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AUGUSTA = SEVESO DI SICILIA

 

Don Palmiro Prisutto

PAROLE DI DON PALMIRO PRISUTTO


3 FEBBRAIO 2005

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana

I RIFIUTI DEVONO ESSERE SMALTITI DOVE SONO STATI PRODOTTI ..

Egregio Presidente,

sono più o meno queste le parole riportate dagli organi di informazione del discorso da lei tenuto a Salerno appena ieri.
Più o meno sono anche le stesse parole che disse il Sindaco di Augusta nei primi giorni del settembre 1988 quando la KARIN B, la DEEP SEA CARRIER e le altre cosiddette "navi dei veleni" riportavano in Italia i rifiuti tossici e nocivi, prodotti dalle industrie del nord Italia, ma esportati più comodamente in Nigeria, in Romania, Turchia e Libano, nel "sud" del mondo.
Allora si era scelto anche Augusta, nel sud Italia, come uno dei possibili porti di attracco di qualcuna di queste navi, ma come lei sicuramente ricorderà, nessun porto italiano volle accogliere quelle navi, tranne la sua Livorno (con la promessa di venti miliardi di lire per ogni nave accettata).
Quella vicenda fu una delle pagine più vergognose della repubblica.
Mi ricordo anche, che in quella vicenda, un solerte servitore di questa repubblica (probabilmente manovrato dall'alto), trovò perfino il modo di mandare davanti al giudice il sottoscritto con l'accusa di aver turbato l'ordine pubblico ad Augusta, un processo che ha fatto onore a chi si batteva per la tutela della salute e dell'ambiente in un territorio devastato impunemente dagli "stabilimenti del progresso".
Il 2 ottobre 1988 per la questione ambientale di Augusta scrissi ad un suo predecessore, Francesco Cossiga (risposta Segreteria Quirinale del 24 novembre 1988 racc. n. 3189).
Nel maggio 1988 avevo scritto anche ad altre istituzioni (prefetto di Siracusa, ministero dell'ambiente, della sanità e della protezione civile) chiedendo "vere informazioni" sulla situazione igienico-sanitaria ed ambientale di Augusta, senza ottenere risposta. Oggi le stesse lettere si potrebbero spedire in fotocopia senza che abbiano perso nulla del loro valore, anzi, qualcuno direbbe che la situazione è solo peggiorata.
In "verità" una risposta arrivò: pervenne il 30 novembre 1990. Un decreto del Ministro per l'ambiente dichiarava AUGUSTA - PRIOLO - MELILLI AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE con almeno 12 anni di ritardo dall'allarme. Quindi ci aspettavamo l'inizio del risanamento ... che ancora aspettiamo .. E che sarà fatto ancora una volta dagli inquinati e non da hi ha inquinato.
Ci arrivò anche un'altra risposta due settimane più tardi: il terremoto del 13 dicembre 1990, il terremoto che ha scavato un solco profondo tra due Italie.
Ho sentito vari ministri dell'ambiente dire che: "CHI INQUINA PAGA"[;] ma qui è successo dell'altro: CHI HA INQUINATO CONTINUA A GUADAGNARE MENTRE GLI INQUINATI DEVONO CONTINUARE A SUBIRE E A PAGARE.
Non si tratta solo di soldi (perché la bonifica del territorio sarà a spese dello stato, cioè di noi, - quando ci sarà - si tratta di un costo umano inaccettabile in un paese che dice di essere "civile".
Nel triangolo ormai definito della "morte", AUGUSTA-PRIOLO-MELILLI, da almeno vent'anni, il cancro ne uccide uno su tre; i bambini continuano a nascere malati in numero e percentuale sempre maggiore; nel mare avvelenato dal mercurio e da una infinità di metalli pesanti ed idrocarburi si continua a pescare per disperazione pesce che non si dovrebbe mangiare; sui terreni contaminati dalle scorie industriali si continua a coltivare; la falda è stata contaminata dagli idrocarburi; l'aria è sempre più spesso irrespirabile, il mare non è più balenabile, ... e, notizie di questi giorni, il mercurio ce lo troviamo perfino nei capelli, come la diossina nel latte materno oltre che nei terreni.

Egregio presidente,
lei "va predicando" che i rifiuti devono essere smaltiti dove vengono prodotti ...: non vorrei utilizzare una frase fatta, ma è la verità: OLTRE IL DANNO LA BEFFA.
Sono d'accordo con lei solo in parte: perché un altro presidente, quello della Regione siciliana ha deciso che i rifiuti delle province di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna debbono essere smaltiti (=inceneriti) non dove sono stati prodotti, ma ad Augusta, area ad elevato rischio di crisi ambientale per la presenza di "soli" 13 grandi impianti chimici ed affini. Ma lei ha parlato all'Italia, all'Italia intera, oppure la Sicilia non fa parte dell'Italia? Il mio sospetto è legittimo. Anche se tutti smentiscono, in realtà, Augusta è destinata ad essere la pattumiera di tutti ed anche la "cavia del progresso".
Non sono d'accordo con lei quando dice che i rifiuti vanno smaltiti dove vengono prodotti:
dalle raffinerie e dalle centrali elettriche di Augusta-Priolo-Melilli per soddisfare la sete di carburanti e di energia dell'intera Italia vengono prodotti 173.000 tonnellate all'anno di rifiuti tossici e nocivi (che non sappiamo come e dove vengono smaltiti). Il caso dell'Enichem e del mercurio scaricato nei tombini, insegna a diffidare. Dopo quasi vent'anni ho sentito riparlare di "piattaforma polifunzionale", vale a dire che le aziende del polo petrolchimico realizzeranno una mega discarica con altro inceneritore per rifiuti tossici e nocivi. E così andremo avanti con un terzo inceneritore in un ambiente già duramente provato che aspetta ancora la "bonifica".
Mi auguro che la "bonifica" non sia come quella di Marina di Melilli, dove gli unici ad essere "bonificati" furono gli abitanti che videro radere al suolo dalle ruspe le loro case e dovettero trasferirsi altrove per "fare spazio" all'ennesima raffineria presentataci come "altri posti di lavoro".
Ha mai pensato di venire di persona a parlare di ecologia in questa parte dell'Italia oppure ha paura anche lei? O forse questa regione non è Italia? Oppure gli abitanti ed i lavoratori di Augusta-Priolo ecc., sono meno della carne da macello?
Incidenti sul lavoro, cancro, inquinamento, ecc., in questa terra stanno creando un olocausto silenzioso. Per queste vittime non un minuto di silenzio, ma ben cinquanta anni di silenzi e di silenzio. E non mi sorprenderebbe che anche questa lettera rimanesse senza risposta.
Spero che dalla televisione nazionale lei ascolti la parte finale di una mia recentissima intervista:
"chi inquina uccide; chi fa morire d'inquinamento commette reato; .. l'art. 32 della costituzione in questa parte d'Italia non è assolutamente rispettato.
E' vero che su questa mia terra vige il ricatto occupazionale, è accertato l'alto tasso di inquinamento, ma esistono anche persone che il cervello non se lo sono ancora fatto inquinare e che di fronte al ricatto non si vogliono piegare.
Augusta, Priolo e Melilli si trovano nella Sicilia sud-orientale a metà strada tra Catania e Siracusa.
Quanto a me, e dove trovarmi, per una improbabile risposta, non le dovrebbe essere difficile rintracciarmi.
Distinti saluti.
Augusta, 3 febbraio 2005
Sac. Prisutto Palmiro

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