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REPORTAGE

AUGUSTA = SEVESO DI SICILIA

 

Don Palmiro Prisutto

PAROLE DI DON PALMIRO PRISUTTO


22 OTTOBRE 2004

Lettera aperta alle istituzioni locali, regionali e nazionali

TERMOVALORIZZATORE di Augusta:
GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO
oppure UNA FRANA SULLA DIGA?

Sono un cittadino di Augusta che da oltre 50 anni è costretto a convivere con l’inquinamento prodotto dalle aziende del polo petrolchimico ricadente nei comuni di Augusta – Priolo – Melilli, uno dei poli chimici più grandi d’Europa.
Questo inquinamento oltre ad aver già arrecato danni a tutto l’ecosistema ha anche provocato una serie di evidenti sofferenze gravissime ad una intera comunità: quella che vive a ridosso di questo polo petrolchimico.
È ormai certo che le numerose terribili patologie che affliggono da molti anni gli abitanti di questi comuni sono da addebitare alla pessima qualità della vita e del lavoro che da oltre cinquanta anni ci sono state imposte.
La conferma di questa certezza è stata ufficializzata il 30 novembre 1990, quando il ministero dell’Ambiente ha ratificato per questo territorio la “DICHIARAZIONE DI AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE”.
In seguito a questa dichiarazione ci saremmo aspettati non solo l’inizio sollecito di un adeguato piano di risanamento, ma anche una maggiore attenzione nei confronti della salute degli abitanti, così come enunciato anche nei principi della Costituzione Italiana (art. 32).
Purtroppo, con grande amarezza, in questa parte d’Italia, abbiamo constatato che i principi enunciati sulla carta sono solo “belle dichiarazioni” non suffragate dai fatti.
Così come ci fu negata la solidarietà in occasione del sisma del 1990 oggi ci viene negato anche il diritto alla salute ed anche il diritto di vivere in un ambiente sicuro.
Non esiste, sul territorio nazionale, una situazione di degrado ambientale ed istituzionale così grave, uguale a quella vissuta dai cittadini di Augusta.
Non è possibile accettare come un fato ineluttabile veder morire prematuramente i propri cari di cancro;
non è normale ad Augusta assistere alla nascita di bambini malformati in una percentuale tripla rispetto ai limiti massimi fissati dall’OMS;
non è umano “sacrificare” con l’aborto quelli che hanno avuto la “fortuna” di essere stati scoperti in tempo;
non è giustificabile il divieto di balneazione nel nostro mare;
non è salutare respirare aria avvelenata da una miriade di gas nocivi alla salute;
non è normale attingere acqua dalle falde inquinate da idrocarburi ed altro.
Spesso abbiamo sentito dire, da persone col cervello irrimediabilmente inquinato dalla logica del “profitto ad ogni costo e a tutti i costi” che questo è il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo avere “lavoro e progresso”.
Il semplice cittadino non ha i mezzi economici per opporsi o difendersi dallo strapotere delle grandi società che qui hanno impiantato contro ogni regola etica gli impianti più pericolosi ed inquinanti.
Oggi, paradossalmente, la popolazione di Augusta si deve difendere anche dalle istituzioni, rappresentate dall’attuale presidente della Regione.
Con una decisione sorprendente, verticistica, ma soprattutto ostinata, che non tiene in alcun conto la dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale, che ignora la gravissima situazione igienico sanitaria del territorio, la popolazione di Augusta dovrebbe supinamente accettare l’installazione di un ennesimo pericoloso ed inquinante impianto, nascosto sotto la poco rassicurante parola di “termovalorizzatore”, del quale una campagna di informazione, abilmente pilotata, decanta pregi e virtù, nascondendo quei risvolti che, a lunga scadenza, non si riveleranno tali.
Comprendiamo senz’altro la gravità del problema dello smaltimento dei rifiuti, ma le istituzioni, compreso il governatore della Sicilia, hanno mai compreso la gravità della situazione di Augusta?
Quale garanzia ci è stata data, al di là di qualche generica rassicurazione di parte, che la realizzazione di questo megainceneritore da 500.000 tonnellate costituirà non la classica goccia che farà traboccare il vaso ma la frana che si riverserà sulla diga?
Chiusi nei loro uffici, gli uomini delle istituzioni, lontani politicamente e geograficamente dal nostro territorio forse non si renderanno mai conto della sofferenza della nostra gente e della nostra tragedia.
Giudichiamo inopportuna, oltre che irresponsabile, immorale, non solo la scelta di ubicare ad Augusta questo impianto di termodistruzione, ma anche quella ostinazione di volerlo realizzare inderogabilmente ed entro breve tempo, trascurando gli aspetti etici della vicenda. Non stiamo parlando di un impianto “innocuo”.
Come cittadini vorremmo pubblicamente conoscere:
- la “vera” valutazione di impatto ambientale di tale impianto;
- la vera attuale situazione igienico sanitaria di questo nostro territorio.
Come cittadini ci chiediamo: chi ha deciso di realizzare il termovalorizzatore ad Augusta è al corrente della situazione igienico sanitaria di questo territorio, oppure un sito vale l’altro?
Ci appelliamo pertanto al senso di responsabilità che deriva non solo dalla vostra coscienza, ma soprattutto da quello che deriva dalla vostra carica istituzionale prima che si realizzi quello che potremmo definire l’ennesimo attentato alla salute degli abitanti di Augusta.
Vorremmo ricordare, a ciascuna delle autorità in indirizzo, che ad Augusta da circa un secolo, esiste una lapide, sopra l’ingresso di un antico lazzaretto, che recita così:
“SALUS POPULI SUPREMA LEX”
La lapide, estremamente espressiva pur nella sua brevità, risale al tempo della famosa epidemia di “spagnola”, quando ancora la scienza e la medicina si rivelavano impotenti di fronte a certi fenomeni provocati dalla Natura e non dall’uomo.
Oggi, nell’era del progresso, non vorremmo pensare che per il progredito stato italiano e per il presidente della regione Sicilia in particolare, quella massima non esista più, altrimenti dovremmo dedurre che quel pezzo di carta, dove è scritto l’art. 32, sia solo carta straccia e che gli augustani siano solo carne da macello per l’appetito di imprenditori senza scrupoli, per i quali conta solo il business.
In questa malaugurata ipotesi, il diritto all’autodifesa degli augustani, diventerebbe sacrosanto, anche scendendo in piazza. Ma in questo caso, anche si ci dovessero essere le cariche della polizia, il vero sconfitto sarebbe solo lo stato con le sue istituzioni centrali e periferiche.

Augusta, 22 ottobre 2004 (giorno della visita della “commissione ambiente”)

La lettera va indirizzata a
- MINISTRO PER LA SALUTE
- MINISTRO PER L’AMBIENTE

E per conoscenza a:
- CONSIGLIO COMUNALE DI AUGUSTA
- SINDACO DI AUGUSTA
- ASSESSORE ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI AUGUSTA
- ALL’UFFICIALE SANITARIO DI AUGUSTA
- AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI SIRACUSA
- AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA REGIONALE DI SIRACUSA
- AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA
- ALL’ASSEMBLEA REGIONALE
- AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
- AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
- AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE STAMPA E TV

AVVISO:
SI CERCANO CITTADINI DISPONIBILI A SOTTOSCRIVERE E A SPEDIRE QUESTA LETTERA.
CONTATTARE DON PRISUTTO AL 347 1979 657


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