo Gianni Sindaco di Priolo)
Da RAIDUE TG2 Dossier "L' Italia a rischio"
del 1 luglio 1986
"... ma c' è di peggio: l' industrializzazione
selvaggia degli anni '50 ha concentrato quest'incredibile serie
di impianti in una zona considerata dai geologi particolarmente
esposta al rischio sismico. Secondo gli esperti, la probabilità
di un terremoto è molto alta e le conseguenze sarebbero
catastrofiche...".
Da RAITRE-VERDEAZZURRO "EVACUATE, SE POTETE..."
marzo 1988.