Dobbiamo essere flessibili, per reagire velocemente, nel caso si verificassero dei cambiamenti nelle rotte migratorie”. Così si esprime Fabrice Leggeri, direttore di FRONTEX, ai microfoni di Sergio Nava su Radio 24, e prosegue: “Nel 2015 si è verificato un incremento nel flusso dalla rotta del Mediterraneo Centrale a quella orientale.

La Grecia ha visto salire di diciotto volte il numero degli arrivi lo scorso anno. Ho già discusso con le autorità italiane, all'interno dell'operazione Triton 2016: siamo pronti a impiegare più assetti navali nel Mare Adriatico, se sarà necessario, questa è un'opzione che possiamo rendere operativa. Ma per il momento non c'è la necessità.”

Per Fabrice Leggeri, direttore di Frontex, può sussistere il rischio di un ritorno alla "rotta italiana" dei migranti e rispondendo a Sergio Nava su Radio 24 sulla possibilità di un cambio di rotta nell’immigrazione dice: “Se lei guarda alla nazionalità dei migranti e alla situazione geopolitica in Siria e nel Medio Oriente, la rotta attraverso la Turchia resta ancora la più conveniente per loro. E' quella più breve. Ma dobbiamo essere pronti a reagire, qualora si verificassero dei cambiamenti.”  

Leggeri, ai microfoni di Radio 24, ha anche affermato che non c'è stato un calo significativo degli arrivi in Grecia, dopo il piano congiunto tra Europa e Turchia e i dati pubblicati oggi da Frontex dicono che il numero degli immigrati approdati in Grecia a gennaio è sceso a 68mila, il 40% in meno rispetto a dicembre, soprattutto a causa del maltempo invernale, ma rilevano - rispetto a gennaio 2015 - un numero di 38 volte superiore. La rotta mediterranea, che arriva in Sicilia, ha visto 5.600 immigrati approdati sulle nostre coste, il 55% in più rispetto a gennaio 2015.

Conclude Leggeri, direttore Frontex, ai microfoni di Radio 24, che si sta lavorando ad un’intesa con la Nato per la cooperazione nel Mar Egeo, obbiettivo firmarla entro dopodomani.