Orhan
Pamuk (7 giugno 1952, Istanbul)
Premio Nobel per la Letteratura
2006
Uno dei maggiori scrittori turchi contemporanei.
I suoi lavori sono stati tradotti in
più di quaranta lingue.
Orhan Pamuk nasce in una famiglia borghese
benestante di alterne fortune. Il nome
"pamuk", in turco, significa
"cotone". Il padre fu il primo
dirigente della sezione turca dell'IBM.
Viene educato al liceo americano Robert
College in Istanbul, si iscrive in seguito
alla facoltà di architettura
dell'Università Tecnica di Istanbul,
per poi abbandonarla dopo tre anni e
dedicarsi alla letteratura. Si laurea
all'Istituto di Giornalismo dell'Università
di Istanbul nel 1977.
Nel 1982 Pamuk sposa Aylin Turegen.
La coppia divorzierà nel 2001
dopo aver dato alla luce una figlia
di nome Rüya.
È "visiting scholar"
alla Columbia University in New York
dal 1985 al 1988, periodo che comprende
una breve posizione come "visiting
fellow" alla University of Iowa.
Dopo la breve parentesi americana, torna
definitivamente a Istanbul.
Pamuk, che ha precendentemente
rifiutato il titolo di "artista
di Stato", dal governo turco, viene
incriminato, nel 2005, a seguito di
alcune dichiarazioni fatte a una rivista
svizzera riguardanti il massacro, da
parte dei turchi, di un milione di armeni
e trentamila kurdi in Anatolia durante
la prima guerra mondiale. Il processo,
che ha attirato l'attenzione della stampa
internazionale, è iniziato il
16 di dicembre 2005 ma è stato
successivamente sospeso in attesa dell'approvazione
del ministro della giustizia turco.
Nonostante il grande successo riscosso
in patria, una significativa parte dell'opinione
pubblica turca si è schierata
contro Pamuk: un sottoprefetto di Isparta
ha ordinato la distruzione dei suoi
romanzi nelle librerie e biblioteche
mentre una TV locale ha proposto di
ritrovare una studentessa che aveva
ammesso di possederne uno. Le accuse
sono state ritirate in 22 gennaio 2006
con la motivazione che il fatto non
costituisce reato sotto il nuovo codice
penale.
Pamuk inizia a scrivere con regolarità
nel 1974. Il suo primo romanzo, Karanlik
ve Isik (Oscurità e luce) condivide
il premio letterario Milliyet 1979 (l'altro
vincitore è Mehmet Eroglu). Il
romanzo viene successivamente pubblicato
nel 1982 con il titolo Cevdet Bey ve
Ogullari (Il signor Cevdet e i suoi
figli), e vince il premio Orhan Kemal
nel 1983. Narra la storia di tre generazioni
di un'agiata famiglia di Nisantasi,
il quartiere di Istanbul dove Pamuk
è cresciuto.
Pamuk vince diversi e importanti premi
per i suoi primi lavori, tra cui il
Premio Madarali 1984 per il secondo
romanzo Sessiz Ev (La casa del silenzio)
e il Prix de la Dècouverte Europèenne
1991 per la traduzione francese dello
stesso. Il romanzo storico Beyaz Kale
(Roccalba, letteralmente Il castello
bianco), pubblicato nel 1985, vince
l'Independent Award for Foreign Fiction
1990 estendendo la sua reputazione all'estero.
La The New York Times Book Review dichiara,
"Una nuova stella è sorta
ad oriente--Orhan Pamuk." A questo
punto Pamuk comincia a utilizzare tecniche
narrative vicine al postmodernismo,
allontanandosi dallo stretto naturalismo
dei suoi primi lavori.
Il successo popolare arriva nel 1990
con il romanzo Kara Kitap (Il libro
nero) che diventa rapidamente una delle
letture piu' controverse della letteratura
turca, grazie alla notevole complessità
e ricchezza narrativa. Nel 1992, scrive
la sceneggiatura per il film Gizli Yuz
(Il volto segreto), basato su Kara Kitap
e diretto dal regista turco Ömer
Kavur. Il quarto romanzo, Yeni Hayat
(La nuova vita), è, nel 1995,
un successo immediato in Turchia e diventa
presto il più rapido best-seller
nella storia del paese. A questo punto
Pamuk e' una figura di spicco nel panorama
intellettuale turco, anche a causa del
suo sostegno ai diritti politici della
minoranza Kurda. Nel 1995 Pamuk e' tra
un gruppo di autori e scrittori sotto
processo per aver criticato, in una
serie di saggi, la politica del governo
turco nei confronti dei kurdi. Nel 1999,
Pamuk pubblica la storia in Öteki
Renkler (Gli altri colori).
La reputazione internazionale di Pamuk
cresce, nel 2000, in seguito alla pubblicazione
di Benim Adim Kirmizi (Il mio nome è
rosso). Il romanzo, ambientato nell'Istanbul
del sedicesimo secolo, mescola mistero,
passione e filosofia. Viene tradotto
in 24 lingue e vince, nel 2003, il piu'
remunerativo dei premi letterari internazionali,
l'International IMPAC Dublin Literary
Award. Il mio nome è rosso è
anche vincitore del premio Grinzane
Cavour 2002.
L'ultimo romanzo, Kar (2002), che esplora
il conflitto tra islamismo e occidentalismo
nella Turchia moderna, è anche
il primo lavoro dichiaratamente politico
di Pamuk. Rispetto ai precedenti lavori,
per la maggior parte ambientati ad Istanbul,
la scena si sposta nella Turchia orientale
e, prendendo spunto da cronaca recente,
segue l'inchiesta di un giornalista
alla ricerca delle motivazioni di una
serie di suicidi di ragazze adolescenti.
The New York Times mette Kar tra i dieci
migliori romanzi del 2004.
Nel 2003 pubblica un volume di memorie,
Istanbul, Hatiralar ve Sehir, dove ricordi
d'infanzia si mescolano alla storia
della città, attraverso la testimonianza
diretta ma anche attraverso le letture
dei giornali d'epoca, le descrizioni
dei viaggiatori occidentali o le riproduzioni
artistiche della capitale dell'impero
ottomano.
L'opera di Pamuk è caratterizzata
dal tema dell'identità. Se ad
una prima lettura questo può
essere ricondotto al conflitto tra i
valori dell'occidente europeo e la cultura
islamica, non è possibile escludere
una più profonda radice psicologica.
I romanzi, che lasciano spesso la soluzione
di tale conflitto in sospeso, presentano
trame complesse e personaggi di grande
profondità, particolarmente i
primi, dove l'elemento biografico è
più evidente. L'Istanbul contemporanea
e dell'impero ottomano non si limita
a fare da sfondo alle vicende umane
ma assume la qualità di personaggio,
di organismo vivo, con una sua storia
da raccontare.
www.orhanpamuk.net

| Bibliografia
in italiano
Roccalba
traduzione di Giampiero Bellingeri,
Milano, Frassinelli, 1992;
con il titolo Il castello bianco,
Torino, Einaudi, 2006
La casa del silenzio
traduzione di Francesco Bruno,
Milano, Frassinelli, 1993
Il libro nero
traduzione di Mario Biondi, Milano,
Frassinelli, 1996
La nuova vita
traduzione di Marta Bertolini
e Semsa Gezgin, Torino, Einaudi,
2000
Il mio nome è rosso
traduzione di Marta Bertolini
e Semsa Gezgin, Torino, Einaudi,
2001
Neve
traduzione di Marta Bertolini
e Semsa Gezgin, Torino, Einaudi,
2004
Istanbul
traduzione di Semsa Gezgin, Torino,
Einaudi, 2006
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