| Sono
un cittadino di Augusta che da oltre 50 anni è costretto
a convivere con l’inquinamento prodotto dalle aziende
del polo petrolchimico ricadente nei comuni di Augusta –
Priolo – Melilli, uno dei poli chimici più
grandi d’Europa.
Questo inquinamento oltre ad aver già arrecato danni
a tutto l’ecosistema ha anche provocato una serie
di evidenti sofferenze gravissime ad una intera comunità:
quella che vive a ridosso di questo polo petrolchimico.
È ormai certo che le numerose terribili patologie
che affliggono da molti anni gli abitanti di questi comuni
sono da addebitare alla pessima qualità della vita
e del lavoro che da oltre cinquanta anni ci sono state imposte.
La conferma di questa certezza è stata ufficializzata
il 30 novembre 1990, quando il ministero dell’Ambiente
ha ratificato per questo territorio la “DICHIARAZIONE
DI AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE”.
In seguito a questa dichiarazione ci saremmo aspettati non
solo l’inizio sollecito di un adeguato piano di risanamento,
ma anche una maggiore attenzione nei confronti della salute
degli abitanti, così come enunciato anche nei principi
della Costituzione Italiana (art. 32).
Purtroppo, con grande amarezza, in questa parte d’Italia,
abbiamo constatato che i principi enunciati sulla carta
sono solo “belle dichiarazioni” non suffragate
dai fatti.
Così come ci fu negata la solidarietà in occasione
del sisma del 1990 oggi ci viene negato anche il diritto
alla salute ed anche il diritto di vivere in un ambiente
sicuro.
Non esiste, sul territorio nazionale, una situazione di
degrado ambientale ed istituzionale così grave, uguale
a quella vissuta dai cittadini di Augusta.
Non è possibile accettare come un fato ineluttabile
veder morire prematuramente i propri cari di cancro;
non è normale ad Augusta assistere alla nascita di
bambini malformati in una percentuale tripla rispetto ai
limiti massimi fissati dall’OMS;
non è umano “sacrificare” con l’aborto
quelli che hanno avuto la “fortuna” di essere
stati scoperti in tempo;
non è giustificabile il divieto di balneazione nel
nostro mare;
non è salutare respirare aria avvelenata da una miriade
di gas nocivi alla salute;
non è normale attingere acqua dalle falde inquinate
da idrocarburi ed altro.
Spesso abbiamo sentito dire, da persone col cervello irrimediabilmente
inquinato dalla logica del “profitto ad ogni costo
e a tutti i costi” che questo è il prezzo che
dobbiamo pagare se vogliamo avere “lavoro e progresso”.
Il semplice cittadino non ha i mezzi economici per opporsi
o difendersi dallo strapotere delle grandi società
che qui hanno impiantato contro ogni regola etica gli impianti
più pericolosi ed inquinanti.
Oggi, paradossalmente, la popolazione di Augusta si deve
difendere anche dalle istituzioni, rappresentate dall’attuale
presidente della Regione.
Con una decisione sorprendente, verticistica, ma soprattutto
ostinata, che non tiene in alcun conto la dichiarazione
di area ad elevato rischio di crisi ambientale, che ignora
la gravissima situazione igienico sanitaria del territorio,
la popolazione di Augusta dovrebbe supinamente accettare
l’installazione di un ennesimo pericoloso ed inquinante
impianto, nascosto sotto la poco rassicurante parola di
“termovalorizzatore”, del quale una campagna
di informazione, abilmente pilotata, decanta pregi e virtù,
nascondendo quei risvolti che, a lunga scadenza, non si
riveleranno tali.
Comprendiamo senz’altro la gravità del problema
dello smaltimento dei rifiuti, ma le istituzioni, compreso
il governatore della Sicilia, hanno mai compreso la gravità
della situazione di Augusta?
Quale garanzia ci è stata data, al di là di
qualche generica rassicurazione di parte, che la realizzazione
di questo megainceneritore da 500.000 tonnellate costituirà
non la classica goccia che farà traboccare il vaso
ma la frana che si riverserà sulla diga?
Chiusi nei loro uffici, gli uomini delle istituzioni, lontani
politicamente e geograficamente dal nostro territorio forse
non si renderanno mai conto della sofferenza della nostra
gente e della nostra tragedia.
Giudichiamo inopportuna, oltre che irresponsabile, immorale,
non solo la scelta di ubicare ad Augusta questo impianto
di termodistruzione, ma anche quella ostinazione di volerlo
realizzare inderogabilmente ed entro breve tempo, trascurando
gli aspetti etici della vicenda. Non stiamo parlando di
un impianto “innocuo”.
Come cittadini vorremmo pubblicamente conoscere:
- la “vera” valutazione di impatto ambientale
di tale impianto;
- la vera attuale situazione igienico sanitaria di questo
nostro territorio.
Come cittadini ci chiediamo: chi ha deciso di realizzare
il termovalorizzatore ad Augusta è al corrente della
situazione igienico sanitaria di questo territorio, oppure
un sito vale l’altro?
Ci appelliamo pertanto al senso di responsabilità
che deriva non solo dalla vostra coscienza, ma soprattutto
da quello che deriva dalla vostra carica istituzionale prima
che si realizzi quello che potremmo definire l’ennesimo
attentato alla salute degli abitanti di Augusta.
Vorremmo ricordare, a ciascuna delle autorità in
indirizzo, che ad Augusta da circa un secolo, esiste una
lapide, sopra l’ingresso di un antico lazzaretto,
che recita così:
“SALUS POPULI SUPREMA LEX”
La lapide, estremamente espressiva pur nella sua brevità,
risale al tempo della famosa epidemia di “spagnola”,
quando ancora la scienza e la medicina si rivelavano impotenti
di fronte a certi fenomeni provocati dalla Natura e non
dall’uomo.
Oggi, nell’era del progresso, non vorremmo pensare
che per il progredito stato italiano e per il presidente
della regione Sicilia in particolare, quella massima non
esista più, altrimenti dovremmo dedurre che quel
pezzo di carta, dove è scritto l’art. 32, sia
solo carta straccia e che gli augustani siano solo carne
da macello per l’appetito di imprenditori senza scrupoli,
per i quali conta solo il business.
In questa malaugurata ipotesi, il diritto all’autodifesa
degli augustani, diventerebbe sacrosanto, anche scendendo
in piazza. Ma in questo caso, anche si ci dovessero essere
le cariche della polizia, il vero sconfitto sarebbe solo
lo stato con le sue istituzioni centrali e periferiche.
Augusta, 22 ottobre 2004 (giorno della visita della “commissione
ambiente”)
La lettera va indirizzata a
- MINISTRO PER LA SALUTE
- MINISTRO PER L’AMBIENTE
E per conoscenza a:
- CONSIGLIO COMUNALE DI AUGUSTA
- SINDACO DI AUGUSTA
- ASSESSORE ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI AUGUSTA
- ALL’UFFICIALE SANITARIO DI AUGUSTA
- AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI SIRACUSA
- AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA REGIONALE DI SIRACUSA
- AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA
- ALL’ASSEMBLEA REGIONALE
- AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
- AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
- AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE STAMPA E TV
|