SULLE
NOTE DELLA FILOSOFIA CON DE CRESCENZO
“Filosofia,
signori miei, significa paragonare ciò
che ti è successo o che ti succede
con ciò che avrebbe potuto succederti”.
Così l’ingegnere De Crescenzo
spiega la sua passione per la dottrina filosofica,
in particolare quella greca classica, che
lo ha indotto a scrivere tanti libri, ottenendo
sempre grande consenso di pubblico e critica,
fino a giungere a l’ultimo, “I
pensieri di Bellavista”, presentato
il 5 agosto a Zafferana, in un anfiteatro
che ricordava una cavea greca e dinanzi
ad un pubblico interessato e incuriosito.
Perché forse, il trucco di De Crescenzo
è proprio il linguaggio semplice,
spregiudicatamente comprensibile che adopera
per spiegare teorie che, nei più
o meno vaghi ricordi scolastici, appaiono
fin troppo complesse.
“Averroè
ha insegnato una cosa importantissima, che
i libri bisogna scriverli tre volte: la
prima per i ragazzi, la seconda per gli
adulti, la terza per i colleghi […]
Io ho scelto come mio interlocutore preferito
un ragazzo di diciassette anni”.
E così, di “paragone”
in “paragone”, De Crescenzo
espone con disinvolta ironia alcuni pensieri
del suo nuovo libro, suscitando momenti
di comicità arguta dal sapore napoletano,
ma anche attimi di intensa tenerezza come
nel ricordare la sua governante, Rosa.
Il pubblico, divertito, a tratti stupito
dal candore dell’ ingegnere-filosofo,
ha ascoltato attentamente ogni sua parola,
pillole di saggezza mascherate di compiaciuto
sarcasmo, fino alla fine quando seguendolo,
la folla si è addensata all’entrata,
come in una piccola piazza ateniese, per
chiedergli un autografo.
Riconoscendo il magico potere unificante
e vivificante della musica, De Crescenzo
ha scelto di accostare, alternandolo ai
suoi pensieri, il genere jazzistico, nato
anch’esso come frutto di ricerche
e sperimentazioni musicali, asserendo con
disinvoltura:
“Cosa c’entrino
poi jazz e filosofia, non lo so proprio”.
Ma chissà che anche questa non sia
una saggia risposta travestita da battuta
ironica…
Cettina Messina
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