LIBRI


I VINCITORI DEL PREMIO BRANCATI ZAFFERANA 2005
ROSETTA LOY


Rosetta LoyRosetta Loy è nata e vive a Roma. Presso Einaudi ha pubblicato La bicicletta (1974, premio Viareggio opera prima), La porta dell'acqua (1976), Le strade di polvere (1987, premio Campiello e Viareggio), La parola ebreo (1997, premio Fregene e Rapallo-Carige) e Ahi, Paloma (2000). Per la collana «Scrittori tradotti da scrittori» di Einaudi ha tradotto Dominique di Fromentin e La principessa di Clèves di Madame de La Fayette. Ha inoltre pubblicato, presso altri editori, L'estate di Letuqué (Rizzoli 1982), All'insaputa della notte (Garzanti 1984), Sogni d'inverno (Mondadori 1992), Cioccolata da Hanselmann (Rizzoli 1995).

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Intervista con Rosetta Loy
Scrivere per possedere la vita
La lettura per entrare in contatto con il resto del mondo
(italialibri.net)


Sezione Narrativa
Rosetta Loy
"Nero è l'albero dei ricordi, azzurra l'aria"
Supercoralli Einaudi, 2004

Un romanzo magistrale, teso sul filo di una memoria ferita che riesce a donare volto e corpo agli eventi della Storia.
I furori della vita e dell'amore nei giorni stravolti dell'ultima guerra, dalla campagna d'Africa alla strage di Sant'Anna di Stazzema. Tre ragazzi, incauti e incantati come tutti i ragazzi, attraversano le macerie di un Paese non ancora libero dagli orrori del passato.
«La nostra vita, la nostra storia. Ma soprattutto la loro, di quelli che hanno tracciato un percorso e dopo sono franate le montagne, l'erba ha invaso i sentieri».
La storia inizia nel 1941 e termina negli anni Sessanta. Al centro c'è la guerra e il suo stravolgimento epocale. Il suo impatto su una famiglia felice, fino a quando un solco nero non dividerà il «prima» dal «dopo».
Le vicende del romanzo seguono quelle dei personaggi, tutte intrecciate tra loro con un movimento nel tempo che ha più a che fare con i ritmi della memoria che con quelli della Storia. Si passa dai primi mesi di guerra, quando l'atmosfera è ancora inconsapevolmente euforica, ai giorni più bui dell'occupazione tedesca, per risalire alle battaglie in Nordafrica - l'assedio di Tobruk, la disfatta di El Alamein - raccontate in modo folgorante grazie anche al ritrovamento di un diario inedito. Infine si torna alle speranze dell'immediato dopoguerra, per chi aveva ancora qualcosa in cui sperare.
Così come nel tempo, quella memoria ferita si muove liberamente anche nello spazio. Da Venezia, dove la famiglia vive un'ultima stagione felice, al deserto libico dove un giovane militare tenta di conservare come una reliquia un amore appena nato, in mezzo al frastuono delle bombe e allo scempio dei corpi, nel dolore e nel sangue. A una villa in Versilia requisita da un Comando della Wehrmacht negli anni in cui gli adolescenti si scoprono pronti ai desideri, malgrado la guerra, la fame, la paura. E poi Roma, bombardata, occupata, liberata. Fino a Sant'Anna di Stazzema: un nome terribile, luogo di una delle più atroci e insensate stragi naziste.
Nel libro si mescolano amori adolescenziali e sciocchi, amori trasgressivi, amori passionali e senza futuro. Il sottofondo è una tragedia sempre accennata che si svelerà solo alla fine, dopo che le esistenze dei vari personaggi si saranno ricomposte in un ordine. L'ordine apparente degli anni Sessanta e del boom economico.
E se l'albero dei ricordi a cui si accenna nel titolo, ispirato a un verso di Sylvia Plath, germoglia intorno a un nucleo tragico che pare risucchiare ogni cosa, la vita cerca il modo di ritrovare, nonostante tutto, se stessa.

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Rosetta Loy e Totò Cuffaro

L'on. Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Siciliana, consegna il premio a Rosetta Loy, vincitrice della sezione Narrativa con il romanzo “Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria”, edito da Einaudi. L’argomento trattato dalla nota scrittrice si snoda sul "conflitto insanabile fra le ragioni dell’individuo e quelle di una dimensione pubblica comunque devastante", come dichiara la motivazione espressa dalla giuria.

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