Nicosia,
città della Sicilia, edificata
dai Greci, abitata dai Romani, distrutta
dai Barbari, ristabilita dagli Erbitesi
e dai Normanni ed accresciuta dai
Lombardi, sorge nel centro della
Val Demone. Allo stato attuale non
si sa che cosa ci possa essere di
veritiero in questa mitica ipotesi
di origini greco-romane in cui vengono
chiamate in causa tre antiche città
scomparse: Erbita, Engio, Imachàra.
Le loro ubicazioni non sono state
ancora accertate per mancanza di
scavi archeologici. Tuttavia i numerosi,
anche se dispersi, ritrovamenti
archeologici di monete greco - romane
che tuttora affiorano alle falde
del Castello, fanno presupporre
l'esistenza di una città
greca. L'unico dato certo è
che preesisteva già all'arrivo
dei normanni, quando nel 1062 l'assediarono
invano e risultò essere un'agguerrita
fortezza di Saraceni. Ma appare
altrettanto certo che non sia stata
edificata dagli Arabi, poiché
alle città generalmente imponevano
denominazioni tratte dalla loro
lingua come nei casi di Calascibetta,
Caltagirone o Castrogiovanni. Il
nome "Nicosia", di origine
greco - bizantina, può significare
"Città di San Nicolò".
Molto probabilmente è stata
edificata al tempo della denominazione
bizantina in Sicilia e della conseguente
diffusione del Cristianesimo orientale.
Testimonianze della cultura bizantina
si hanno nei nomi di alcune località
quali San Michele, San Basilio,
San Cono, Sant'Elia. La città
sarebbe nata come luogo fortificato
dei cristiani, attorno al Castello
sarebbe sorto un piccolo borgo (attuale
quartiere di S. Nicolella) e l'omonima
chiesetta "bizantina"
dedicata a San Nicolò. |