| Egregio
Presidente,
sono più o meno queste le parole riportate dagli
organi di informazione del discorso da lei tenuto a Salerno
appena ieri.
Più o meno sono anche le stesse parole che disse
il Sindaco di Augusta nei primi giorni del settembre 1988
quando la KARIN B, la DEEP SEA CARRIER e le altre cosiddette
"navi dei veleni" riportavano in Italia i rifiuti
tossici e nocivi, prodotti dalle industrie del nord Italia,
ma esportati più comodamente in Nigeria, in Romania,
Turchia e Libano, nel "sud" del mondo.
Allora si era scelto anche Augusta, nel sud Italia, come
uno dei possibili porti di attracco di qualcuna di queste
navi, ma come lei sicuramente ricorderà, nessun porto
italiano volle accogliere quelle navi, tranne la sua Livorno
(con la promessa di venti miliardi di lire per ogni nave
accettata).
Quella vicenda fu una delle pagine più vergognose
della repubblica.
Mi ricordo anche, che in quella vicenda, un solerte servitore
di questa repubblica (probabilmente manovrato dall'alto),
trovò perfino il modo di mandare davanti al giudice
il sottoscritto con l'accusa di aver turbato l'ordine pubblico
ad Augusta, un processo che ha fatto onore a chi si batteva
per la tutela della salute e dell'ambiente in un territorio
devastato impunemente dagli "stabilimenti del progresso".
Il 2 ottobre 1988 per la questione ambientale di Augusta
scrissi ad un suo predecessore, Francesco Cossiga (risposta
Segreteria Quirinale del 24 novembre 1988 racc. n. 3189).
Nel maggio 1988 avevo scritto anche ad altre istituzioni
(prefetto di Siracusa, ministero dell'ambiente, della sanità
e della protezione civile) chiedendo "vere informazioni"
sulla situazione igienico-sanitaria ed ambientale di Augusta,
senza ottenere risposta. Oggi le stesse lettere si potrebbero
spedire in fotocopia senza che abbiano perso nulla del loro
valore, anzi, qualcuno direbbe che la situazione è
solo peggiorata.
In "verità" una risposta arrivò:
pervenne il 30 novembre 1990. Un decreto del Ministro per
l'ambiente dichiarava AUGUSTA - PRIOLO - MELILLI
AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE con
almeno 12 anni di ritardo dall'allarme. Quindi ci aspettavamo
l'inizio del risanamento ... che ancora aspettiamo .. E
che sarà fatto ancora una volta dagli inquinati e
non da hi ha inquinato.
Ci arrivò anche un'altra risposta due settimane più
tardi: il terremoto del 13 dicembre 1990, il terremoto che
ha scavato un solco profondo tra due Italie.
Ho sentito vari ministri dell'ambiente dire che: "CHI
INQUINA PAGA"[;] ma qui è successo dell'altro:
CHI HA INQUINATO CONTINUA A GUADAGNARE MENTRE GLI
INQUINATI DEVONO CONTINUARE A SUBIRE E A PAGARE.
Non si tratta solo di soldi (perché la bonifica
del territorio sarà a spese dello stato, cioè
di noi, - quando ci sarà - si tratta di un costo
umano inaccettabile in un paese che dice di essere "civile".
Nel triangolo ormai definito della "morte", AUGUSTA-PRIOLO-MELILLI,
da almeno vent'anni, il cancro ne uccide uno su tre; i bambini
continuano a nascere malati in numero e percentuale sempre
maggiore; nel mare avvelenato dal mercurio e da una infinità
di metalli pesanti ed idrocarburi si continua a pescare
per disperazione pesce che non si dovrebbe mangiare; sui
terreni contaminati dalle scorie industriali si continua
a coltivare; la falda è stata contaminata dagli idrocarburi;
l'aria è sempre più spesso irrespirabile,
il mare non è più balenabile, ... e, notizie
di questi giorni, il mercurio ce lo troviamo perfino nei
capelli, come la diossina nel latte materno oltre che nei
terreni.
Egregio presidente,
lei "va predicando" che i rifiuti devono essere
smaltiti dove vengono prodotti ...: non vorrei utilizzare
una frase fatta, ma è la verità: OLTRE IL
DANNO LA BEFFA.
Sono d'accordo con lei solo in parte: perché un altro
presidente, quello della Regione siciliana ha deciso che
i rifiuti delle province di Catania, Siracusa, Ragusa ed
Enna debbono essere smaltiti (=inceneriti) non dove sono
stati prodotti, ma ad Augusta, area ad elevato rischio di
crisi ambientale per la presenza di "soli" 13
grandi impianti chimici ed affini. Ma lei ha parlato all'Italia,
all'Italia intera, oppure la Sicilia non fa parte dell'Italia?
Il mio sospetto è legittimo. Anche se tutti smentiscono,
in realtà, Augusta è destinata ad essere la
pattumiera di tutti ed anche la "cavia del progresso".
Non sono d'accordo con lei quando dice che i rifiuti vanno
smaltiti dove vengono prodotti:
dalle raffinerie e dalle centrali elettriche di Augusta-Priolo-Melilli
per soddisfare la sete di carburanti e di energia dell'intera
Italia vengono prodotti 173.000 tonnellate all'anno di rifiuti
tossici e nocivi (che non sappiamo come e dove vengono smaltiti).
Il caso dell'Enichem e del mercurio scaricato nei tombini,
insegna a diffidare. Dopo quasi vent'anni ho sentito riparlare
di "piattaforma polifunzionale", vale a dire che
le aziende del polo petrolchimico realizzeranno una mega
discarica con altro inceneritore per rifiuti tossici e nocivi.
E così andremo avanti con un terzo inceneritore in
un ambiente già duramente provato che aspetta ancora
la "bonifica".
Mi auguro che la "bonifica" non sia come quella
di Marina di Melilli, dove gli unici ad essere "bonificati"
furono gli abitanti che videro radere al suolo dalle ruspe
le loro case e dovettero trasferirsi altrove per "fare
spazio" all'ennesima raffineria presentataci come "altri
posti di lavoro".
Ha mai pensato di venire di persona a parlare di ecologia
in questa parte dell'Italia oppure ha paura anche lei? O
forse questa regione non è Italia? Oppure gli abitanti
ed i lavoratori di Augusta-Priolo ecc., sono meno della
carne da macello?
Incidenti sul lavoro, cancro, inquinamento, ecc., in questa
terra stanno creando un olocausto silenzioso. Per queste
vittime non un minuto di silenzio, ma ben cinquanta anni
di silenzi e di silenzio. E non mi sorprenderebbe che anche
questa lettera rimanesse senza risposta.
Spero che dalla televisione nazionale lei ascolti la parte
finale di una mia recentissima intervista:
"chi inquina uccide; chi fa morire d'inquinamento commette
reato; .. l'art. 32 della costituzione in questa parte d'Italia
non è assolutamente rispettato.
E' vero che su questa mia terra vige il ricatto occupazionale,
è accertato l'alto tasso di inquinamento, ma esistono
anche persone che il cervello non se lo sono ancora fatto
inquinare e che di fronte al ricatto non si vogliono piegare.
Augusta, Priolo e Melilli si trovano nella Sicilia sud-orientale
a metà strada tra Catania e Siracusa.
Quanto a me, e dove trovarmi, per una improbabile risposta,
non le dovrebbe essere difficile rintracciarmi.
Distinti saluti.
Augusta, 3 febbraio 2005
Sac. Prisutto Palmiro
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