PAROLE DI PRISUTTO



Eventi
Capire i terremoti
News2000

la Sicilia

Gazzetta del Sud

Giornale di Sicilia

la Repubblica

corriere della sera

Rai News 24

Ansa

TG Com

Notiziari
TG Rai

 

Don Palmiro Prisutto

PAROLE DI DON PALMIRO PRISUTTO


DODICESIMO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DI AUGUSTA

IL TERREMOTO DEI SILENZI

Il 13 dicembre 2002 è ormai trascorso.
Nel dodicesimo anniversario del terremoto di S. Lucia l’avvenimento è stato ignorato dai media nazionali e regionali; solo su qualche quotidiano o tv locale è apparsa la notizia di quella tragica ricorrenza.
Se tutte le ferite inferte da quel sisma fossero state sanate, se tutte le problematiche aperte da quel sisma fossero state debitamente affrontate avrei potuto anche capirlo, ma poiché tutto ciò non è avvenuto mi è sembrato strano questo silenzio.
Ed è apparso ancora più strano la “dimenticanza” del terremoto del 1990 nell’elenco dei “terremoti italiani” citati nelle varie rubriche tv dopo gli eventi sismici del 2002.
A me personalmente ciò non è apparso assolutamente strano: l’avevo già capito durante la notte del 13 dicembre 1990, neanche 2 ore dopo il sisma (quando, nonostante i continui black-out, volli registrare i tg nazionali e regionali).
La conferma si vide subito nell’informazione sul terremoto su tg nazionali: sul tg1 del 13 dicembre 1990 non fu neanche la notizia d’apertura.
L’indomani altre notizie lo avevano già relegato in secondo piano.
Cinque giorni dopo ad Augusta (e su La Repubblica) si parlava già di “terremoto dimenticato”.
In realtà sul terremoto del 1990 fu imposto (anche se nessuna istituzione vuole ammetterlo) il “segreto di stato”, e se non ci fossero stati i dodici morti di Carlentini, probabilmente gli italiani non se ne sarebbero neanche accorti.
Proprio quegli strani silenzi sul sisma del 1990 sono alla base delle “dimenticanze” attuali. Fortunatamente non si può negare l’evidenza: cercate ad esempio sul sito dell’INGV nella sezione banche dati ciò che riguarda il terremoto del 1990: si parla di una scossa di oltre l’VIII grado Mercalli, si parla di “qualcosa” che è accaduto sui fondali marini al largo tra Brucoli ed Agnone, si parla perfino di un’onda anomala che ha investito le coste di Augusta, ecc.
Non si tratta di una “memoria corta” ma di un’ignoranza nel senso vero del termine: non se ne parlò, ma i dati relativi al terremoto vennero registrati: basta andarseli a cercare. E come si può ricordare se non se ne parla?
Quando il ministro della protezione civile di allora Lattanzio, si lasciò sfuggire la frase che a Roma “dopo la prima scossa avevano temuto il peggio” si capì perché su Augusta e sul “suo” terremoto era stata stesa quella coltre di “silenzio” anche per i mezzi d’informazione.
Oggi, però, che i pericoli non ci sono più (?) perché si continua a tacere? E’ ancora tabù?
Cosa è stato fatto per evitare quel “peggio” che tenne in apprensione scienziati e ministro?
O ci sono ancora motivi di quelle apprensioni?
Non so quante volte ho cercato di parlare e di far parlare su questi argomenti, ma i muri di gomma erano sempre pronti a far continuare il silenzio su Augusta.
Oggi, però, ho deciso di aggirare i muri di gomma grazie alla tecnologia attuale: l’apertura di un sito su internet.
E’ vero che non tutti sono “navigatori”, è vero che non tutti sono interessati; ma resta un tentativo di tenere desta l’attenzione su delle problematiche e su un’area a rischio di cui poco si sa o poco o nulla si cerca di far sapere.
Spero quindi che ai navigatori, magari con l’ausilio dei motori di ricerca, alla voci “Augusta”, “terremoto” - “malformati” - “Augusta-Priolo-Melilli”, arrivi un’informazione immediata, libera, onesta, che li metta al corrente di ciò che altri vorrebbero tener nascosta.
Mi rendo conto che il mare di internet è vastissimo, ma so che una bottiglia con un messaggio lanciato in mare, prima o poi arriverà da qualche parte suscitando magari la curiosità di qualcuno.
Il sito www.terremotodeisilenzi.it lo considero una sorta di S. O. S. in bottiglia buttato nel mare di internet.
Non so quanta strada farà o dove andrà a fermare la sua navigazione, non so quanti vedranno galleggiare quella bottiglia e/o se la raccoglieranno. Una cosa è certa: il sito sarà a disposizione di tutti.
Mi auguro che possa andare a finire non solo nelle mani giuste, ma soprattutto nelle “teste giuste” e mi auguro tanto, anche, che NON SIA TROPPO TARDI quando sarà raccolto.
11 Gennaio 2003

Sac. Prisutto Palmiro

Parroco di Brucoli (SR)
palpri@libero.it


Il mostro di Augusta, tra arsenali e terremoti
Nella Sicilia orientale la più grande concentrazione di impianti nocivi all'uomo e all'ambiente. Alta mortalità e malformazioni neonatali, in una zona a forte rischio sismico e piena di arsenali, forse anche atomici.
di MASSIMO GIANNETTI (inviato ad Augusta)

del 12 Novembre 2002