LASVOLTA .:. MONDO
Soddisfazioni e preoccupazioni dal coordinatore della task force delle Nazioni Unite David Nabarro: bene occidente, ma ad oriente?

AVIARIA: LA CRISI STA MIGLIORANDO… MA PER CHI?

di Paolo Giusti


SARS: la situazione tende al meglio ma non dobbiamo mollare adesso. E' questo il messaggio lanciato dai responsabili dell'ONU per l'influenza aviaria il 23 ottobre scorso, dopo un ampio monitoraggio compiuto fino a l'anno scorso nelle aree infettate dal virus. Le notizie sono in generale confortanti, ha spiegato oggi un alto responsabile delle Nazioni Unite, a poche settimane dall'inizio dell'inverno. "I paesi sviluppati hanno ridotto di molto la probabilità di un rapido propagarsi del virus. Lo stesso mutamento del virus è il risultato di una campagna di profilassi rapida, organizzata ed efficace da parte di questi paesi" - e continua - “tale efficacia viene confermata anche dal fatto che sino ad oggi i casi di infezione certificati tra uomini sono 246 dei quali 144 hanno avuto esito fatale e di questi solo 60 dovuti al passaggio diretto del virus dall'animale all'uomo”, sottolinea David Nabarro, coordinatore della task force che le Nazioni Unite hanno istituito con l'apparire del fenomeno nel 2003 collegato in videoconferenza da New York con l'ambasciata statunitense presso l'agenzia Onu di Roma.

Gli Stati Uniti hanno avviato una partnership internazionale e contribuito con 392 milioni di dollari, -56 milioni per sviluppare e creare scorte di farmaci, 41 per finanziare la ricerca e 36 per sostenere le attività di Oms, Fao e Oie nel combattere l'aviaria. Ma Nabarro invita a non lanciarsi in facili entusiasmi, né tanto meno a rivalutare al ribasso quella che tuttora rimane un'emergenza. "In ben 33 province dell'Indonesia abbiamo ancora una situazione di emergenza sanitaria, e la gente continua ad essere contagiata ed a morire", sottolinea l'esperto delle Nazioni Unite. Il rischio di una pandemia legato a mutazioni genetiche del virus H5N1 è reale anche perché continuano a verificarsi segnalazioni , le ultime accertate in Thailandia ed in Indonesia, dai 14 paesi colpiti nel biennio 2004/2005 si è passati dall'inizio del 2006 a 55 paesi. La situazione rimane critica soprattutto nei paesi del Sud Est asiatico, come Cambogia,Thailandia, Indonesia dove il virus è tuttora presente sul territorio. La monitorizzazione del virus deve continuare perché solo con un curatissimo studio dell’evoluzione della malattia potremo arrivare alla scoperta di una cura. Studiosi affermano che preoccupa un possibile contagio di massa in Africa, soprattutto per la forte densità della popolazione unita a scarsi strumenti di profilassi, che insieme formano un mix esplosivo per il diffondersi di un epidemia che molti di quei paesi non saprebbero affrontare.

Proprio per questo voglio sottolineare che la risoluzione di un problema si trova alla sua radice e la matrice del virus ha la sua base nelle terre del siam e dell’indocina. Proviamo a chiederci quanti paesi di quell’area riportano dati veri sull’entità dell’epidemia. La stessa Thailandia prima del golpe con il suo ex-premier Thaksin Shinavatra aveva nascosto il virus per paura di ripercussioni sul turismo e sulle esportazioni di pollame vivo e di carne già macellata. Per rafforzare la propria teoria di isola felice promuoveva fiere regalando polli e piatti a base di pollo a tutti.

In Myanmar (ex Birmania) guidata da un regime militare, dove tutti i diritti dell’uomo vengono calpestati, contadini che sono costretti ai lavori forzati e la repressione politica è tale da detenere a gli arresti domiciliari fin dal 1990, la leader del movimento democratico non violento del Myanmar, Aung San Suu Kyi, come è possibile pensare che in un paese in condizioni di costante emergenza umanitaria sia possibile controllare un epidemia o pensare di essere messi al corrente di eventuali morti per la SARS?

Spostandosi più ad est, perché non spendere due parole per la Corea del Nord, dove il 30% della popolazione soffre di mal nutrizione. Non voglio toccare l’area Cina perché tutti sappiamo le condizioni di vita e il tipo di libertà, di stampa e di opinione, di cui è dotato questo paese.
Già è difficile controllare una malattia che usa come veicolo di contagio anche le migrazioni degli uccelli, ma partendo da questi presupposti è improbabile anche uno studio approfondito del fenomeno. C’è da dire che forse , per interessi a me sconosciuti, è più comodo stanziare milioni di euro/dollari da distribuire ad aziende pubbliche e private destinati alla ricerca di una cura. Cura che può essere commercializzata in tutto il mondo ed il primo che ci riuscirà potrà arricchirsi grazie anche e soprattutto agli acquisti di questi paesi che nel frattempo potrebbero trovarsi in una situazione peggiore di adesso, se possibile. Chi non arriverà alla cura sarà stato lo stesso finanziato. Il problema è che senza un intervento nell’aree di crisi non risolveremo niente e c’è in gioco la salute di un pianeta intero.

Paolo Giusti, 3 novembre 2006
paologiusti@alice.it

Paolo Giusti collabora anche con www.mondogreco.net