di Carlo Goldoni
regia, scene e costumi Pietro Carriglio
musiche Matteo D’Amico
luci Gigi Saccomandi
con Galatea Ranzi, Luca Lazzareschi, Nello Mascia, Sergio Basile, Luciano Roman
produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo Stabile di Palermo
Il regista Pietro Carriglio torna al teatro di Goldoni e alla Locandiera, a tanti anni di distanza da una precedente edizione, che aveva realizzato al Teatro Stabile di Palermo negli anni ’80.
La locandiera, esemplare congegno teatrale sulle vanità e i vizi di un Settecento in caduta libera, è andata in scena per la prima volta durante il Carnevale di Venezia del 1753. L’attraente e astuta Mirandolina, prototipo della donna moderna, è oggetto di galanti attenzioni da parte di due clienti della locanda che gestisce a Firenze con l’aiuto di Fabrizio, suo cameriere e spasimante: il Conte di Albafiorita, che spera di veder ricambiasti i doni di cui la ricopre, e il decaduto Marchese di Forlipopoli, che invece ne pretende l’affetto.
L’astuta locandiera non si concede a nessuno dei due, lasciando viva l’illusione di una possibile conquista.L’arrivo del Cavaliere di Riprafratta, aristocratico altezzoso e misogino incallito, che disprezza ogni donna, sconvolge il fragile equilibrio instauratosi nella locanda. Il Cavaliere, ancorato alle sue origini di sangue blu, lamentandosi del servizio scadente della locanda, detta ordini a Mirandolina, e rimprovera il conte ed il marchese di essersi abbassati a corteggiare una popolana. Mirandolina, ferita nel suo orgoglio, promette di far sì che il cavaliere misogino s’innamori di lei.
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