VOCI NEL VENTO,
e sei protagonista anche tu!
di Rudy Caparrini
Fra
le molte istituzioni che hanno concesso il patrocinio
al progetto Voci nel vento vi è
anche Uisp (Unione italiana sport per
tutti), associazione operante da molti anni in ambito
sportivo che vanta oltre un milione di iscritti. Nell’ambito
di Voci nel Vento, il compito di Uisp è quello
di organizzare incontri ed eventi nei vari porti dove
il veliero farà delle soste.
Per conoscere le ragioni che hanno indotto tale ente
a patrocinare Voci nel vento abbiamo incontrato Filippo
Fossati, fiorentino, 45 anni, presidente nazionale di
Uisp dal luglio 2005.
Cosa ha indotto Uisp a patrocinare Voci nel
vento?
“Il fine principale di Uisp è quello di
diffondere e valorizzare un’idea particolare,
un modo di concepire lo sport che si differenzi da quello
d’élite. La proposta formulata da Voci
nel Vento è in piena sintonia con la nostra filosofia,
poiché mira a coinvolgere nell’attività
sportiva soggetti che avrebbero difficoltà a
frequentare sport basati sulla prestazione. Uisp ha
aderito con entusiasmo a Voci nel Vento, giacché
condivide i valori che stanno alla base di questo progetto.
Inoltre, tengo a sottolineare che Uisp non nutre gelosia
nei confronti di nessuno. Lavorare insieme ad un altro
soggetto impegnato nel sociale, su un progetto da questi
ideato, rappresenta per noi un motivo ulteriore di soddisfazione”.
Uisp mira a facilitare tutti ad avere accesso
allo sport, quindi soprattutto ai disabili. Cosa si
attende dalla partecipazione a Voci nel Vento?
"Sportpertutti, che scriviamo e pronunciamo come
una parola unica, è il motto ispiratore della
Uisp, la ragione stessa dell’esistenza dell’associazione.
Uisp vuole costruire un modello di sport che ponga al
centro la persona, privilegiando le doti umane rispetto
alle qualità fisiche, dominanti negli sport da
prestazione. Partecipando a Voci nel vento, Uisp potrà
avere nuove occasioni per rendere visibile il messaggio
che l’associazione intende diffondere".
Il fine di Voci nel vento è rendere il
disabile partecipe e protagonista. Quanto può
incidere lo sport nell’emancipazione di un disabile?
"Lo sport è un grande veicolo per
l’emancipazione dei disabili e più in generale
per tutte le categorie deboli, soggette sovente ad esclusione.
Abbiamo avuto esperienze gratificanti organizzando attività
sportive, oltre che per i disabili, anche per i detenuti,
gli immigrati, gli anziani. Lo sport è un mezzo
straordinario per rendere il disabile partecipe e farlo
divenire un soggetto attivo, secondo la filosofia che
anima l‘iniziativa Voci nel vento".
Uisp e Vento Sociale, il network che ha promosso
Voci nel vento, da molti anni stanno operando nel campo
della “velaterapia”. Crede che unendo le
forze si possa conferire forza a questo tipo di terapia,
che in Italia non è troppo sfruttata?
"Agire in sinergia permetterà di ottenere
risultati importanti. La Uisp ha già attivato
alcune iniziative nell’ambito della “velaterapia”
sulla costa della Toscana, rivolte a persone che soffrono
di un disagio di natura psichica. I risultati paiono
positivi. La vela offre un’esperienza formativa
di alto valore, poiché si tratta di uno sport
che richiede grande applicazione nell’esecuzione
delle varie mansioni. L’intero equipaggio deve
partecipare in modo attivo e responsabile, ciascuno
è chiamato a fornire un contributo utile per
la gestione della barca. La navigazione è un’esperienza
impegnativa, quindi di alto valore formativo per chiunque".
Voci nel Vento è un’iniziativa
particolare, di natura innovativa. Crede che questa
formula anomala possa incontrare il favore del pubblico?
"Penso proprio di sì. Voci nel Vento ha
tutte le caratteristiche necessarie per riscuotere un
consenso ampio. Questo progetto potrà mostrare
al pubblico una dimensione diversa del mondo della vela,
che molto spesso viene presentato come un elemento di
élite, un circolo chiuso riservato solo ai ceti
abbienti e quindi causa di esclusione. Voci nel vento,
invece, intende utilizzare la vela come strumento idoneo
per l’inclusione di categorie deboli. Di ciò
ne trarrà beneficio l’intero ambiente legato
allo sport della vela. Il progetto, inoltre, si presenta
ben articolato, poiché coinvolge molte realtà
che da tempo operano nell’ambito del sociale.
Sono certo che questi soggetti saranno capaci di lavorare
insieme, per il perseguimento di un fine comune. Sono
quindi ottimista per la buona riuscita di Voci nel vento".
Rudy Caparrini