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| Luigi
Ballerini è nato a
Milano nel 1940, attualmente vive
negli Stati Uniti, tra New York e
Los Angeles, dove lavora come professore
nel Dipartimento di Italiano dell’Università
della California e di Los Angeles.
I suoi titoli di poesia sono: eccetera
E, Parma, Guanda, 1972 - La piramide
capovolta, Venezia, Marsilio, 1975
- Che figurato muore, Milano, All’insegna
del pesce d’oro, 1986 - Che
oror l’orient, prefazione di
Giuseppe Pontiggia, Bergamo, Lubrina,
1991 (poesie bilingui, in italiano
e in dialetto milanese) - Il terzo
gode, con un saggio di Remo Bodei,
Venezia, Marsilio, 1994 - Shakespearian
rags. Stracci shakespeariani, con
introduzione di Filippo Bettini, Roma,
Quasar, 1996 (poesie bilingui, in
inglese e in italiano) - Uscita senza
strada, ovvero come sbrinare una bandiera
rossa, con introduzione di Francesco
Muzzioli, Palermo-Firenze, Edizioni
della Battaglia, 2000 – Uno
monta la luna (2001). Come traduttore,
Ballerini ha curato di recente l’edizione
italiana di Gertrude Stein, La sacra
Emilia e altre poesie, Venezia, Marsilio,
1998. Ha curato varie antologie in
inglese, dedicate alla poesia italiana
contemporanea.
TUTTI
I LIBRI DI LUIGI BALLERINI |
Sezione Poesia
Luigi Ballerini
"Cefalonia"
Mondadori, 2004 |
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Nel settembre del '43, a Cefalonia,
dopo tremendi combattimenti, i soldati
italiani della divisione Acqui, che
avevano rifiutato di deporre le armi,
furono massacrati dai tedeschi. Un
evento tragico che diviene materia
di poesia nel libro di Luigi Ballerini,
il quale trova nella storia e nell'orrore
dell'episodio, i motivi per una riflessione
ad ampio raggio, che coinvolge i meccanismi
di violenza del potere e delle coscienze
sopite dal consenso, proiettandone
le ombre più sinistre fino
al tempo presente, fino alle menzogne
ottuse e alle guerre di un mondo in
cui sembra sotterraneamente agire
un'oscura spinta all'autodistruzione,
una sorta di irresistibile e sinistro
cupio dissolvi. Ballerini realizza
come in una scena teatrale il suo
poema sui fatti di Cefalonia. Introduce
due personaggi, per quello che chiama
appunto un "monologo a due voci",
ai quali è affidato il compito
di giocarsi, dialetticamente, una
sorta di partita estrema in cui le
rispettive posizioni sono quelle della
vittima diretta e del carnefice indiretto.
Ne nasce un sottile intreccio, fitto
di continui rimandi e ricco di pensiero,
capace di spostare il discorso su
temi che oltrepassano gli stessi limiti
di sangue della vicenda greca.
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L'opera che ha vinto
la sezione Poesia, “Cefalonia”
di Luigi Ballerini, edizione Mondadori,
affronta il problema della guerra,
dove "ancora una volta viene
ribadito il primato della poesia nella
comunicazione di verità e valori
profondi. Nell’orrore della
rivisitazione emozionale il poeta
trova i motivi per una riflessione
a più vasto raggio, che oltrepassa
il tempo e si spinge fino a quello
presente, alle sue oscure menzogne
e alle sue guerre, chiamando in causa
i meccanismi di violenza del potere
e delle coscienze offuscate dal consenso",
così recita la motivazione
della giuria. Il premio è stato
consegnato dall’assessore provinciale
Giuseppe Greco. |
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