| K
come key: la chiave per entrare dentro il cuore
di un bambino
di Daniela Domenici |
Ci
vuole così poco
a farsi voler bene,
una parola buona
detta quando conviene,
un po' di gentilezza,
una sola carezza,
un semplice sorriso
che ci baleni in viso.
Il cuore sempre aperto
per ognuno che viene:
ci vuole così poco
a farsi voler bene.
(Angiolo Silvio Novaro)
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Impresa
ardua, direi, quasi impossibile per molti.
Chi lo desidera veramente dovrebbe avere un animo completamente
puro, sgombro dalle “incrostazioni” che
il diventare adulti vi deposita gradualmente, dovrebbe
avere occhi che sanno vedere al di là, della
corazza che, talvolta, siamo costretti ad indossare
per non farci ferire, dovrebbe essere sempre pronto
all’ascolto col cuore, non con le orecchie, per
accogliere l’altro/a dentro di sé...
La nostra Susanna, che io, scherzosamente e con tanto
affetto, chiamo la “Gianni Rodari” dell’Emilia”,
con questo suo racconto, che è soffice come una
carezza sul viso, gioioso come un sorriso dell’anima,
tenero come uno sguardo che ti avvolge, delicato come
un bacio che ti fa sentire amato, è riuscita
ad immedesimarsi perfettamente nei pensieri e nel cuore
di un bambino che lei chiama Kindo.
Cresciamo gradualmente insieme a lui ed alla sua strampalata
famiglia, sorridiamo quando lui ci fa sorridere, vediamo
il mondo di noi “grandi”, o adulti, attraverso
i suoi occhi e con le sue parole.
Susanna riesce a delineare, in modo delizioso, ogni
personaggio del suo racconto, sottolineandone, mettendone
in evidenza una caratteristica fisica o psicologica:
le sopracciglia cespugliose e il dente mancante di papà,
la parrucca sempre di sghimbescio e sempre di colore
diverso della nonna paterna, il saltellare allegro della
zia Veronika, il campanello della porta che sembra un
trombone, il profumo di gelsomino della amatissima nonna
materna…
Come, in “Peter Pan”, la polverina magica
dà il potere di volare, in “K” è
un anello particolare a regalare lo stesso potere al
co-protagonista della favola, Antonio,ma, alla fine,
anche qui, come nel capolavoro di Carroll, non sarà
l’oggetto in sé il semplice “motore”
del volo, ma ci vorrà sempre un “pensiero
felice” per farsi trasportare.
Come
ogni favola che si rispetti, anche “K” di
Susanna Sarti ha una morale: nonostante i difetti delle
persone e delle cose che ci circondano qui sulla Terra,
è meglio vivere con loro per cercare di amarle
così come sono, per migliorarle e migliorarci…
"Ho bisogno anche di crescere, di andare a scuola
come tutti gli altri bambini, di imparare a vivere seppur
in un mondo caotico, ma è il mio mondo e mi sentirei
un vigliacco rifugiandomi qui senza la possibilità
di fare qualcosa per le persone che amo o per quelle
che avranno bisogno di me. Voglio diventare grande,
vedere le mie gambe allungarsi, i peli crescere, il
mio viso con qualche ruga in più, osservare i
miei nipoti e giocare con loro, perché questo
è il ciclo della vita, la mia vita." Dice
il protagonista, Kindo, prima di lasciare per sempre
Libera, la città di sogno in cui ha provato per
un po’ di tempo a vivere, e aggiunge: "(qui)
mi trovo in un posto meraviglioso, caldo e confortevole,
con il minimo di vestiti addosso, assorbo le sensazioni
della terra, delle piante, dell’aria, degli animali,
dell’acqua. Sono lontano dai materiali inquinanti
e dall’odore di smog della città dove vivo,
ma" … "la cosa che mi manca di più,
in assoluto, è la mia famiglia, il loro affetto,
il loro amore"… "(qui) sono tutti gentili
con me, fin troppo, ma solo sorrisi, mai un bacio o
una carezza. Io ho bisogno di questo, della carezza
di mia madre quando vado a letto, del bacio del mio
papà quando mi sveglio…" conclude
Kindo.
Direi che, con questa favola, Susanna, che si è
già cimentata con discreto successo in altre
prove letterarie di argomento più "serio",
possa decisamente ambire a far parte della ristretta
cerchia dei favolisti.
Le auguro di mantenere intatto a lungo il suo lato infantile,
che le permetterà di regalarci, in futuro, altre
fiabe tenere e colorate come K.
Daniela Domenici
15 Dicembre 2006
K
di Susanna Sarti
Giraldi Editore Bologna
Anno 2006 – pagine 111
Prezzo Euro 12,50
ISBN 8861550339
Età minima di lettura 8 anni |
Kindo
è un bambino particolare, estremamente precoce
per la sua tenera età.
Infiniti sono gli eventi ai quali è soggetto
durante lo svolgersi della narrazione nella quale
risalta, con preciso rilievo, la saggezza di un
bambino di fronte alla irrazionalità degli
adulti che lo circondano. "K" è
un esempio di quella misura che fa diventare un
racconto divertente destinato ai ragazzi, un singolare
insegnamento di vita per i lettori adulti |

Maria Teresa Ruta e Susanna Sarti
alla presentazione del libro a Faenza, il 1° dicembre
2006

Daniela Domenici e Susanna Sarti insieme
a Faenza
www.SusannaSarti.com
| Un
sorriso non costa niente e produce molto
arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,
ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne
a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.
Crea la felicità in casa,
è il segno tangibile dell'amicizia,
un sorriso dà riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, ne prestato, ne
rubato,
perchè è qualcosa di valore solo
nel momento in cui viene dato.
E se qualche volta incontrate qualcuno
che non sa più sorridere,
siate generoso, dategli il vostro,
perchè nessuno ha mai bisogno di un sorriso
quanto colui che non può regalarne ad altri.
(Anonimo)
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