Per
la prima data del suo tour italiano
Paul
Jeffrey ha regalato al pubblico
del Teatro Italia di Scicli un concerto
intenso, vibrante, straordinario. È
sempre piacevole ascoltare un musicista
che sa mettere la tecnica al servizio
del brano, dando il giusto spazio alle
melodie e misurando gli assoli. Se questo
musicista, poi, è una figura leggendaria
del jazz come il grande Paul Jeffrey,
il piacere si trasforma in godimento puro.
Al suo fianco, per un’ora
e mezzo di musica senza interruzioni,
una sezione ritmica di primissimo livello:
Mimmo Cafiero alla batteria
e
Nello Toscano al contrabbasso;
a completare il quartetto un prodigioso
Dino Rubino al pianoforte.
Particolarmente convincente
è stata l'esibizione di Paul Jeffrey
(classe '33), ancora brillante e possente
al sax tenore nonché dotato di
una superba articolazione del fraseggio.
L'originalità della sua proposta
va individuata in una precisa scelta interpretativa,
che si concentra sull'esplorazione di
modalità esecutive molto libere,
dalla struttura aperta. Ne è disceso
un percorso sonoro di grande impatto emotivo
ed espressivo, che ha avuto gli episodi
più felici nella rilettura di
Thelonius
Monk e
Joe Henderson;
il brano più intenso “blue
& sentimental” il cui carattere
fortemente melodico ha regalato emozioni
intense ed indimenticabili.
Meravigliosa
la performance di Cafiero, il più
applaudito negli ampi spazi solistici
che Jeffrey ha accordato ai compagni.
La lucidità dei percorsi musicali,
l'incredibile virtuosismo, le trovate
improvvise, lo rendono, a nostro parere,
tra i migliori batteristi in Italia. I
suoi assoli sono un sublime compromesso
tra tecnica e musicalità, nel corso
dei quali Cafiero riesce ad inserire i
più arditi approcci allo strumento.
Un enorme talento, una vera forza della
natura. Il suo carattere scherzoso e ironico
ha reso la serata ancora più gradevole,
soprattutto nel momento in cui ha presentato
gli altri musicisti storpiandone la provenienza.
Deliziosi i momenti
di solo piano del giovane Dino Rubino,
con lunghe frasi sinuose. Nell'ascoltarlo
non si è catturati dal volume,
quanto, piuttosto, dalla capacità
di riempire gli scenari musicali con la
sola voce dei tasti. Riconoscibile per
un tocco morbido, vellutato, ma che sa
essere anche ispido, pungente, i suoi
suoni sono essenziali, i toni soffusi,
evocativi, tipici di un jazz fatto di
dettagli, di sfumature, di particolari.
Un talento tutto siciliano che sta emergendo
con grande personalità. Superba
e di gran classe anche la prestazione
di Nello Toscano, un contrabbassista dal
suono pulito e dal fraseggio limpido ed
elegante.
Un mazzo di rose rosse
è il gentile omaggio che La Compagnia
del Mediterraneo ha voluto fare a Paul
Jeffrey prima che un vero e proprio tripudio
costringesse lui e il suo trio a rientrare
sul palco per concedere ancora un ultimo
brano. L’applauso di congedo sembrava
quasi un affettuoso invito a ritornare
a Scicli.
Sergio Bonuomo
31 maggio 2005