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LASVOLTA .:. LIBRI
Rubrica di recensioni letterarie
IL GRANDE MEDIO ORIENTE NELL'ERA DELL'EGEMONIA AMERICANA
a cura di Michelguglielmo Torri (Bruno Mondadori Editore)

di Rudy Caparrini


Affermare la centralità del Medio Oriente nella politica internazionale equivale a dire una banalità, giacché da molti anni questa frase viene ripetuta con frequenza dai media di tutto il mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, è emerso un termine nuovo: Grande Medio Oriente. Si tratta di una definizione di incerta natura, inventata dallo staff del presidente americano George W. Bush per giustificare una linea politica che ancora oggi suscita notevoli perplessità.

Il volume Il Grande Medio Oriente nell’era dell’egemonia americana, curato dal professor Michelguglielmo Torri dell’Università di Torino, è una raccolta di saggi scritti da studiosi italiani di questa indefinita area geografica. Il libro si presenta come un testo di assoluto interesse per gli addetti ai lavori, che siano essi giornalisti, analisti e ricercatori in genere. La raccolta curata da Torri presenta un valore scientifico rilevante in quanto è stata realizzata in seguito a ricerche dettagliate, come risulta da un’abbondante presenza di note che forniscono riferimenti bibliografici di grande utilità per eventuali approfondimenti.

Il merito degli autori è di tracciare un quadro piuttosto ampio dei paesi da loro analizzati nei rispettivi saggi, compiendo il fondamentale esercizio di spiegare come si sono svolti i fatti nei decenni antecedenti. Il contesto storico è troppe volte omesso dagli organi di stampa, i quali raccontano le vicende attuali senza curarsi di riassumere i fatti accaduti in precedenza. Ne consegue che spesso viene fornita un’informazione incompleta e distorta, giacché la conoscenza delle vicende storiche è invece determinante per comprendere come certe problematiche abbiano preso forma.

La lettura di questo volume, i cui testi sono opera di storici e di studiosi di politologi, fornisce un contributo consistente alla conoscenza delle nazioni oggetto dei vari saggi. Come viene spiegato da Torri nella premessa, il Grande Medio Oriente oggetto della ricerca si identifica con “l’area compresa fra l’Egitto e la Turchia ad occidente e l’Afghanistan e il Pakistan a oriente.

Ottime appaiono le schede sui paesi "sicuramente" mediorientali presi in considerazione: Egitto, Siria, Turchia, Iraq, Iran, Kurdistan iracheno. Assai apprezzabile appare anche l’analisi storica di come si sono delineati gli equilibri strategici nel Golfo Persico. Eguale interesse suscitano i saggi su Afghanistan, Pakistan e Caucaso, lavori di assoluto valore e di natura estremamente originale, giacché queste aree presentano vuoti di conoscenza enormi nell’opinione pubblica.
Come sempre accade in un libro, anche se questo nel complesso merita un voto alto, vi è qualcosa che si può discutere.

In primo luogo, la scelta dei paesi da trattare rivela un concetto di Grande Medio Oriente che offre il fianco a osservazioni di varia natura. Potremmo chiedere come mai si trattano Afghanistan e Caucaso mentre non si parla affatto, ad esempio, dello Yemen, della Libia o della Giordania. Alla luce dei fatti di questi ultimi mesi, spiace che il testo in oggetto non contenga un articolo specifico dedicato alla complessa vicenda storica del Libano. È comunque doveroso accompagnare a queste osservazioni un’ulteriore constatazione che funge da attenuante per il curatore del volume. Nessuno di noi conosce i limiti del Medio Oriente, definizione di natura politica piuttosto che geografica e suscettibile di variare a seconda delle diverse epoche storiche. Meno che mai, quindi, si possono tracciare i confini del Grande Medio Oriente.

Altra nota critica concerne i saggi che trattano del contenzioso israelo-palestinese, la questione più delicata dell’intero contesto mediorientale. La lettura di questi saggi, peraltro apprezzabili sotto il profilo scientifico poiché realizzati in virtù di una metodologia di ricerca molto curata, paiono palesare un approccio di parte mirante a evidenziare prima di tutto le colpe di Israele, ignorando le responsabilità della controparte palestinese.

In ogni caso, pur non avallando in toto le considerazioni espresse, il testo curato da Michelguglielmo Torri ha un merito fondamentale che non si deve esitare a riconoscere: ogni affermazione è motivata e accuratamente spiegata con note e riferimenti di carattere scientifico. Un elemento non comune in un paese come l’Italia, dove sovente il giudizio di ognuno si collega solo a posizioni prevenute, gli autori del Grande Medio Oriente offrono uno spunto serio per sostenere una tesi.
Il volume, che non è certo un testo leggibile per tutti, è invece un lavoro utile per chi si occupa della materia ogni giorno. Un esperimento interessante in un panorama accademico (e scientifico in genere) piuttosto scarno.

Rudy Caparrini
3 ottobre 2006

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