OSTUNI


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LA SVOLTA .:. OSTUNI
OSTUNI
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(eletto il 26.05.2002)

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BREVE STORIA DI OSTUNI
Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio (50.000 - 40.000 anni fa) da cacciatori neandertaliani. Nel Paleolitico superiore le tracce del popolamento umano divantano più consistenti; risale a 24.500 anni fa il seppellimento nella grotta di S. Maria di Agnano di una donna di circa 20 anni, in procinto di partorire. Il corpo, pietosamente deposto in una grande buca, era in posizione contratta, con una protezione del ventre; il capo era ricoperto da ocra rossa e da una specie di cuffia composta da centinaia di piccole conchiglie cucite. L'appartenenza della donna ad un gruppo di cacciatori era documentata dai resti di corredo con selci e denti di cavallo e di bue primigenio. Il feto della sepoltura denominata Ostuni 1° è unico al mondo.
Circa 10.000 anni fa gruppi dediti alla caccia e raccolta si attestano lungo le coste per sfruttare gli abbondanti molluschi marini del litorale.
Alla fine del VII millennio, nel Neolitico antico, questi gruppi si trasformano in agricoltori, (i più antichi dell'Europa occidentale) e si organizzano in veri e propri villaggi, differentemente distribuiti nel territorio, frequentando per scopi culturali e funerari le numerose grotte carsiche della scarpata murgiana.
Alla fine del IV millennio l'economia sedentaria degli agricoltori, in lento declino, determina lo sviluppo di comunità mobili di allevatori, che diventeranno pastorali in senso economico solo all'inizio del II millennio a.C., integrandosi in villaggi ad economia mista, agricola e pastorale.
Le prime testimonianze di vita nella città di Ostuni sono state per ora rinvenute sulla parte più alta del del colle dove poi sorse l'ex convento delle Monacelle, nel Centro Storico lungo la via per la Cattedrale (sede del Museo della Civiltà preclassiche della Murgia meridionale) e si riferiscono ad un villaggio di capanne della media età del bronzo, intorno al XVI - XV secolo a.C.
L'espansione dell'abitato nell'VIII-VII secolo a.C. coinvolse tutte le aree circostanti, fino agli attuali orti posti a Nord del centro medievale. Ciò segna il progressivo passaggio dall'unitario ethnos iapigio al successivo sviluppo della città messapica.
Anche Ostuni, probabilmente intorno al IV secolo a.C., si cinse di una poderosa cerchia muraria esterna, che attualmente si può seguire lì dove gli orti finiscono ed inizia la distesa degli ulivi. Non conosciamo la struttura dell'abitato che forse era internamente ripartito con altre cerchie murarie minori, ma la ricerca archeologica ci documenta su un centro antico che occupava i terrazzi e le pendici delle colline su cui si sviluppo poi la cittadella medievale.
L'etnico pliniano Stulnini si riferisce probabilmente agli abitanti dell'antica città di Etovpvoi ricordata da Tolomeo, così come tutta una serie di toponimi nelle numerose varianti (Hostuno, Ustonio, Osteneum, Sturnium, Stunium, Stulni, o Sturni, Ostunium, Hostineum, Asteneum) richiamano nel nome l'odierna Ostuni.
Numerose sono invece le testimonianze sulle sepolture degli antichi messapi, le cui tracce più consistenti sembrano comprese tra il IV e la fine del III secolo a.C. Le tombe, scoperte a partire già dal '700, si collocano isolate o raggruppate in vere e proprie necropoli, come alla Rosara o nei pressi del Mercato Boario rispettivamente ad Est e ad Ovest dell'attuale città.
Le epigrafi messapiche, piuttosto rare, e per lo più incise sulle lastre dei sepolcri, sono datate tra la prima metà del IV e la fine del III secolo a.C. quando già era iniziata la penetrazione romana nell'area. Si attribuisce inoltre ad Ostuni una serie monetale in bronzo del II secolo a.C. che presenta al diritto una conchiglia ed al rovescio un'aquila su fulmine con la leggenda ETY, generalmente interpretata come iniziale di Sturnium, identificata dal Lenormant con l'odierna Ostuni.

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