PREMI LETTERARI


I VINCITORI DEL PREMIO AGORA' 2006
ALESSANDRO MASCIA


Alessandro MasciaNato a Cagliari il 15 agosto 1976, diplomato all’Istituto Nautico di Cagliari, si sta laureando in Tossicologia Ambientale all’Università di Catania e lavora come tecnico di impianto in una società industriale di Augusta (SR).
I suoi hobbies sono la scrittura e la lettura dei classici del Novecento.
Autori preferiti: Dacia Maraini, Charles Bukowski e Marcello Fois.

Ha pubblicato:
- un articolo dal titolo Implicazioni bioetiche nella fecondazione assistita, in I Temi, rivista trimestrale di politica, cultura ed economia, Cagliari, giugno 2001;
- un articolo dal titolo Zingari a Cagliari: situazione sanitaria e prospettive future, in miscellanea VII Corso Universitario Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo, Cagliari, A.A. 2000/2001;
- un articolo dal titolo Sostanze d'abuso in età evolutiva: alcool ecstasy, marijuana, in miscellanea VIII Corso Universitario Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo, Cagliari, A.A. 2001/2002;
- un articolo dal titolo Aspetti tossicologici correlati alla sindrome da immunodeficienza acquisita, in miscellanea IX Corso Universitario Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo, Cagliari, A.A. 2002/2003;
- un articolo dal titolo Studi tossicologici sulla dinetica dei composti mercuriali. Conseguenze dell'inquinamento sull'organismo in fase di sviluppo, in miscellanea X Corso Universitario Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo, Cagliari, A.A. 2003/2004.

Ha vinto il Premio Letterario Nazionale Agorà 2006 classificandosi al primo posto nella sezione 'I conti corti' con il racconto Ma Cristiano no.

Lavora anche come addetto stampa di Miss Rocchetta Bellezza 2006 e Miss "Gente" 2006.

Premio Agorà 2006


III Sezione "I conti corti"
Alessandro Mascia
"MA CRISTIANO NO"
Vado in edicola a comperare il giornale. La strada è sgombera, è presto e poi si sta preparando la festa del patrono. Passerà una processione di donnette oranti che lanceranno dei fiori a terra.
Per ora solo un uomo in lontananza che avanza pesante verso la mia direzione. Ho l'impressione di riconoscerne l'andatura ancor prima di notare la cartella scura e una breve cravatta logorata, chiusa in un colletto sdrucito: è Cristiano. Mi vede, capisce, e precipita lo sguardo in basso, quasi che il rimedio all'imbarazzo si trovi sull'asfalto.
Quindici anni di intense divergenze intellettuali, anni di stima dichiarata in silenzio. Un'amicizia troncata innaturalmente dalla rottura tra me e quella fede. Quello stesso ideale che ci univa ora mi scaccia e tiene lontano. Ma Cristiano no. Penso "Lui è uno di quelli che l'amicizia...".
Nel frattempo si avvicina, io a lui. Un tempo diluito dal timore che qualcosa di inatteso stia per accadere. Conservo i suoi segreti e lui sa dei miei tormenti. Rallento, voglio riabbracciarlo.
È davvero vicino, ne sento il respiro ansante di chi non controlla più le emozioni. "Cristiano è uno di quelli che l'amicizia...". Solleva il viso smunto, d'un fiato mi guarda e schiude le labbra in una smorfia incerta che dura il tempo di oltrepassarmi.
La strada torna a essere sgombera, presto delle donnette la animeranno. Io proseguo verso l'edicola dove comprerò il giornale.

Premio Agorà 2006

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